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L’estate del 2024 ha messo sotto i riflettori un fenomeno sempre più evidente e preoccupante: l’espansione della fascia tropicale verso nord, sintomo tangibile dei profondi sconvolgimenti climatici in atto. Questo allargamento, apparentemente silenzioso ma in realtà estremamente impattante, è legato a una traslazione dell’ITCZ – la Zona di Convergenza Intertropicale – che sempre più spesso risale di latitudine, portando con sé instabilità, umidità e piogge in zone desertiche.

 

L’ITCZ avanza

Durante LUGLIO e AGOSTO 2024, l’ITCZ, che rappresenta una sorta di cintura instabile dove convergono gli alisei da nord-est e sud-est, ha mostrato un avanzamento verso nord, spingendosi in pieno Sahara. E ciò che è accaduto è stato del tutto anomalo per una zona desertica: piogge estive in aree che, secondo la climatologia classica, dovrebbero rimanere asciutte tutto l’anno.

A causare questo spostamento sono stati l’innalzamento delle temperature globali e la diminuzione del gradiente termico equatoriale-subtropicale, che rende più facile al sistema intertropicale espandersi. Come un elastico che si tende, la fascia tropicale “cede” e si espande a causa del riscaldamento differenziale tra latitudini.

 

Un ciclone nel deserto

Un altro episodio che ha lasciato interdetti gli studiosi di meteo è stata la formazione di un ciclone subtropicale tra il sud dell’Algeria e la Tunisia, un’area che non dispone di mari caldi per alimentare un ciclone tradizionale. Questo tipo di eventi è indicativo di un’atmosfera sempre più ricca di energia latente e instabilità, anche lontano dalle classiche rotte oceaniche dei cicloni.

La presenza di questo ciclone in area desertica indica una nuova configurazione atmosferica, in cui aria calda sahariana, umidità anomala e forzanti dinamiche possono interagire per generare fenomeni estremi in contesti insospettabili.

 

Il Sahara risale le Alpi

Tra le anomalie più intense c’è senza dubbio la progressiva estensione delle masse d’aria sahariana ben oltre il Mediterraneo. Nell’estate 2024 abbiamo assistito all’arrivo, sopra le Alpi e fino alla Germania, di bolle d’aria roventi provenienti dal cuore del Sahara. Questo è stato reso possibile da campi di alta pressione molto persistenti – i cosiddetti anticicloni africani – che agiscono come ponti atmosferici per queste masse d’aria.

Quando l’aria sahariana si incontra con anticicloni stabili e potenti, nasce la ricetta perfetta per le ondate di calore estremo, capaci di infrangere record storici di temperatura. E non si tratta solo di “caldo record” come modo di dire: nel Medio Oriente, in LUGLIO 2024, sono stati superati i 53 °C in alcune aree, un valore ai limiti della sopravvivenza umana all’aperto (fonte).

 

Una fascia tropicale che non solo si allarga, ma si scalda

Non basta osservare la direzione dell’espansione, dobbiamo analizzare anche l’intensità termica della fascia tropicale. Studi recenti hanno evidenziato come le temperature medie nella regione tropicale siano aumentate in modo significativo negli ultimi decenni (fonte). Questo comporta una maggiore capacità dell’atmosfera di trattenere umidità, il che favorisce non solo il calore, ma anche precipitazioni intense, fenomeni convettivi estremi e cicloni fuori stagione.

Il Sud-Est asiatico ha sperimentato, tra APRILE e MAGGIO 2024, temperature fino a 45 °C, superando le soglie critiche per l’attività umana prolungata all’esterno. Le città più colpite sono state Bangkok, Hanoi, Manila e Phnom Penh.

 

Un fenomeno non più stagionale

Questa trasformazione climatica non si limita all’estate. Anche in primavera e autunno, e talvolta perfino in inverno, si osservano spinte anomale verso nord di masse d’aria tropicale, eventi che una volta si sarebbero considerati rari e stagionali. L’asimmetria delle stagioni, con estati sempre più lunghe e inverni accorciati e instabili, è un effetto collaterale diretto di un clima che perde le sue vecchie geometrie.

Questi segnali devono essere letti per quello che sono: manifestazioni dirette di un sistema climatico alterato, che sta ridefinendo le fasce climatiche, la distribuzione delle precipitazioni e i regimi termici di tutto il Pianeta.

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