
Siamo nel campo delle ipotesi, ma siccome si discute ampiamente tra diversi meteorologi europei, su vasta scala si va a realizzare un’anomala posizione ed evoluzione del Vortice Polare stratosferico. Questo annuncerebbe un riscaldamento improvviso nel settore asiatico, precursore di ondate di freddo e criticità del medesimo Vortice.
In una visione d’insieme che va più avanti nel tempo, verso l’Immacolata, ci sono delle previsioni per il Vortice Polare che lo vedrebbero pompare aria fredda verso tutto il continente centro-settentrionale euroasiatico, amplificando la potenza del gelo, che a questo punto precocemente tenderebbe a espandersi verso ovest, in Europa, oppure verso est verso il Giappone.
Varie analisi indicano che vi sarebbero ampie possibilità dell’espansione dell’anticiclone russo siberiano verso l’Europa, e quindi vi sarebbe una palese possibilità di avere ondate di gelo precoci nel nostro continente. A questo punto entrerebbe in gioco uno sconquasso climatico anche in Italia.
L’Oceano Atlantico sta comunque rallentando l’espandersi verso ovest dal grande gelo siberiano, il quale a tratti avanza per poi retrogradare verso est. Ma l’espandersi del gran freddo sta congelando la Scandinavia centro-settentrionale che misura temperature siberiane. Mentre gli sbuffi oceanici hanno portato nevicate eccezionali nel sud della Svezia.
Leggiamo che verrebbe da ipotizzare un eventuale ondata di freddo stile gennaio 1985, ma ciò sarebbe veramente andare ben oltre ogni ragionevole analisi, a nostro giudizio.
Nel 1985, l’anticiclone siberiano dilagò nei primissimi giorni di gennaio una massa d’aria gelida verso l’Europa centrale e l’Italia. Il gelo colpì pesantemente soprattutto le regioni centrali e settentrionali dell’Italia. Un gelo siderale investì l’Europa centrale e la Francia, l’Inghilterra.
L’Italia del Nord spicco con temperature fin quasi -30 °C in Pianura Padana. Iniziò a gelare la laguna veneta. In Toscana la temperatura raggiunse valori mai misurati in precedenza, con varie località sotto i -20 °C. La Sardegna fu interessata da diversi blizzard. Bufere di neve interessarono Roma, Firenze e tutta l’Italia centrale.
Poi fu la volta del Nord Italia, quando giunse una forte perturbazione oceanica sopra il gelo siderale, rallentata verso est dall’anticiclone. Si ebbero nevicate di rilevanza storica ovunque, nel Nord Italia.
Tali eventi meteo estremi non sono prevedibili da nessun modello matematico in modo precoce di un mese. Il nostro, infatti, è un semplice editoriale e non una previsione climatica. Per l’appunto un editoriale che ai lettori ciò che si dice in alcuni ambienti della meteo europea.
Quanto delineato in questa analisi è comunque l’espressione di varie consultazioni avvenute all’estero, con meteorologi professionisti, studiosi del clima, degli indici di comportamento climatici. E comunque, per ora sono solo discussioni, che colgono quanto i modelli matematici sono migliorati nel corso dei decenni, e soprattutto negli ultimi anni. Tra questi, i modelli matematici stagionali.
Quest’anno in Europa non sarebbe proprio gradita un’ondata di freddo estrema e prolungata, ciòper la grave crisi energetica.
Il Global Warming, ovvero il riscaldamento del pianeta assume una rilevanza negli eventi meteo estremi. Diversi scienziati hanno dimostrato con varie pubblicazioni che l’aumento della temperatura globale accentua gli eventi meteo estremi, che spesso sono di caldo, ma anche di freddo storico. L’Europa è solitamente protetta delle ondate di freddo esagerato, molto più che in passato, ma ciò non vuol dire che non si possa realizzare un evento meteo rilevantissimo.
Ricordiamo che appena nel febbraio 2012 gelo e neve furono considerevoli, e così anche gli ultimissimi giorni di febbraio i primi di marzo del 2018. Altre ondate di freddo minori si sono viste negli anni, ma quelle citate prima hanno registrato temperature molto basse, che ai giorni d’oggi, comporterebbero un fortissimo incremento di consumo energetico.
Il freddo dal 1985 avvenne nei primi di gennaio, protraendosi sino alla seconda decade. Quello è un periodo dell’anno dove c’è una bassissima radiazione solare. Però, le maggiori ondate di freddo si sono avute a febbraio. Esempio, quello del 1956, con i picchi massimi nelle prime due decadi del mese.
Or, ora staremo a vedere che succederà, in quanto, nessuno è in grado di fare previsioni di eventi meteo così mostruosi come quello del gennaio 1985, o intensissimi come quelli del 2012 e del 2018. E’ “opportuno stare con i piedi a terra”, ma allo stesso tempo, se ne deve parlare.
Le complicazioni meteo climatiche oggigiorno sono più frequenti che nel passato. E di questo ormai ne parliamo ogni giorno.
