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Osservando le mappe meteo di di questi giorni, non posso fare a meno di provare un misto di sollievo e preoccupazione.

Tutte le proiezioni indicano che durante la settimana ci sarà un vero e proprio refrigerio: l’alta pressione africana sarà spinta verso sud e assisteremo quindi a un calo deciso della temperatura anche di oltre 10°C. Ma attenzione, non farà davvero fresco. Avremo solo la percezione del fresco perché ormai da giorni siamo abituati ad avere temperature smisuratamente elevate, eccezionalmente superiori alla media stagionale.

 

Stiamo vivendo una lunga onda di calore che ha caratteristiche preoccupanti. Secondo recenti studi pubblicati su Reviews of Geophysics, la frequenza, intensità e durata di questi fenomeni estremi continuano ad aumentare durante questo secolo. L’abbassamento della temperatura non ci porterà comunque ai valori medi tipici del periodo, ma ci consentirà di godere di quasi una settimana con valori termici molto più umani, permettendoci di vivere anche all’aperto senza patire quella calura che definiamo africana.

 

Tuttavia, questo evento meteorologico sarà seguito sicuramente, nel corso di una settimana, da un nuovo repentino aumento della temperatura. I valori che potrebbero registrarsi saranno eccezionalmente elevati, e di questo aspetto mi occuperò nei prossimi aggiornamenti per definire esattamente l’entità dell’ondata di calore che ci attende. Ciò che mi preoccupa maggiormente è proprio l’intensità di questo fenomeno.

 

L’ondata di calore che potrebbe verificarsi avrà a disposizione un mare estremamente caldo, con tassi di umidità altissimi. Ricerche pubblicate su Science dimostrano che le ondate di calore marine sono diventate 10 volte più probabili rispetto al periodo pre-industriale. Insomma, tutta una serie di condizioni favorevoli per generare una situazione di disagio estremo, di caldo smisurato che potrebbe mettere a dura prova la nostra resistenza.

 

In linea teorica, quando si parte con un Giugno così caldo, ci sono buone possibilità che i mesi di Luglio e Agosto siano roventi. Possiamo definire il mese di Giugno una sorta di trampolino di lancio per la stagione estiva. Con le attuali condizioni meteo, questo scenario potrebbe realmente concretizzarsi. Tanto che i modelli matematici iniziano a intravedere il rischio di un’onda di calore da metà Luglio di intensità record.

 

La situazione è confermata da dati internazionali allarmanti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che tra il 2000 e il 2019 si verificano circa 489.000 decessi annuali legati al calore, con un aumento dell’85% della mortalità tra gli over 65 nel periodo 2017-2021 rispetto al 2000-2004.

Studi recenti pubblicati su Nature Communications mostrano che le ondate di calore hanno subito un’accelerazione significativa dal 1950, con aumenti nella frequenza, durata e intensità in quasi tutte le regioni del mondo.

 

Come detto, avremo maniera di averne conferma in settimana, anche perché su scala europea ci sono parecchie complicazioni che potrebbero amplificare il fenomeno. La connessione tra Oceani surriscaldati e intensificazione delle ondate di calore terrestri è un aspetto che merita particolare attenzione. Il Mediterraneo, in particolare, sta registrando temperature superficiali eccezionalmente elevate che fungono da serbatoio di energia per alimentare fenomeni atmosferici estremi. Quando l’aria calda si carica di umidità sopra queste acque surriscaldate, il risultato è una massa d’aria tropicale che può stazionare per giorni o settimane sopra il nostro territorio.

 

È importante sottolineare che questi eventi estremi non sono più anomalie statistiche, ma stanno diventando la nuova normalità. Ricerche del Chatham House evidenziano come le ondate di calore del 2024 siano state rese 35 volte più probabili dal cambiamento climatico. Non si tratta semplicemente di “estate”, ma di una trasformazione strutturale del nostro clima che richiede adattamenti urgenti nelle nostre abitudini e infrastrutture.

 

Parlando francamente, direi di goderci l’abbassamento della temperatura che si verificherà in questi giorni e che sarà classificabile come periodo meno rovente. Solo una parte d’Italia avrà temperature prossime alla media del periodo, mentre il resto del Paese continuerà a rimanere sopra la norma, però decisamente meno torride rispetto a quelle attuali. È un momento di tregua che dovremmo sfruttare per prepararci a ciò che ci attende.

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