Microplastiche: sono presenti anche nei ghiacci dell'Artico! La catastrofe

Microplastiche: sono presenti anche nei ghiacci dell'Artico! La catastrofe

Una catastrofe ambientale silente

La notizia è di quelle davvero crudeli. Una specie di alga molto diffusa nell’Artico , che cresce sotto il ghiaccio marino, è risultata pesantemente contaminata dalle microplastiche. Si, avete letto bene: minuscole particelle di plastica finite -non si s come- sotto i ghiacci dell’Artide!

Basti pensare che le concentrazioni di questi tremendi inquinanti risultano addirittura 10 volte superiori a quelle ritrovate nelle acque circostanti.

Una catastrofe ambientale silente

Il problema è gravissimo, soprattutto perché queste alghe, chiamate Melosira Arctica , sono alla base della catena alimentare . Cos+ facendo, mettono a rischio tutte le creature che dipendono da questo organismo, direttamente o indirettamente.

L’allarme arriva da uno studio recentissimo, che riporta la rivista Environmental Science & Technology, guidato dall’Istituto tedesco Alfred Wegener e citato pure dall’Agenzia di stampa ANSA. L’alga Melosira cresce rapidamente sotto il ghiaccio marino durante i mesi “caldi” (maggio-settembre), formando lunghe catene di cellule.

Quando le alghe in questione muoiono e il ghiaccio a cui sono attaccate fonde del tutto, le alghe si uniscono in aggregati che affondano velocemente fino in fondo al mare , dove diventano un’importante fonte di cibo per animali e batteri.

Ed ecco il grave problema: questi organismi portano con loro anche un pesante carico di microplastiche. L’analisi dettagliata della composizione della plastica ha mostrato che nell’Artico si trova una varietà di materie diverse, tra cui polietilene, poliestere, polipropilene, nylon, acrilico e un’infinità di materiali dannosi.

Oltre a vari prodotti chimici e coloranti per vestiti e vernici, questo crea un mix di sostanze con un impatto spaventoso sull’ecosistema.

La plastica è un bene estremamente utile e versatile, ma l’uso improprio e scellerato ha devastato ecosistemi anche lontanissimi dalle fonti di emissione.

Risulta logico capire che se immettiamo nel mare degli inquinanti, allora è possibile che questi arrivino pure in angoli remoti del Pianeta, devastando indirettamente centinaia di zone marine e ambientali.