Il fronte polare, genesi e influenza
Il fronte polare è l’area in cui la massa d’aria polare fredda incontra le masse d’aria tropicale calda. La linea fra queste due masse d’aria può avere una lunghezza di migliaia di chilometri. Le temperature delle due masse d’aria sono molto differenti. La massa d’aria artica è molto più fredda delle masse d’aria tropicali provenienti dalle regioni tropicali. I confini fra le due masse d’aria sono stazionari.
Il fronte stazionario è una zona in cui l’aria fredda dell’Artico continua a fluire verso latitudini inferiori. L’aria calda dei tropici continua ad aumentare alle latitudini più alte. Il fronte fermo si trova tra le due masse d’aria.
Il fronte polare si sposta in direzione equatoriale in inverno. In media (non sempre, ed in chiave teorica) si trova a circa 30 gradi di latitudine in inverno. Durante l’estate il fronte si muove in direzione nord a circa 60 gradi di latitudine quando domina l’alta pressione. Ciò viene alterato anche e soprattutto dai cambiamenti climatici.
Il fronte stazionario al largo della costa nordorientale degli USA è tra terra e Oceano Atlantico. La forte differenza di temperatura è causata dal manto nevoso del Canada e dalle calde correnti oceaniche provenienti dall’Equatore.
Gli studi dei norvegesi, ove nacque la meteorologia moderna , hanno prodotto durante la Prima Guerra Mondiale una teoria che i cicloni (onde della circolazione atmosferica generale) derivando dai contrasti termici, li troviamo alle latitudini medie e noi ai Tropici.
Le latitudini medie sono aree in cui l’aria vicino alla superficie cambia continuamente mentre l’aria da nord e da sud si unisce generando contrasti termici.
I norvegesi hanno sviluppato la teoria ondulatoria per spiegare i cicloni che si formano nelle latitudini medie, che poi sono detti cicloni extratropicali. Un piccolo gonfiamento di aria calda crea un “nodo” nel fronte stazionario. Questo fa sì che i venti si attorciglino quando le masse d’aria si incontrano e la rotazione terrestre causa la formazione di cicloni in questa regione (cicloni extratropicali).
Il fronte polare è quindi essenziale per attivare la stagione delle precipitazioni soprattutto laddove le piogge derivano dal transito dei cicloni e non dai temporali estivi. Il fronte polare, in Europa mediterranea è fortemente influenzato dalle alte pressioni invernali, per tal motivo non ci sono cicloni extratropicali e piogge, e ciò genera deficit pluviometrici e siccità fuori stagione.
