Vortice Polare, si rompe. Come stanno le cose. Meteo gelido o caldo per l'Italia

Vortice Polare, si rompe. Come stanno le cose. Meteo gelido o caldo per l'Italia

Le ultime analisi meteo indicano un FORTE indebolimento del VORTICE POLARE entro metà marzo , un segnale che anticipa la sua completa perdita di struttura , fenomeno che tipicamente avviene con l’avanzare della primavera . Questo progressivo cedimento è connesso allo STRATWARMING , vale a dire il RAPIDO riscaldamento della STRATOSFERA in AREA POLARE . Il processo in atto conferma come l’inverno, caratterizzato da un VORTICE POLARE molto compatto e tenace, stia progressivamente cedendo il passo a una circolazione atmosferica differente, che potrà avere ripercussioni sulle condizioni meteo delle medie latitudini nelle prossime settimane.

L’attenuazione del VORTICE POLARE , anno dopo anno, segue una DINAMICA ben definita. Il cosiddetto FINAL WARMING , ossia l’ultimo evento di riscaldamento stagionale in STRATOSFERA , si verifica in un intervallo compreso tra i primi di marzo e la prima metà di maggio. Esso segna la transizione verso una configurazione atmosferica più tipica del periodo caldo, in cui il VORTICE si affievolisce fino a scomparire, per poi ricompattarsi gradualmente con la fine dell’estate. Quest’anno, stando alle proiezioni, l’episodio potrebbe collocarsi in un momento piuttosto precoce rispetto alla media. Il FINAL WARMING più anticipato nella storia recente, registrato il 5 marzo 2016, rappresenta un esempio di come questa fase possa sopraggiungere in anticipo, mentre l’evento più tardivo, datato 11 maggio 1981 , dimostra la variabilità temporale di tale riscaldamento . In media, invece, il passaggio si manifesta attorno al 12 aprile , ed è proprio questa data a dividere gli eventi che si possono definire precoci da quelli più ritardati.

Per comprendere meglio l’attuale scenario meteo, è fondamentale approfondire cos’è il VORTICE POLARE . Si tratta di un’ampia regione di bassa pressione con ARIA GELIDA , localizzata nella STRATOSFERA e delimitata da intensi venti occidentali. Nell’ EMISFERO SETTENTRIONALE , questi flussi atmosferici ruotano in senso antiorario, trattenendo le masse d’aria molto fredde nelle zone vicine al POLO NORD . La forza e la forma di questo VORTICE variano nel corso della stagione invernale: un nucleo ben compatto tende a mantenere le ondate di gelo confinate nelle regioni artiche, mentre una struttura più debole o disturbata può favorire discese di ARIA FREDDISSIMA fin verso latitudini più basse.

Quando il VORTICE è particolarmente solido, le regioni delle medie latitudini possono sperimentare stagioni invernali più miti e stabili, poiché i flussi perturbati restano confinati lontano da queste aree. D’altra parte, non appena il VORTICE inizia a indebolirsi o a deformarsi, la corrente a getto, ovvero quella FASCIA DI VENTI AD ALTA QUOTA che guida molti sistemi meteo, può subire una marcata ondulazione. Ciò consente alle masse di ARIA ARTICA di scendere più facilmente verso sud, mentre blocchi di ARIA MITE possono risalire verso settentrione. In sostanza, un VORTICE POLARE meno strutturato consente scambi meridiani più pronunciati, con condizioni meteo talvolta estreme per le zone a latitudini intermedie.

Il cuore del discorso meteo legato all’indebolimento del VORTICE POLARE risiede nello STRATWARMING , ovvero il RAPIDO incremento delle temperature nella STRATOSFERA polare. Questo evento è spesso associato ai SUDDEN STRATOSPHERIC WARMING , ossia episodi in cui il termometro nella STRATOSFERA può aumentare di diverse decine di gradi Celsius in pochissimo tempo. Tale riscaldamento modifica la circolazione dell’aria a quote elevate , influenzando di conseguenza il comportamento della troposfera e i pattern meteo a scala sinottica.

Quando si verifica un SUDDEN STRATOSPHERIC WARMING , le ONDE DI ROSSBY , che sono fluttuazioni atmosferiche a vasta scala, possono propagarsi dalla troposfera alla STRATOSFERA o viceversa, indebolendo la circolazione zonale e destabilizzando la corrente a getto . In alcuni casi, il VORTICE POLARE può addirittura frantumarsi in due lobi distinti , il cosiddetto “split”, ma ciò non sembra la dinamica più probabile per l’evento in esame. Le ultime analisi suggeriscono un DISPLACEMENT , ossia uno spostamento del VORTICE in direzione di una singola area geografica, che potrebbe essere la EURASIA o il NORD AMERICA . L’ipotesi maggiormente accreditata per questo specifico episodio meteo è quella di uno spostamento, anche se i modelli di previsione non mostrano ancora un accordo unanime.

Un evento di STRATWARMING può anche svilupparsi in modo autonomo nella STRATOSFERA , senza il supporto troposferico. In tali casi, la comprensione dei segnali precoci risulta più difficile, poiché manca il classico contributo delle ONDE DI ROSSBY che solitamente si propagano dal basso verso l’alto. Nonostante ciò, l’attuale riscaldamento stratosferico sembra ormai ben consolidato. Gli studiosi parlano di un potenziale FINAL WARMING anticipato, destinato a ridurre ulteriormente l’energia del VORTICE POLARE e a favorire oscillazioni della corrente a getto nelle prossime settimane.

Le ripercussioni meteo alle latitudini intermedie non derivano unicamente dal FINAL WARMING , ma dalla combinazione tra l’indebolimento del VORTICE e il posizionamento dei sistemi di alta e bassa pressione a livello troposferico . Se si crea un blocco anticiclonico in zone specifiche, le discese di aria molto fredda possono penetrare su regioni che in primavera non si aspettano più eventi gelidi di rilievo. Al contrario , altre aree possono sperimentare avvezioni di CALORE anomalo , con temperature che superano la media stagionale, generando sbalzi termici notevoli e situazioni meteo decisamente variegate.

Il potenziale di innesco di maltempo tardivo nelle medie latitudini , specialmente su porzioni dell’ EUROPA , dipende dalla convergenza di masse d’aria contrastanti. Se i venti in quota si dispongono in modo da far confluire correnti umide e più miti con spifferi di aria molto fredda, i fenomeni precipitativi possono risultare intensi, causando piogge abbondanti, neve fuori stagione o temporali vigorosi . D’altro canto, se prevalgono condizioni stabilizzanti, si potrebbe assistere a periodi insolitamente asciutti e miti, con temperature elevate già a fine marzo o nella prima metà di aprile . In ogni caso, le fluttuazioni meteo tipiche di queste fasi di transizione stagionale tendono a risultare più marcate se il VORTICE POLARE subisce una decisa perdita di compattezza.

L’attuale scenario stratosferico sembra indirizzarsi verso un FINAL WARMING che sancirà la fine della stagione fredda in modo più o meno graduale. Questo avvenimento non è altro che l’evento conclusivo di riscaldamento in STRATOSFERA che, anziché frammentare completamente il VORTICE , ne provoca una graduale scomparsa, accompagnando la transizione verso la circolazione estiva priva di VORTICE POLARE . Non siamo dunque di fronte a un fenomeno raro, ma a un episodio fisiologico , che tuttavia può generare sorprese in campo meteo se associato a situazioni particolarmente instabili nei piani più bassi dell’atmosfera.

I rilevamenti indicano che il 100% dei membri dei vari modelli previsionali mostra un’inversione a 10 hPa , un segnale inequivocabile che la STRATOSFERA si stia riscaldando in modo deciso, con la prospettiva di influenzare a cascata l’andamento meteo della troposfera . Questa marcata unanimità tra gli scenari numerici rafforza l’ipotesi di un DISPLACEMENT del VORTICE , e non di uno split, rendendo il VORTICE POLARE stesso meno incisivo e più soggetto a deformazioni che potrebbero estendersi anche oltre la metà di marzo.

Va sottolineato che il FINAL WARMING non implica necessariamente un inverno tardivo o un anticipo dell’estate. Ogni anno la tempistica e l’intensità di questo riscaldamento possono differire, e le conseguenze sul campo meteo dipendono sempre da come i centri di azione – alte e basse pressioni – si allineano sulle diverse regioni geografiche. In alcuni casi, il passaggio verso la primavera può avvenire in modo graduale, senza particolari scossoni termici, mentre in altre occasioni le ondulazioni della corrente a getto possono amplificare gli estremi, con bruschi passaggi dal freddo fuori stagione a caldi anticipati.

Le prospettive meteo per le prossime settimane vedranno un’attenzione particolare alla collocazione dei centri di alta pressione sul NORD ATLANTICO , la cui variazione può favorire discese di aria fredda verso l’ EUROPA o, al contrario, risalite di aria tiepida. Se la corrente a getto dovesse ulteriormente ondularsi , sarebbero possibili scambi meridiani più accentuati, con l’effetto di esasperare le anomalie termiche. Le regioni che si troveranno sul lato freddo di tali ondulazioni sperimenteranno ondate di maltempo e clima invernale anomalo, mentre quelle collocate nel settore mite potrebbero vivere condizioni simil-estive già entro la prima parte di primavera.

In situazioni come quella attuale , il VORTICE POLARE non recupera la propria solidità perché la stagione fredda è ormai giunta a una fase avanzata. L’aumento dell’irraggiamento solare progressivamente rende meno probabile una ricompattazione significativa del VORTICE , favorendo invece l’ingresso di configurazioni atmosferiche più variabili. La stabilità o instabilità del tempo alle nostre latitudini potrà quindi manifestarsi con una certa vivacità , alimentando la curiosità e l’attenzione di chi segue l’evoluzione meteo. Non è raro, infatti, che il mese di aprile presenti oscillazioni piuttosto ampie, con giornate tiepide alternate a repentini ritorni di aria fredda.

A influenzare il quadro meteo contribuiranno anche le differenze di temperatura tra il CONTINENTE EUROPEO e le masse oceaniche. Se l’acqua del mare appare ancora fredda, le infiltrazioni di correnti instabili da ovest possono generare contrasti termici significativi, innescando rovesci e temporali. Viceversa, se la circolazione dovesse bloccarsi con l’ anticiclone delle AZZORRE o con un promontorio africano, potremmo osservare periodi secchi e molto tiepidi per alcuni giorni o perfino settimane. La configurazione atmosferica di fine inverno e inizio primavera resta , dunque, una delle più interessanti e complesse da decifrare per la comunità scientifica e per gli appassionati di previsioni meteo.

Le indicazioni meteo più recenti confermano che il VORTICE POLARE risulta destinato a un ulteriore indebolimento, grazie al persistente STRATWARMING che potrebbe trasformarsi in un vero e proprio FINAL WARMING anticipato. L’interazione tra questo riscaldamento stratosferico e la distribuzione delle alte e basse pressioni in troposfera sarà il fattore cruciale nel modulare il clima delle prossime settimane. Potremmo osservare episodi di freddo tardivo, oppure assistere a ondate di CALDO precoce, a seconda di come si collocheranno i principali centri di azione sull’ EMISFERO SETTENTRIONALE .

È importante ricordare che l’esito finale dipenderà dall’evoluzione meteo a livello globale : la collocazione della corrente a getto, le pulsazioni dell’anticiclone sul NORD ATLANTICO , e la risposta della troposfera al drastico riscaldamento in quota . Tutti questi elementi potranno contribuire a rendere le prossime settimane decisamente interessanti e a tratti imprevedibili. Molti modelli di previsione, con il 100% dei membri ormai orientati verso l’inversione termica a 10 hPa, supportano l’idea che il VORTICE POLARE non recupererà la propria integrità.

La stagione primaverile è alle porte , e con essa si preannunciano settimane di grande interesse per gli appassionati di meteo, che potranno osservare come l’indebolimento definitivo del VORTICE e l’ultimo STRATWARMING dell’anno impatteranno sulle fluttuazioni del clima alle medie latitudini. Le prospettive sono aperte a scenari variegati, dove la parola meteo giocherà un ruolo chiave anche negli ultimi sviluppi di questa fase di transizione.