Il dibattito sul futuro dei combustibili fossili: tra negazionismo e realtà scientifica
Il presidente del vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico è stato accusato di essere “completamente scollegato dalla realtà” dopo aver negato la scienza che afferma la necessità di eliminare progressivamente i combustibili fossili in uno scambio acceso con l’ex presidente Mary Robinson.
• La controversa posizione del presidente del vertice sul clima
• Il confronto con Mary Robinson
• Le reazioni della comunità internazionale
• Le critiche delle organizzazioni ambientaliste
• Le misure per contrastare il cambiamento climatico
• Le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente
• La cattura e lo stoccaggio del carbonio
• Le riserve di petrolio e gas esistenti
• La contrarietà all’espansione dei combustibili fossili
La controversa posizione del presidente del vertice sul clima
La negazione della scienza
Durante un evento online prima di ospitare il summit Cop28 a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, Sultan Ahmed al-Jaber ha affermato che non esiste alcuna scienza che dimostri che l’eliminazione graduale dei combustibili fossili manterrà il riscaldamento globale entro l’1,5°C, soglia ritenuta necessaria dagli esperti per evitare i peggiori effetti del cambiamento climatico.
Il confronto con Mary Robinson
Al-Jaber, la cui insistenza va contro il consenso scientifico schiacciante, ha sostenuto che eliminare i combustibili fossili “riporterebbe il mondo nelle caverne”. È stato ripetutamente contestato da Mary Robinson, che presiede il gruppo degli Anziani composto da ex leader mondiali. La Robinson ha alluso all’evento controverso durante il suo intervento al forum UCC Sustainable Futures la scorsa settimana.
Le reazioni della comunità internazionale
Ignorando la richiesta della Robinson di eliminare i combustibili fossili, Al-Jaber ha detto: “Non mi sto in alcun modo iscrivendo a una discussione allarmista. Non esiste alcuna scienza là fuori, o nessuno scenario là fuori, che dice che l’eliminazione graduale dei combustibili fossili è ciò che raggiungerà l’1,5°C”. Teresa Anderson, di ActionAid International, ha affermato che i commenti di Al-Jaber “sono completamente scollegati dalla realtà di centinaia di milioni di persone in prima linea nella catastrofe climatica”.
Le critiche delle organizzazioni ambientaliste
La posizione di Al-Jaber alla guida della Cop28 è stata criticata per mesi da scienziati e organizzazioni ambientaliste a causa dei suoi legami con i combustibili fossili. È il capo della Abu Dhabi National Oil Company, la 12° più grande compagnia petrolifera del mondo.
Le misure per contrastare il cambiamento climatico
Le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente
Il Ministro dell’Ambiente Eamon Ryan, che volerà a casa da Dubai per un voto di fiducia nel ministro della giustizia Helen McEntee questa settimana prima di tornare di nuovo, ha affermato che le misure di riduzione del carbonio non possono essere utilizzate “come copertura per un’espansione insostenibile dei combustibili fossili”.
La cattura e lo stoccaggio del carbonio
La cattura e lo stoccaggio del carbonio sono stati proposti da Ryan come metodi validi per affrontare le emissioni, anche se la tecnologia è attualmente considerata troppo ingombrante e implausibile dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, che ha affermato alla vigilia della Cop28 che è un’”illusione” che salverà il giorno.
Le riserve di petrolio e gas esistenti
Parlando prima che i commenti di Al-Jaber venissero rivelati, Ryan ha detto che esistono già “abbastanza petrolio e gas scoperti per bruciare il pianeta”.
La contrarietà all’espansione dei combustibili fossili
“L’idea che stiamo per avere un’espansione massiccia dei combustibili fossili, di nuovi giacimenti petroliferi, nuove scoperte di gas, non è in linea con il limite di 1,5°C”, ha detto a Dubai.
In conclusione, il dibattito sul futuro dei combustibili fossili è più acceso che mai. Da una parte ci sono coloro che negano la scienza e sostengono l’espansione dell’industria dei combustibili fossili, dall’altra ci sono le voci della comunità scientifica e delle organizzazioni ambientaliste che chiedono azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico. La strada da percorrere è ancora lunga, ma è chiaro che il tempo per agire è adesso.
