Il meteo di settembre è cambiato, è sovente più caldo rispetto al passato, oltre che accompagnato da tenaci ed esagerate ondate di caldo. Calura che si presenta sempre più spesso con caratteristiche estive, con picchi massimi di temperatura che dovrebbero essere quelli del culmine della stagione estiva.
Un recente settembre molto caldo quello del 2020, il più caldo mai registrato nella storia in tutto il Mondo, con le temperature dell’aria più elevate di sempre. E l’estate 2022, caldissima in tutto il nostro Emisfero, spingerà con eccessi termici anche nel futuro di cui è difficoltoso conoscere l’entità.
Questo mese dovrebbe essere il periodo di transizione verso l’autunno, e non la prosecuzione dell’estate. E di ciò quest’anno se ne avvantaggia il turismo, soprattutto balneare, con le località affollate di turisti e prezzi e servizi come se fossimo in un agosto degli anni pre-covid. E questo valore è forse un indicatore che ben illustra quanto il settembre 2022 è considerato dagli italiani un mese estivo.
E non sono questo gran disturbo i violenti e improvvisi temporali sparsi, pochi si lamentano forse perché abbiamo vissuto inedite restrizioni, ma anche perché poche ore dopo torna l’estate come prima. E comunque, dopo un’estate follemente calda, a settembre si sta di certo meglio rispetto ad agosto, anche in molte aree d’Italia siamo attanagliati dall’afa che si accentua man mano che ci spingiamo verso sud.
Non è solo l’Italia a vivere l’estate in settembre alle nostre latitudini, ma anche più a nord, nonostante alcune aree inizino a sperimentare i primi freddi da nord.
Il settembre 2022 si candida ad essere molto caldo rispetto alla media, con temperature sono elevate in varie aree del nostro Emisfero e con ondate di calore. Citiamo l’ovest degli Stati Uniti e del Canada, dove ci sono ondate di calore record.
Nel Mediterraneo c’è il rischio di forti ondate di caldo tardivo, una è imminente, forse più avanti smorzate da disturbi che verranno da nord, ma di pioggia autunnale non c’è né il segno. Non ci sono perturbazioni organizzate.
Una novità sconcerterà si certo, anche se in attesa di conferma: dopo l’influenza di uragani e tempeste tropicali, potrebbe espandersi verso l’ovest europeo tra una decina di giorni l’anticiclone delle Azzorre, che ostacolerebbe l’avvio della stagione delle piogge. E da noi le piogge saranno dovute a perfidi contrasti termici con l’ondata di calore marino permanente da mesi, i suoli ancora roventi.
Per altro, come annunciato, nei prossimi giorni il caldo porterà di nuovi picchi massimi di temperatura attorno ai circa 40 gradi tra Sardegna e Sicilia, però la calura si patirà ovunque, in attesa di un calo della temperatura che forse si plasmerà per qualche giorno nel fine mese, seguita forse da nuove correnti di masse d’aria africane pronte a invaderci ancora una volta.
La grande assente è la fase di piogge benefiche, perché rovesci di pioggia da 100-150 mm in poche ore fanno solo danni. Sono le piogge torrenziali, esagerate, pericolose persino. Quei 100-150 millimetri dovrebbero cadere in 3-4 giorni almeno in modo quasi continua, con temperatura affine a questo periodo dell’anno, ma per ora non ci sarà niente di simile.
Vediamo il rischio di altre nuove nubi nere all’orizzonte, spesso dalla forma di astronavi aliene, minacciose e solcate dal fuoco interminabile di tempeste elettriche. Una sorta di scena che sembra sfuggita dai Paesi tropicali, ma che si manifesta nei nostri mari nonostante la stagione avanzata, che si spinge anche in più a nord.
E questa anomalia ce la davano anche le previsioni stagionali, un po’ l’abbiamo trascurata ponendoci dell’ottimismo perché la siccità deve finire. Ma le proiezioni stagionali ottengono sempre più buona affidabilità, e allora osserviamo gli scenari più avanti nei mesi, per scorgere un periodo piovoso che allevierebbe l’Italia dalla siccità.
Settembre ha portato la pioggia, non ovunque ed in modo disomogeneo, perché su gran parte d’Italia l’anomalia pluviometrica si è persino accentuata, prevalendo i fenomeni meteo ben più che estremi, e non di rado di passaggio nelle medesime aree più volte. Degne di nota ci sono tardive esagerate grandinate, un segno di tardiva estate dal meteo estremo.
E in tutto questo caos climatico c’è il rischio di un brutale cambiamento ad ottobre, con bufere e danni per il maltempo, complice il caldissimo Mar Mediterraneo e quindi i contrasti termici poderosi. Di questo è necessario tenerne conto perché prima o poi si tufferà qualche ciclone atlantico che sfruttando l’energia potenzialmente disponibile, esploderà in forte burrasca con venti anche di tempesta, altre piogge torrenziali, stavolta più estese.
Questo è il meteo estremo, il clima piacevole nostrano che spingeva ricchi e nobili viaggiatori centro nord europei verso sud non c’è più.