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      Home » Europa alle prese con una siccità estrema, come nel 2022: un campanello d’allarme
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      Europa alle prese con una siccità estrema, come nel 2022: un campanello d’allarme

      Dalla Francia all'Inghilterra meridionale il continente fa i conti con un deficit idrico che cresce di settimana in settimana: ecco perché, dopo un inverno piovosissimo, si è arrivati così in fretta a una crisi idrica di questa portata

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 30/07/2026
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      6 Min Lettura
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      Contents
      • Che cosa sta accadendo
      • Come è stato possibile
      • Le tendenze climatiche in atto
      • Un clima nordafricano insospettabile

      Se ne parla poco, ma l’Europa sta vivendo una fase di siccità assolutamente eccezionale. Chiariamo subito un concetto: la zona centro-occidentale del nostro continente non è ancora tornata ai livelli estremi di siccità osservati nella terrificante estate 2022, ma la situazione si sta rapidamente avvicinando a quei valori. In alcune aree, come parte della Francia, dell’Inghilterra meridionale e di diversi Paesi centrali, le condizioni risultano già non solo paragonabili, ma localmente addirittura più critiche.

      Che cosa sta accadendo

      Non lo dicono i nostri esperti di meteorologia, ma i dati dell’European Drought Observatory, che mostrano un progressivo aggravamento dello stress idrico in vaste porzioni del continente. Tutto questo dopo un inverno ricco di piogge. Come siamo arrivati a questo punto?

      Tra gli effetti del riscaldamento globale che più preoccupano la comunità scientifica, oltre alle temperature, ci sono proprio le piogge. In gergo tecnico si parla di Precipitation Whiplash, che possiamo tradurre in maniera goliardica come “colpo di frusta delle precipitazioni”. Il fenomeno descrive l’alternanza sempre più rapida e marcata tra lunghi periodi di precipitazioni scarse o assenti e brevi fasi di piogge intense, generalmente più localizzate e sempre più dominate da fenomeni convettivi. Questo può valere anche a livello di un intero Stato: secondo Météo-France, il periodo tra metà gennaio e fine febbraio è stato tra i più piovosi di sempre, eppure dopo solo 5 o 6 mesi ci troviamo alle prese con una situazione idrica gravissima, come raccontato anche in questo approfondimento sulla lunga fase di caldo e siccità che sta interessando gran parte del continente.

      Come è stato possibile

      Prendiamo l’esempio della Francia, ma il discorso può valere anche per Paesi Bassi, Germania e Polonia. Dopo una stagione invernale con tante precipitazioni liquide (le nevicate sono state molto scarse), c’è stata una primavera decisamente avara di piogge diffuse. Aprile e maggio sono stati molto caldi e soprattutto decisamente secchi, come emerso anche dalle mappe stagionali che a inizio anno anticipavano un’estate da record per l’Europa. Ma il vero colpo del KO lo si è avuto a partire da giugno, con una serie di ondate di calore ferocissime che hanno portato non solo temperature allucinanti, ma anche una fortissima evaporazione. Con la fusione delle poche nevicate invernali è sparito quasi subito il manto nevoso, mentre i fiumi sono scesi ben al di sotto dei livelli di guardia, una dinamica descritta bene anche in questo articolo sui fiumi europei in sofferenza. Ecco spiegato come, nel giro di pochi mesi, si possa passare da piogge eccezionali a una siccità gravissima.

      Siccità veramente estrema in Europa. Le anomalie peggiori sono per buona parte dell’Europa centro-occidentale, mentre per quanto riguarda l’Italia il nord-ovest è la regione più critica, proprio perché la primavera è stata molto secca, mentre l’estate sta diventando un calvario per tutti.

      Le tendenze climatiche in atto

      Come già detto, il clima tende a oscillare con maggiore forza tra due estremi opposti: da una parte la siccità prolungata, che impoverisce le risorse idriche e mette sotto pressione ecosistemi, agricoltura e riserve d’acqua; dall’altra le precipitazioni concentrate in poche ore o pochi giorni, che il terreno, ormai secco e durissimo, fatica ad assorbire. Una buona parte delle piogge da temporale viene infatti persa nelle cosiddette acque di ruscellamento, che scorrono in superficie invece di infiltrarsi nel suolo, come raccontato anche in questo approfondimento sugli incendi che hanno colpito Spagna e Francia proprio a causa di questa alternanza estrema. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e si traduce in un aumento del rischio di alluvioni improvvise, frane e altri eventi idrogeologici estremi.

      Un clima nordafricano insospettabile

      È proprio questo schema meteo-climatico che sta emergendo con sempre maggiore evidenza negli ultimi anni, e l’Europa rappresenta uno degli esempi più chiari di questo inquietante trend. In altre parole, grosse porzioni del continente stanno subendo un regime di pioggia tipico delle basse latitudini europee, come il Meridione italiano e la Grecia, o addirittura tipico del Nord Africa. Un tipo di pioggia che un tempo trovavamo in Tunisia, oggi lo ritroviamo in Francia, centinaia di chilometri più a nord: una tendenza che emerge con chiarezza anche osservando il comportamento dei grandi fiumi continentali, sempre più spesso ai minimi storici nel cuore dell’estate.

      Per consultare le previsioni aggiornate: meteo Francia, meteo Germania, meteo Olanda, meteo Polonia, meteo Gran Bretagna.

      Fonti e approfondimenti:

      • European Drought Observatory – Copernicus Emergency Management Service
      • Joint Research Centre – European and Global Drought Observatories
      • Météo-France – Bollettino di situazione idrologica
      • MeteoSvizzera – Analisi della siccità eccezionale in Europa
      • Nature Communications (PMC) – Increasing global precipitation whiplash due to anthropogenic greenhouse gas emissions
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