È un argomento che dovrebbe occupare le prime pagine dei giornali. Questa è un’autentica fase meteo estrema per il Mare Nostrum. Non stiamo parlando di condizioni atmosferiche, ma delle anomalie termiche marine, qualcosa potenzialmente di ben più grave. Andiamo a scoprire cosa rischiamo nei prossimi mesi.
Non ci sono eguali da decenni, ma forse da secoli
Le acque del nostro mare stanno vivendo una fase di riscaldamento senza precedenti, un’anomalia che non ha eguali da quando, nel lontano 1982, sono iniziate le rilevazioni sistematiche. L’onda di calore marina, che da mesi persiste con continuità e intensità, sta ora raggiungendo livelli critici. L’anomalia termica che interessa il bacino è così marcata da rendere il Mediterraneo centro-occidentale, compresi i mari che bagnano l’Italia, uno degli epicentri mondiali di questa eccezionale anomalia, forse l’Hot Spot peggiore del Pianeta.
Le zone critiche
Parliamo, in particolare, del Mar Ligure, zona Baleari, Adriatico Settentrionale e il Mar Tirreno centro-meridionale. Tutte zone che stanno facendo registrare temperature superficiali dell’acqua che hanno toccato i 28 °C, valori fino a 5-6 °C superiori rispetto alla media climatica di riferimento.
Un tale scostamento termico rappresenta un’anomalia statistica talmente estrema da essere definita in termini scientifici come un “outlier”, ovvero un valore totalmente fuori scala nel campione di dati raccolto in oltre quattro decenni di osservazioni. Stiamo sfidando l’ignoto insomma e questo dovrebbe incutere davvero paura.
Paure fondate
Siamo soltanto all’inizio di Luglio, e ciò rappresenta un ulteriore motivo di preoccupazione. La massa d’acqua marina, per via della sua maggiore inerzia termica rispetto all’aria, tende ad accumulare calore con lentezza ma costanza, e il culmine stagionale del riscaldamento viene normalmente raggiunto intorno a metà Agosto. Questo significa che abbiamo davanti ancora circa sei-otto settimane in cui le acque del Mediterraneo continueranno ad assorbire energia!
Giugno, infatti, è stato dominato da una configurazione atmosferica caratterizzata dalla persistente presenza di un Anticiclone di origine nord africana, che ha favorito l’afflusso di aria rovente e una marcata stabilità atmosferica. Questa combinazione ha reso ancora più drammatico l’aumento delle temperature marine, dando origine a un primato climatico senza precedenti. Molto peggio qualunque altro anno precedente.
Miglioramenti? Nemmeno col binocolo
Nel quadro meteo attuale, la tendenza al riscaldamento del mare non mostra segnali di rallentamento. L’assenza di significativi passaggi perturbati o fasi instabili in grado di smuovere le acque superficiali, sta lasciando spazio a un continuo accumulo energetico, mai registrato prima a questi livelli. Le condizioni termiche attuali sarebbero già anomale se fossimo nel cuore di Agosto! Questo dimostra quanto il sistema climatico si stia muovendo in territori completamente nuovi e totalmente inesplorati.
Coste bollenti
Le ripercussioni dirette di questa situazione iniziano già a farsi sentire, specialmente lungo le coste. Le brezze marine, che normalmente favoriscono un lieve sollievo nelle ore pomeridiane, risultano ora fortemente ridotte o assenti, a causa della minore differenza di temperatura tra terra e mare. Questo fenomeno contribuisce a far salire ulteriormente la temperatura dell’aria lungo i litorali, aggravando la sensazione di afa e disagio fisico, specialmente nelle ore centrali del giorno.
A peggiorare il quadro c’è anche un aumento dell’evaporazione dalla superficie marina, che determina un incremento dell’umidità atmosferica e accresce ulteriormente la percezione del calore da parte del corpo umano. Questo comporta un notevole stress fisiologico, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.
Una zona che in futuro sarà diversa
Guardando alle prospettive future, il meteo del Mediterraneo appare incerto ma estremamente delicato. Un mare così caldo in piena Estate costituisce un serbatoio energetico enorme, capace di alimentare con forza crescente i fenomeni atmosferici più violenti.
Ogni perturbazione che attraverserà il bacino potrebbe trovare condizioni ideali per svilupparsi in modo esplosivo, con possibilità di temporali intensi, grandinate violente o eventi estremi pesantissimi. Nessuno, nemmeno i modelli climatici più avanzati, può dare una risposta certa.
I modelli non riescono a inquadrare
Cari lettori, nessun catastrofismo. Ci stiamo muovendo in un ambiente nuovo, dove l’interazione tra atmosfera e mare è più intensa e instabile che mai. Non resta, quindi, che osservare e analizzare con attenzione scientifica ciò che avverrà nelle prossime settimane, cercando di comprendere come evolverà questo scenario meteo anomalo, che sta riscrivendo totalmente (e in maniera inquietante) il comportamento climatico del nostro Mediterraneo.
