Neve verso il NORD Italia e Val Padana. Rischio nevicate abbondanti
Meteo Milano e Torino, la Val Padana: previsioni di neve
È difficile immaginare che le attuali previsioni meteo possano rievocare scenari invernali del passato, ma i modelli matematici di questi giorni sembrano promettere condizioni atmosferiche che negli ultimi dodici anni si sono manifestate solo raramente. Milano e Torino , storicamente ritratte nelle stampe d’epoca come spesso coperte da una coltre bianca, hanno visto raramente la neve questi anni. La neve è diventata un fenomeno sempre più raro in tutte le pianure del Nord Italia, direi quasi totalmente assente in vari inverni.
• Meteo Milano e Torino, la Val Padana: previsioni di neve
• Il cambiamento climatico e l’assenza del Burian
• Previsioni meteo: neve in arrivo dopo il 20 Gennaio?
• L’Epifania del 2009: un evento nevoso didattico
• Dinamiche delle nevicate in Val Padana
Il cambiamento climatico e l’assenza del Burian
L’ assenza del Burian , il vento gelido proveniente dalle steppe della Russia e della Siberia , è una delle principali ragioni della riduzione delle nevicate nel Nord Italia . Questo vento, spesso associato a temperature rigide e condizioni di forte gelo , è stato praticamente assente negli ultimi anni. Ad esempio, nel gennaio 2017 , il Burian giunse sull’Italia settentrionale, ma in un contesto privo di perturbazioni: il clima restò secco e non si verificarono nevicate. Un’altra ondata di freddo, alla fine dell’inverno 2018, portò neve debole , con accumuli modesti a Milano e Torino e nelle aree circostanti.
Le nevicate in Pianura Padana sono storicamente legate alla formazione di un cuscinetto d’aria fredda che favorisce, al transito di una perturbazione mediterranea o oceanica, la discesa dei fiocchi di neve sino al suolo. Questo evento è detto neve da addolcimento. Tuttavia, gli ultimi eventi di freddo hanno mostrato un’aria molto secca, con escursioni termiche elevate e pomeriggi sorprendentemente miti, riducendo ulteriormente la possibilità di precipitazioni nevose significative. Anche quello attuale porta freddo, temperature minime di poco sotto la media, mentre le massime, in questa circostanza si attestano all’incirca su valori nella media. Insomma, c’è un’ondata di freddo che sa di normalità invernale. Ma questo evento meteo non può essere definito anomalo, perché sta determinando temperature che sono affini al clima del Nord Italia . Inoltre, si sta riformando l’ormai sempre citato cuscinetto freddo in Val Padana.
Previsioni meteo: neve in arrivo dopo il 20 Gennaio?
Le proiezioni matematiche per questo inverno indicano condizioni favorevoli per nevicate anche consistenti, ciò perché le perturbazioni sono sempre più foriere di fenomeni intensi. Ma l ’incertezza tipica dei modelli meteorologici durante le fasi di freddo , complica l’affidabilità delle previsioni meteo oltre pochi giorni di validità. La fine di gennaio sembra presentare un contesto ideale per l’arrivo della neve su Milano, Torino e sulla Val Padana , grazie all’interazione tra masse d’aria fredda e umida. Tuttavia, resta da vedere se queste condizioni si concretizzeranno. La meteo moderna, pur essendo supportata da tecnologie avanzate, può essere influenzata da improvvisi cambiamenti nelle correnti atmosferiche e da fluttuazioni climatiche non previste.
L’Epifania del 2009: un evento nevoso didattico
Per comprendere l’impatto di una nevicata significativa, possiamo tornare indietro all’ Epifania del 2009 . Le condizioni atmosferiche che precedettero quella nevicata furono caratterizzate da un lungo periodo di freddo intenso, iniziato il 3 gennaio , con temperature minime che si mantennero costantemente al di sotto dello zero. Questa fase gelida creò il substrato perfetto per l’arrivo della neve .
Un vortice freddo in arrivo dalla Francia fu il catalizzatore dell’evento. Interagendo con l’aria già presente sulla Pianura Padana , favorì l’ingresso di ulteriori masse umide che, scontrandosi con le rigide temperature al suolo, generarono abbondanti precipitazioni nevose. Milano e gran parte della Lombardia furono sepolte sotto uno strato di neve che raggiunse i 40-60 centimetri, causando enormi disagi ma regalando uno spettacolo naturale indimenticabile. Una nevicata meno intensa si ebbe anche su Torino, ma la città lombarda fu sotto un’emergenza neve.
Dinamiche delle nevicate in Val Padana
La neve che cade in Pianura Padana è spesso il risultato di un meccanismo noto come scorrimento di aria – relativamente – mite sopra quella fredda rappresentata dal cuscinetto d’aria fredda. In questa dinamica, uno strato di aria mite e umida si sovrappone a un cuscinetto di aria fredda presente al suolo. Questo contrasto termico favorisce la condensazione del vapore atmosferico e la formazione di fiocchi di neve. Ma soprattutto, la Val Padana, incastatonata tra i monti, trattiene il freddo, e le basse temperature consentono la caduta dei fiocchi di neve sino al suolo.
Nel caso del 2009, un vortice ciclonico sul Mar Ligure contribuì ulteriormente a incrementare l’instabilità atmosferica, generando una sequenza di precipitazioni prolungate. Sono quindi questi, tra i vari, gli elementi atmosferici che favoriscono le nevicate padane .
La distribuzione della neve in Lombardia e nel resto del Nord Italia è spesso influenzata anche dalla conformazione del territorio. Le aree pedemontane tendono a ricevere accumuli più consistenti rispetto alle zone pianeggianti, mentre le città come Milano , nonostante la loro estensione urbana, possono assistere a importanti nevicate in presenza di condizioni ideali, come nel gennaio 2009.
Le prospettive meteo future
Negli ultimi anni, l’aumento della temperatura media invernale ha modificato le dinamiche climatiche del Nord Italia , rendendo la neve sempre meno frequente. Tuttavia, l’attuale stagione invernale sembra offrire uno spiraglio di speranza per gli amanti dei paesaggi innevati. I modelli matematici suggeriscono la possibilità di nevicate significative tra la fine di gennaio e soprattutto febbraio.
La maggiore presenza di umidità e l’aumento delle precipitazioni tipico del periodo da qui avanti nella stagione. potrebbe dar luogo a nevicate più abbondanti rispetto al passato, soprattutto per effetto dei cambiamenti climatici .
Previsioni, a differenza di altri anni favorevoli ad un evento di neve anche di straordinaria intensità in tutto il Nord Italia . Per giunta, le previsioni del Centro Meteo Europeo , prospettano, seppur a lungo termine, una forte irruzione d’aria gelida dalla Russia, quindi aria continentale, che venendo da est, abbasserebbe notevolmente le temperature in quello che è il periodo più freddo dell’anno.
