Tra le missioni previste, troviamo il CO2M (Copernicus Anthropogenic Carbon Dioxide Monitoring), che sarà il primo lancio della serie previsto per il 2026. Questa missione, che potrebbe includere fino a tre satelliti, si concentrerà sulla misurazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e ossido di azoto (NO2) di origine antropica. I satelliti CO2M, operanti in orbite sincrone al sole a circa 735 km di altitudine, saranno equipaggiati con strumenti avanzati per monitorare questi gas serra, cruciali per la lotta contro il cambiamento climatico. Inoltre, il servizio di Monitoraggio e Verifica del CO2 (CO2MVS) integrerà le osservazioni satellitari con misurazioni da terra e modellazioni per distinguere le emissioni umane da quelle naturali.
Un’altra missione rilevante è il CIMR (Copernicus Imaging Microwave Radiometer), che prevede il lancio di fino a tre satelliti tra il 2029 e il 2031. Questi satelliti, posizionati in orbite quasi polari, permetteranno di osservare con grande dettaglio i cambiamenti nelle regioni polari e coperte di ghiaccio. Il CIMR supporterà la politica artica dell’UE, fornendo dati essenziali su variabili ambientali come la concentrazione e l’estensione del ghiaccio marino, la temperatura superficiale del mare (misurata con una frequenza sub-giornaliera e una risoluzione spaziale di 15 km), e la salinità superficiale del mare (con una risoluzione di 5 km).
In aggiunta, la missione CHIME (Copernicus Hyperspectral Imaging Mission) raccoglierà osservazioni iperspettrali della superficie terrestre, mentre CRISTAL monitorerà lo spessore e le variazioni del ghiaccio. LSTM (Land Surface Temperature Monitoring) mapperrà le variazioni della temperatura della superficie terrestre, e ROSE-L migliorerà le osservazioni radar.
Queste missioni non solo estenderanno le capacità di osservazione della Terra, ma forniranno anche dati più precisi sullo stato del nostro pianeta, essenziali per la ricerca scientifica, la politica ambientale e la gestione delle risorse naturali. Con il primo lancio previsto per il 2026, e altri nei decenni successivi, l’Europa si posiziona come leader nell’osservazione della Terra e nella lotta contro il cambiamento climatico.Nel panorama delle missioni spaziali europee, CHIME (Copernicus Hyperspectral Imaging Mission) rappresenta un’avanzata significativa nel monitoraggio della superficie terrestre. Previsto per il lancio nel 2028 e nel 2030, CHIME opererà attraverso due satelliti dotati di un Imager Iperspettrale (HSI). Questi strumenti permetteranno di acquisire dati ogni 11 giorni con una risoluzione al suolo di 30 metri e una larghezza di banda di 130 km, coprendo oltre 200 bande spettrali che vanno dal visibile all’infrarosso vicino e all’infrarosso a onde corte.
La missione CHIME avrà un impatto notevole nella cartografia delle variazioni della copertura del suolo, essenziale per la valutazione e il monitoraggio degli ecosistemi. Grazie alla sua capacità di fornire immagini iperspettrali sistematiche, CHIME supporterà efficacemente le politiche dell’UE nella gestione delle risorse naturali, integrando e potenziando le osservazioni dei satelliti Sentinel-2 del programma Copernicus.
Parallelamente, la missione CRISTAL (Copernicus Polar Ice and Snow Topography Altimeter), successore della missione CryoSat-2, sarà lanciata nel 2027. Composta da due satelliti altimetrici identici, CRISTAL si avvarrà di un altimetro radar interferometrico (IRIS) e di un radiometro a microonde (MWR) per misurare lo spessore del ghiaccio marino e l’altezza delle calotte glaciali e dei ghiacciai. Operando in un’orbita polare a circa 699 km di altitudine, questa missione sarà cruciale per monitorare le dinamiche del ghiaccio polare e supportare le attività nelle regioni artiche, in linea con la politica artica dell’UE.
la missione LSTM (Land Surface Temperature Monitoring), prevista per il 2028, si concentrerà sulla misurazione della temperatura superficiale terrestre e dei tassi di evapotraspirazione. I due satelliti, operanti in un’orbita polare bassa, saranno equipaggiati con radiometri per la temperatura superficiale terrestre, offrendo osservazioni ad alta risoluzione (50 m) e coprendo un ampio intervallo di temperature da circa -28°C a 30°C. Questi dati saranno fondamentali per la gestione delle zone costiere, il monitoraggio degli eventi di temperatura estrema e la pianificazione urbana, contribuendo significativamente alle politiche di adattamento climatico.
Queste missioni, parte integrante del sistema di osservazione della Terra Copernicus, dimostrano l’impegno continuo nell’espansione delle capacità di monitoraggio ambientale dell’Europa, essenziali per affrontare le sfide del cambiamento climatico e per la gestione sostenibile delle risorse naturali.Il sistema radar ROSE-L, una nuova frontiera nella osservazione satellitare, rappresenta un significativo avanzamento tecnologico per il monitoraggio ambientale e la gestione delle emergenze. Dotato di un radar ad L-band, questo sistema è in grado di penetrare il suolo a varie profondità, a seconda delle condizioni del terreno, offrendo così dati preziosi sulla umidità del suolo e migliorando la capacità di monitorare i georischi.
A differenza del sistema Sentinel-1, che utilizza la banda C e si è dimostrato efficace nel monitoraggio delle masse terrestri globali, delle zone costiere e delle rotte marittime, ROSE-L estende queste capacità con la sua tecnologia avanzata. La capacità di penetrazione del suolo dell’L-band SAR di ROSE-L permette di osservare e tracciare l’uso del suolo con una precisione senza precedenti, essenziale per la gestione sostenibile delle risorse terrestri.
Inoltre, ROSE-L avrà un ruolo cruciale nel monitoraggio marittimo, inclusa la rilevazione di iceberg, la mappatura di sversamenti di petrolio e la localizzazione di navi. Queste funzionalità sono vitali per la sicurezza marittima e la protezione dell’ambiente marino.
Un altro ambito di intervento di ROSE-L sarà l’Artico e la criosfera, dove produrrà mappe geospaziali del ghiaccio marino con una risoluzione di 20 metri. Queste mappe sono fondamentali per comprendere meglio i cambiamenti climatici e i loro effetti sulle regioni polari.
Durante la sua missione, prevista per una durata di sette anni e mezzo, ROSE-L soddisferà le esigenze di numerosi utenti, tra cui quelli dei servizi di monitoraggio del territorio di Copernicus (CLMS) e di gestione delle emergenze (CEMS). La sinergia con altri elementi spaziali basati su SAR di Copernicus, operanti a diverse frequenze, potenzia ulteriormente l’efficacia di questo sistema radar.
ROSE-L non solo eleva il livello di monitoraggio ambientale e di gestione delle emergenze ma apre anche nuove possibilità per la comprensione e la protezione del nostro pianeta. Con una tecnologia così avanzata, l’Europa si posiziona all’avanguardia nella ricerca e nell’innovazione tecnologica per la sostenibilità ambientale e la sicurezza globale.