Meteo con “ripetute cadute di neve” in Val Padana con Gennaio
L’evoluzione meteo sta assumendo una tendenza inedita rispetto agli ultimi anni, tanto che per osservare qualcosa di simile dobbiamo risalire addirittura al dicembre 2012, se non ancor prima. L’attenzione si concentra su una serie di irruzioni di aria fredda previste in arrivo verso l’ Italia , con caratteristiche di moderata o forte intensità. Si tratta di un fenomeno raro negli ultimi inverni, che sembra destinato a riportare condizioni climatiche più rigide, in particolare nelle regioni settentrionali.
Secondo i modelli matematici attuali, il picco di questa ondata di freddo dovrebbe coinvolgere le regioni del Nord Italia , ma la previsione necessita di ulteriori conferme. Infatti, ci troviamo in una fase in cui le simulazioni offrono solo indicazioni di massima, soprattutto quando si tratta di prevedere irruzioni fredde.
L’ arco alpino , con il suo ruolo di barriera naturale, protegge il flusso di aria fredda sull’Italia, specialmente nelle regioni settentrionali e nella Val Padana . Tuttavia, la conformazione geografica della Pianura Padana , simile a un catino, favorisce il ristagno dell’aria fredda una volta giunta, consolidando temperature decisamente più basse rispetto alle zone circostanti. Questo fenomeno, oltre a mantenere il freddo, impedisce l’arrivo di correnti meridionali più miti, come quelle che attualmente stanno interessando altre parti del Paese.
Negli ultimi giorni, mentre sulle Alpi si fatica a scendere sotto lo zero termico a quote di circa 3000 metri durante la notte, nella Pianura Padana si registrano diffuse gelate . Tuttavia, a causa dell’aria particolarmente secca, l’escursione termica risulta marcata , con temperature diurne che possono facilmente superare i 10 °C. Questo contrasto evidenzia la peculiarità del clima padano, capace di generare condizioni estreme anche in periodi anticiclonici.
Guardando avanti , già prima dell’ Epifania si attende un primo impulso significativo di aria molto fredda , che potrebbe essere solo il primo di una serie di eventi simili. Secondo il modello matematico europeo , si delineano scenari di freddo persistente , con la possibilità di nevicate diffuse. Tuttavia, il modello matematico americano, nella sua versione ufficiale, risulta più incerto, con alcune emissioni che prospettano un’ondata di gelo rilevante e altre che ipotizzano addirittura un richiamo di aria calda. Questo livello di variabilità sottolinea l’importanza di monitorare attentamente le prossime emissioni modellistiche.
L’anticiclone attualmente presente sull’Europa è caratterizzato da un cuore caldo , che genera una compressione dell’aria nei bassi strati. Questo fenomeno ha portato alla formazione di nebbie persistenti e, in alcuni casi, di eccezionale intensità nelle grandi pianure dell’ Europa centrale e nelle Isole Britanniche . Tuttavia, le proiezioni indicano che l’arrivo di aria fredda, previsto a cavallo dell’ Epifania , potrebbe invertire questa situazione. Il flusso freddo potrebbe essere seguito da correnti sudoccidentali, capaci di portare precipitazioni nevose diffuse su gran parte della Val Padana .
Secondo i modelli, ci sono buone possibilità che si verifichino più nevicate in pianura subito dopo l’Epifania, riportando un fenomeno atmosferico un tempo comune, ma ormai raro negli ultimi anni. L’ultima nevicata significativa nella parte centro-occidentale della pianura padana risale al 28 dicembre 2020 , con accumuli tra i 10 e i 30 centimetri. Nella fascia alpina e prealpina, le precipitazioni nevose continuarono fino all’ Epifania , raggiungendo accumuli straordinari: a circa 800 metri di quota si registrarono circa 2 metri di neve in appena dieci giorni. Questo evento rimane il più significativo dall’inverno 2012-2013.
Non ci resta che attendere le prossime emissioni dei modelli per capire se la Val Padana sarà davvero protagonista di ripetute nevicate, riportando il fascino della neve in un territorio che ne ha sempre meno memoria. I giovani di 12 anni di età, ad oggi non ricordano che l’unica nevicata del 28 dicembre 2020 , e ciò la dice lunga su quanto il clima sia cambiato.
