Ancora una volta siamo qui a parlare di un’evoluzione meteo caratterizzata dal grande caldo. È pur vero che abbiamo cominciato a parlare della possibilità di avere precipitazioni. Ma queste giungeranno decisamente copiose più avanti, anche se in un arco temporale di due settimane torneranno i temporali in varie regioni d’Italia.

Ma c’è un nemico che attenua ogni speranza di avere il ristabilirsi di condizioni meteo più consone al nostro clima. Ci riferiamo dell’anticiclone africano che senza freni si è impadronito del Mediterraneo determinando una lunga ondata di calore che è iniziata nella seconda decade di maggio, con la temperatura che si è portata sopra la media di riferimento. Abbiamo avuto qualche interruzione della calura estrema, ma è stata limitata solo da alcune aree d’Italia, mentre molte regioni patiscono un caldo continuo, che è divenuto snervante.
Questa è un’Estate smisuratamente calda, se dapprima si sono fatte delle ipotesi nel paragonarla con quella famosa del 2003, stavolta si inizia sul serio a definire quella del 2022 peggiore rispetto a quella di circa vent’anni fa. E ciò per le alte temperature, costantemente molto sopra la media, e poi la quasi totale assenza di precipitazioni.
Nel 2003 fece molto caldo, ma soprattutto al Nord Italia ci furono dei temporali molto intensi e cadde anche molta pioggia. Si ebbero episodi temporaleschi su molte aree delle regioni interne dell’Italia, comprese la Sardegna e la Sicilia, con anche pesanti nubifragi e grandinate.
L’estate del 2003 era considerata insuperabile, fissata come l’avvento di stagioni estive con un clima differente rispetto al passato. Ebbene nel 2022 la stiamo oltrepassando. Peraltro, quell’annata esordì da una stagione invernale abbastanza normale, con eccessi anche di freddo, tanto che nella prima decade di aprile si ebbe una forte ondata di gelo in Italia, e cadde la neve sulle coste adriatiche.
L’inverno e dell’autunno furono caratterizzati da molte precipitazioni, e non di certo dalla siccità che stiamo vivendo. In quegli anni le precipitazioni avevano una maggiore frequenza, mentre soprattutto nell’ultimo decennio abbiamo osservato che le piogge sono concentrate in brevi periodi e sono più intense, e ciò non solo in Italia.
E le prossime due settimane avranno come caratteristica proprio questo, sia il caldo africano di cui siamo abbonati per almeno altri dieci, quindici giorni, con la novità di avere più precipitazioni, ma ancora una volta troppo localizzate per lenire gli effetti di questa maledetta siccità. E poi piogge troppo intense laddove su scala ridotta, con il rischio di pesanti nubifragi. Un altro pericolo è rappresentato dalle devastanti grandinate, queste fanno parte sempre più del nostro clima, e il loro aumento è dovuto al cambiamento climatico del semestre caldo.
Avremo quindi temporali per infiltrazioni di aria più fresca in quota che interesseranno soprattutto le regioni settentrionali a più riprese, taluni si porteranno poi verso il Centro Italia e le regioni adriatiche. Ma soprattutto al Nord Italia i temporali assumeranno associati a tempeste elettriche, con una quantità di scariche elettriche talmente frequenti da illuminare il cielo a giorno, per il susseguirsi di fulmini senza soluzione di continuità. Insomma, scariche elettriche ininterrotte come per i temporali tropicali.
In conclusione, avremo tanto caldo ancora, perlomeno sino a Ferragosto, però cominceranno ad essere meno rari i temporali, e ahimè con eventi meteo estremi.
Rammentiamo che per le previsioni meteo l’affidabilità decresce man mano che ci allontaniamo dal giorno di emissione.