L’Oceano Artico potrebbe diventare privo di ghiaccio entro un decennio, dicono i ricercatori
Il futuro dell’Oceano Artico
L’Oceano Artico potrebbe essere privo di ghiaccio entro i prossimi dieci anni, secondo quanto affermato da alcuni ricercatori. Uno studio recente condotto dall’Università del Colorado a Boulder, pubblicato sulla rivista Nature Reviews Earth and Environment, ha rivelato questa inquietante previsione.
• Il futuro dell’Oceano Artico
• Le proiezioni dei modelli climatici
• Il calo del ghiaccio marino artico
• Le conseguenze della fusione del ghiaccio
• Impatti sull’ambiente e sulla fauna
• La possibilità di recupero del ghiaccio marino
Le proiezioni dei modelli climatici
Alexandra Jahn, autrice principale dello studio e professore associato di scienze atmosferiche e oceaniche presso l’Istituto di Ricerca Artica e Alpina dell’Università del Colorado, ha dichiarato che, dopo aver analizzato la letteratura esistente sulle proiezioni del ghiaccio marino, si prevede che le prime condizioni prive di ghiaccio si verificheranno entro la metà del secolo e potrebbero verificarsi già negli anni ’20 e ’30 del 2000, a seconda delle condizioni atmosferiche e oceaniche. Inoltre, si prevede che i periodi di settembre costantemente privi di ghiaccio si verificheranno entro la metà del secolo.
Il calo del ghiaccio marino artico
Per valutare come potrebbe cambiare l’Artico nel futuro, Jahn e il suo team hanno analizzato anche i dati sulla copertura del ghiaccio marino provenienti da modelli climatici computazionali. La quantità di ghiaccio marino artico è “diminuita in modo evidente” dal 1978, secondo le osservazioni satellitari. Il calo è notevole in tutte le stagioni, ma è più significativo durante l’estate. Secondo uno studio, l’area del ghiaccio marino è diminuita di 0,078 milioni di chilometri quadrati all’anno dal 1979. Lo studio definisce “privo di ghiaccio” quando l’Oceano Artico ha meno di 1,03 milioni di chilometri quadrati di ghiaccio, che include la riduzione dell’area, dell’estensione e dello spessore del ghiaccio marino.
Le conseguenze della fusione del ghiaccio
Impatti sull’ambiente e sulla fauna
Lo studio suggerisce che la fusione del ghiaccio nell’Artico può avere conseguenze di vasta portata per l’ambiente e i suoi abitanti. L’innalzamento del livello del mare e le onde più grandi possono danneggiare sia la terraferma che la fauna selvatica. La perdita di ghiaccio può anche minacciare la sopravvivenza di alcuni animali, come gli orsi polari e le foche. Con il ritiro dei ghiacci, le attività umane come la navigazione e l’esplorazione petrolifera potrebbero aumentare nella regione.
La possibilità di recupero del ghiaccio marino
Nonostante si preveda che l’Artico diventerà privo di ghiaccio entro il 2050, indipendentemente dagli scenari di emissioni, e potrebbe accadere anche prima con specifiche condizioni atmosferiche e oceaniche, il ghiaccio marino artico ha la capacità di recuperare rapidamente se l’atmosfera si raffredda. Jahn ha sottolineato che, a differenza della calotta glaciale della Groenlandia che ha impiegato migliaia di anni per formarsi, anche se tutto il ghiaccio marino artico si sciogliesse, se in futuro riuscissimo a rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera per invertire il riscaldamento, il ghiaccio marino potrebbe ricomparire entro un decennio.
L’Oceano Artico è il più piccolo e il più basso dei cinque principali oceani del mondo. È noto per le sue acque gelide, che lo rendono uno degli oceani più freddi.
