Le condizioni meteorologiche avverse che stanno affliggendo il Friuli Venezia Giulia hanno avuto effetti ben più devastanti al di là del confine, in Slovenia nord-orientale, dove si contano tre vittime. Sono state particolarmente danneggiate diverse città a nord e a nord-est della capitale Lubiana, con precipitazioni che hanno raggiunto i 200 mm e fiumi che hanno straripato, sommergendo vasti insediamenti residenziali. A Kamnik, una donna è annegata e due turisti olandesi sono stati uccisi da un fulmine. Molti ponti sono stati distrutti e numerose strade sono inaccessibili. Le evacuazioni di vari centri abitati sono in corso.
Nel frattempo, a Gorizia, la diga di Salcano sta rilasciando meno di mille metri cubi d’acqua al secondo, molto al di sotto del livello di preallarme fissato a 2.700. “Durante l’estate è raro che il fiume Isonzo raggiunga livelli di piena”, ha assicurato il sindaco Rodolfo Ziberna. “I livelli massimi di portata si verificano più spesso nel tardo autunno o nella primavera, dopo diverse settimane di piogge costanti seguite da forti precipitazioni. Certamente,” ha aggiunto, “la situazione viene monitorata attentamente dalla polizia locale e dalla protezione civile”. Il sindaco ha poi espresso la solidarietà della città verso i cittadini sloveni residenti nelle aree alluvionate lungo il corso del fiume Isonzo.
Le regioni dell’Alta Carniola e della Carinzia nel nord del paese sono state fortemente colpite. Vienna sta compiendo ogni sforzo per arginare l’aumento del livello dei fiumi.
Le devastanti precipitazioni e le conseguenti esondazioni dei fiumi stanno provocando seri danneggiamenti nelle regioni settentrionali della Slovenia. La quantità di pioggia caduta in 24 ore equivale normalmente a quella registrata durante tutto il mese di agosto.
La Carinzia è la regione più duramente colpita, con strade e ponti sommersi dall’acqua. Ma anche l’Alta Carniola, a nord-ovest, ha subito gravi alluvioni. Tre individui hanno perso la vita (una donna a Kamnik e due cittadini olandesi presumibilmente colpiti da un fulmine) e circa 16.000 persone sono state lasciate senza corrente elettrica.
Il Primo Ministro sloveno, Robert Golob, ha descritto la situazione come “eccezionale e catastrofica”, senza precedenti dal momento in cui la Slovenia è diventata indipendente nel 1991. Nella città di Celje, situata 70 chilometri a nord-est della capitale Lubiana, un quarto della popolazione (circa 4.000 persone) è stato evacuato. Lo stato di emergenza è stato dichiarato a Komenda, a nord di Lubiana.
Sono state riportate anche inondazioni e smottamenti nella regione nord-occidentale della Gorenjska, nella regione di Skofja Loka e nelle valli di Selca e Poljane.
Foto fornite da Ezio Cairoli.