Una nuova fase di maltempo sta per abbattersi sull’Italia settentrionale, e lo farà in maniera piuttosto violenta. Dopo l’attacco del vortice atlantico, ecco che dal Nord Europa si prepara un altro affondo perturbato, alimentato da aria molto fredda proveniente direttamente dalle terre scandinave.
La giornata di giovedì 22 maggio si preannuncia fortemente instabile su tutto il Nord Italia. Le regioni settentrionali saranno attraversate da temporali intensi, con episodi di forte vento, grandine di medie dimensioni e nubifragi localizzati. I settori più a rischio comprendono il Triveneto centro-settentrionale, la Lombardia, le aree del Cuneese, l’Astigiano e l’Alessandrino, dove il rischio idrogeologico sarà elevato.
La Toscana dovrà fare i conti con una variabilità atmosferica significativa, anche se meno intensa rispetto al Nord. Sul resto del Centro-Sud, invece, il meteo si manterrà più tranquillo, con schiarite prevalenti e fenomeni sporadici o assenti.
Crollo termico: aria fredda e clima quasi invernale
L’aspetto più significativo di questa offensiva sarà il calo sensibile delle temperature, accentuato soprattutto nelle zone soggette a precipitazioni. L’arrivo di aria fredda scandinava riporterà valori termici più tipici di fine marzo che di fine maggio, con massime in forte calo e un sapore tardo-invernale che si farà sentire soprattutto in collina e montagna.
Venerdì 23 maggio: instabilità persistente su Nordest e Centro Italia
La vigilia del fine settimana non segnerà ancora una svolta decisa verso la stabilità. Un nuovo impulso perturbato, seppur rapido, attraverserà la Penisola portando nuove piogge e rovesci sparsi. Le regioni nordorientali, tra cui il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e l’Emilia Romagna, resteranno sotto l’influenza di una circolazione ciclonica con precipitazioni diffuse.
Anche il Centro Italia sarà coinvolto, in particolare la Toscana interna, l’Umbria e le Marche, dove non si escludono episodi temporaleschi localizzati. Il Sud, pur rimanendo più protetto, vedrà un cielo molto nuvoloso o addirittura coperto, segnale della persistenza di una circolazione instabile in quota.