Senza correnti occidentali non arriva la pioggia
Chi mastica un po’ di meteorologia sa che, per avere precipitazioni diffuse e prolungate nel tempo sul nostro Paese, serve il flusso Atlantico. Ed è qui che nasce il problema. La crisi delle correnti occidentali, umide e ricche di vapore acqueo, sta producendo conseguenze sempre più evidenti anche sul fronte delle risorse idriche. Condizioni meteo costantemente improntate ad anticicloni persistenti stanno mettendo a dura prova le riserve di acqua, come abbiamo visto quando il flusso atlantico è rimasto confinato alle alte latitudini.
Andiamo a vedere due parametri
Il primo è la situazione della siccità nel sottosuolo, misurata a circa un metro di profondità, che mostra un quadro preoccupante in diverse aree dell’Europa. Come si può notare dall’immagine, le condizioni più critiche interessano innanzitutto la Francia e la Svizzera, oltre a buona parte della Germania. Situazioni altrettanto delicate si osservano nei settori settentrionali della Spagna, dove il livello di siccità raggiunge valori compresi tra l’estremo e l’eccezionale. Stiamo parlando di una penuria idrica impressionante, proprio perché in questa fase dell’anno si dovrebbe registrare il minimo delle portate di fiumi e laghi. Se la situazione è molto peggiore del minimo, vuol dire che quello che sta emergendo in questi periodi è davvero allarmante, come confermano anche i livelli dei grandi fiumi europei. Senza contare che sussistono numerosi problemi pure nell’Europa orientale, in particolare nell’area compresa tra Romania, Serbia e Ungheria, dove la carenza di acqua nel terreno sta diventando ulteriormente critica. Un quadro che ricorda da vicino quello del 2022.
In Italia?
In questo scenario, l’Italia presenta una situazione piuttosto variegata. Le regioni centro-settentrionali, insieme a una parte della Toscana, rappresentano una sorta di “isola felice” rispetto al resto del continente, mostrando condizioni complessivamente meno critiche. Merito soprattutto della lunga fase temporalesca di fine agosto e della generosa passata di piogge dei giorni scorsi.
Servirebbe una vera depressione atlantica
Ciò non toglie che, se vogliamo avere un miglioramento generalizzato, servono le vere e proprie depressioni atlantiche, quelle che si piazzano sul Mediterraneo e durano per numerose giornate. Resta però il problema della superficie marina molto calda, quindi all’arrivo di una depressione ben strutturata il rischio di alluvioni e smottamenti è sicuramente concreto e maggiore rispetto a un tempo: lo abbiamo visto con il ciclone mediterraneo sfiorato pochi giorni fa. Concludiamo dicendo che attualmente l’unica possibilità di pioggia è un’insidiosa goccia fredda che dovrebbe staccarsi dal flusso perturbato balcanico e isolarsi sul mar Ionio, un’ipotesi seguita con attenzione dai modelli matematici. Ne consegue che per le regioni affacciate su questo mare le piogge potrebbero essere molto violente, mentre per buona parte dell’Italia non cadrebbe praticamente una goccia d’acqua, e questa è una cosa grave se pensiamo che siamo oramai prossimi al mese di ottobre. Un passaggio che, come detto, potrebbe segnare l’ultima decade del mese.
Credit
- Copernicus Climate Change Service – Bollettino climatico di agosto 2026
- Copernicus C3S – Variabili idrologiche, umidità del suolo e portate fluviali, agosto 2026
- Joint Research Centre – Current drought situation in Europe
- European Drought Observatory (EDO) – Copernicus Emergency Management Service
- Scientific Data (Nature) – A dataset for monitoring agricultural drought in Europe