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Si sta mostrando piuttosto complicato l’inquadramento della possibile evoluzione atmosferica a scala euro-atlantica con l’avvento del nuovo mese di ottobre. Le simulazioni matematiche di qualche giorno fa indicavano una possibile rottura dell’alta pressione più precoce, già il 3-4 del mese; poi, via via, il calcolo modellistico ha invece ponderato una maggiore ostinazione della figura anticiclonica, capace di resistere decisamente più a lungo sui settori centrali del nostro bacino e, dunque, in grado di deviare gli attacchi perturbati atlantici, procrastinando il peggioramento autunnale. Va premesso che la fase in corso, di trapasso stagionale tra estate e autunno, è senz’altro una delle più complicate in termini di “lettura evolutiva” con il calcolo matematico, poiché le forze in gioco sono parecchie, compatibilmente con un fermento atmosferico tipico dei cambi stagionali, per cui l’incertezza modellistica è fisiologica. In ogni modo, riportiamo in questa sede un po’ di novità emerse dagli ultimissimi aggiornamenti, anche se, prima di attribuire loro una certa validità tendenziale, sarebbe il caso di aspettare conferme successive.

Instabilità ancora rinviata nella prima parte della settimana

Una prima novità sarebbe costituita da un ulteriore posticipo della possibile fase instabile per l’Italia: potrebbero non essere più nemmeno le giornate dal 5 al 7, come ipotizzato in qualche analisi precedente, quelle di una possibile rottura della stabilità atmosferica. Fa eccezione, magari, la prima parte della settimana prossima, con qualche primo disturbo e locali piogge irregolari sulle Isole Maggiori e un aumento delle nubi sulle aree tirreniche e sulle Alpi, ma qui con scarsi fenomeni, deboli e isolati. Il tempo si manterrebbe ancora in prevalenza asciutto e con ampie schiarite soleggiate sul resto del Paese, al più con qualche annuvolamento irregolare, e anche laddove arrivassero i primi disturbi, questi non sarebbero particolarmente significativi.

Una seconda novità, decisamente più importante, arriverebbe però da metà settimana prossima, ossia da giovedì 8 e poi verso il weekend successivo, 9/10 ottobre. Per quella fase, le attuali dinamiche indicherebbero un assetto barico in qualche modo nuovo, con deviazione a est dell’alta pressione e, dunque, non più con la sua protezione sul Mediterraneo (ma non sarebbe questa la novità), per di più con uno spiccato assetto meridiano della figura anticiclonica, i cui massimi andrebbero potenziandosi sull’Atlantico orientale, con un promontorio proteso fino a tutto il Regno Unito e anche oltre (ed è questa la novità).

Il blocco meridiano e la saccatura baltica

Si configurerebbe, nella sostanza, un vero e proprio blocco meridiano alla circolazione oceanica, quindi con un’impostazione di stampo invernale e con il margine orientale anticiclonico in corrispondenza dei meridiani occidentali europei: Paesi Bassi, Francia, Penisola Iberica. L’immagine barica di copertina rappresenta l’ultima elaborazione del modello europeo ECMWF verso il weekend 8/9 ottobre: una configurazione chiaramente meridiana, nuova nelle simulazioni, con una saccatura baltica moderatamente fredda e un annesso nucleo perturbato in sfondamento verso il Mediterraneo centrale. Naturalmente si tratterebbe di un’ipotesi evolutiva tra le tante e, a quella distanza temporale, da prendere certamente con le pinze. Tuttavia, anche il quadro ensemble del modello, ossia la ponderazione media di tutte le possibili evoluzioni, evidenzia una chiara tendenza verso un assetto meridiano della circolazione a partire da quelle date, 8/9 ottobre, destinato a durare con molta probabilità fino a metà mese.

Piogge sopra norma e temperature in calo dall’8 al 15 ottobre

Un assetto circolatorio che deporrebbe per l’avvento di piogge abbastanza estese su gran parte del territorio italiano, con forse meno esposto solo l’estremo settore nord-occidentale, essenzialmente il Piemonte, nonché per un contesto termico piuttosto fresco, con valori allineati alle medie del periodo o, per diverse fasi, anche sotto norma, specie sul medio e basso Adriatico, al Sud e sulle Isole Maggiori. Le piogge, nella settimana dall’8 al 15 ottobre, potrebbero risultare diffusamente sopra norma al Nordest e su tutto il Centro-Sud, isole comprese, semmai localmente nella norma, con apporti più sostanziosi, anche con possibili locali criticità, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, tra il Lazio occidentale e la Campania occidentale, su qualche settore ionico e, per qualche fase, tra il Levante Ligure e la Toscana nord-occidentale.

Verso un autunno più serio, con le prime nevicate

In conclusione, ci sono conferme dai forecast modellistici circa una tendenza verso un autunno più serio e piovoso con ottobre: semplicemente, la partenza della fase piovosa potrebbe essere più articolata e slittare di qualche giorno. Nelle ultime ipotesi evolutive emerge anche un quadro termico piuttosto freddino dall’8 in poi, con le prime nevicate diffuse sulle Alpi e magari anche i primi fiocchi sotto i 2000 metri in Appennino. Continueremo a monitorare l’evoluzione con i nostri quotidiani aggiornamenti sul medio e lungo termine.

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