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Quanto impatterà la Cina sul cambiamento climatico? La risposta potrebbe stupire

La Cina e gli Stati Uniti, i due maggiori inquinatori globali, si trovano su traiettorie opposte riguardo alle politiche climatiche. Mentre negli USA si

Cina: motore globale delle tecnologie verdi

Carbone: un dilemma per il futuro cinese

Obiettivi climatici e il ruolo cruciale della Cina

La Cina e gli Stati Uniti , i due maggiori inquinatori globali, si trovano su traiettorie opposte riguardo alle politiche climatiche. Mentre negli USA si prospetta un possibile ritorno di Donald Trump , che considera il cambiamento climatico una “ bufala “, la Cina si posiziona come leader nella produzione e diffusione di tecnologie per l’energia rinnovabile.

Secondo il Global Energy Monitor , la Cina costruisce quasi i due terzi degli impianti solari ed eolici su larga scala nel mondo, consolidando la sua leadership come maggiore produttore di energia rinnovabile. Tuttavia, questa nazione rimane anche il principale consumatore di carbone , la fonte fossile più inquinante. Questa dualità tra innovazione verde e dipendenza dal carbone rende il ruolo della Cina decisivo per il futuro del clima globale.

Cina: motore globale delle tecnologie verdi

Negli ultimi decenni, la Cina ha investito massicciamente in energie rinnovabili e tecnologie climatiche, puntando a un doppio obiettivo: guidare la transizione verde e stimolare la propria economia. Oggi domina i settori del solare , dell’ eolico , delle batterie e dei veicoli elettrici . Nel solo mese di settembre, la Cina ha installato circa 20 gigawatt di energia solare, equivalente al fabbisogno di 3,6 milioni di case negli Stati Uniti.

Questa leadership non si limita al mercato interno. Veicoli elettrici cinesi stanno invadendo showroom in America Latina e Africa , consolidando la presenza della Cina nei mercati emergenti . Dal 2016, il governo cinese ha mobilitato oltre 24 miliardi di dollari per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare il cambiamento climatico, un approccio che combina strategia economica e diplomazia climatica.

Carbone: un dilemma per il futuro cinese

Nonostante il boom delle rinnovabili, oltre la metà dell’energia cinese proviene ancora dal carbone . Nel 2023, la Cina è stata responsabile del 95% delle nuove centrali a carbone costruite a livello globale. Tuttavia, molte di queste infrastrutture non operano a pieno regime. Le centrali a carbone cinesi funzionano mediamente al 50% della loro capacità , venendo utilizzate principalmente come riserva nei periodi di scarsa produzione da rinnovabili o in caso di siccità che riducono l’energia idroelettrica.

Le pressioni politiche e sociali legate al settore del carbone, che impiega milioni di persone, rappresentano una sfida significativa per gli obiettivi climatici del paese. Come sottolineato da esperti, in Cina esistono “regioni carbonifere” comparabili alla West Virginia degli Stati Uniti, dove interessi locali ostacolano una rapida transizione energetica.

Obiettivi climatici e il ruolo cruciale della Cina

La Cina si è impegnata a costruire 1.200 gigawatt di energia rinnovabile entro il 2030, un traguardo raggiunto con sei anni di anticipo. Inoltre, molti esperti prevedono che i livelli di inquinamento climatico cinesi raggiungeranno il picco entro il 2024, aprendo la strada a riduzioni significative. Gli analisti si aspettano che la Cina annunci un obiettivo per il 2035 con una diminuzione del 25-30% delle emissioni rispetto al picco massimo.

Questi obiettivi non sono solo una questione ambientale, ma anche economica. Rafforzare il primato nelle tecnologie pulite potrebbe consolidare ulteriormente il vantaggio della Cina nella corsa globale verso un’economia verde , superando concorrenti come gli Stati Uniti, il cui impegno climatico appare più incerto.