
La prima vera perturbazione di ottobre sta facendo il suo lavoro e il vortice che tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre scivola dal Mar Ligure verso il Tirreno porta piogge e qualche temporale su buona parte dell’Italia, con il Centro-Sud più coinvolto nella seconda parte della fase. Da domenica 11 la scena cambia, perché una saccatura – cioè una lingua d’aria fredda in quota – scende dalla Scandinavia verso l’Europa centrale e spinge il vortice fuori dai nostri mari.
Dal 13 ottobre l’alta pressione prende il comando
Nell’ultima corsa del modello matematico europeo ECMWF, intorno a martedì 13 ottobre un robusto campo di alta pressione si allunga dalla Penisola Iberica fino al cuore del continente, con oltre 1030 hPa al suolo sull’Europa centrale. Per il Nord e il Centro Italia vuol dire tempo in prevalenza asciutto, giornate tiepide e notti fresche, con forse le prime nebbie notturne in Pianura Padana dove l’aria umida resta intrappolata nei bassi strati, mentre una piccola goccia fredda tra Balcani e Grecia può dare ancora qualche rovescio sui settori ionici di Calabria e Sicilia.
Italia al confine tra blocco atlantico e aria fredda dai Balcani
Il passaggio più interessante arriva da sabato 17 ottobre, ovviamente da confermare, quando l’anticiclone arretra verso l’Atlantico e le Isole Britanniche, con un massimo attorno a 1036 hPa, e assume la forma di un blocco. Sul suo fianco orientale si apre un corridoio per correnti settentrionali che dalla Polonia e dall’Ucraina scendono verso i Balcani, con temperature a circa 1500 metri di quota attorno o poco sotto 0°C nell’Europa orientale tra lunedì 19 e mercoledì 21 ottobre. L’Italia sta proprio sul bordo di questo scambio, per cui il versante adriatico e il Sud possono ricevere aria più fresca, ventilazione da nord-est e qualche rovescio, specie in Puglia da Bari in giù, mentre Tirreno e Sardegna restano più riparati e miti. La distanza tra i modelli matematici su questa fase rimane ampia, cosa normale a 10-14 giorni.
Cosa dicono NAO e AO
La NAO, l’Oscillazione Nord Atlantica, misura la differenza di pressione tra l’anticiclone delle Azzorre e la depressione d’Islanda, e l’ultima corsa la porta a un picco di circa +3,5 tra il 13 e il 14 ottobre, segno di correnti occidentali tese alle alte latitudini e di un Mediterraneo protetto, per poi farla scendere su valori leggermente negativi verso il 19-20 ottobre, proprio quando compare il blocco atlantico. L’AO, l’Oscillazione Artica, resta invece positiva per tutto il periodo, tra +0,5 e +2, il che indica un Vortice Polare compatto e poco incline a cedere aria gelida verso sud. Tradotto, il fresco di fine periodo sarebbe un episodio legato alla circolazione europea più che una discesa artica vera e propria, e le corse precedenti, molto diverse tra loro dopo il 15 ottobre, consigliano prudenza.
In concreto, per il Nord Italia si profila una seconda decade asciutta con temperature in risalita dopo il calo di questi giorni, il Centro alterna sole e nubi, mentre Sud e Adriatico sono le zone da seguire verso il 20 ottobre, in pieno stile ottobre dei contrasti. Insomma, non si vede la pioggia in eccesso per ottobre promessa dai modelli matematici a lunghissimo termine.
Credit
- Previsione basata su analisi del modello matematico ECMWF

