Andiamo a vedere le ultimissime sul peggioramento che sta per arrivare. Il guasto del tempo atteso tra la serata di mercoledì e venerdì 18 settembre trova d’accordo i principali modelli meteo sulla presenza di una fase di instabilità, ma non ancora sulla precisa evoluzione geografica. ECMWF, GFS e ICON delineano infatti scenari differenti, in particolare per quanto riguarda l’estensione dei fenomeni verso le regioni centro-meridionali. Ne avevamo già parlato analizzando i nuovi temporali attesi tra mercoledì 16 e venerdì 18.
Chiariamo subito un concetto
Il peggioramento sembra ormai certo per il Nord, anche se non è del tutto chiaro se l’estremo nord-ovest riesca a essere coinvolto o meno, a causa di correnti da sud-ovest che lo vedrebbero in ombra. Discorso diverso, invece, per le regioni centro-meridionali.
Il confronto tra gli ultimi run evidenzia una situazione ancora incerta: si va da un guasto concentrato soprattutto sulle regioni settentrionali a uno scenario più incisivo, con l’instabilità in progressiva estensione lungo il versante tirrenico fino a Lazio e Campania. E non è una roba da poco.
Non dimentichiamoci poi il contrasto termico piuttosto elevato. Aria fredda in quota e mari ancora molto caldi, un fattore che potrebbe scatenare maltempo anche dove i modelli non riescono a vederlo. È lo stesso motivo per cui, da un paio di giorni, si discute persino di un possibile ciclone simil-tropicale sul Mediterraneo, anche se è ancora tutto da vedere.
Il modello ECMWF
Il modello europeo propone uno scenario intermedio. La maggiore concentrazione dei fenomeni viene individuata tra nord-ovest, Lombardia, Triveneto e alto Tirreno, con un coinvolgimento anche della Toscana, soprattutto settentrionale. In questa configurazione i rovesci e i temporali interesserebbero in particolare il settore orientale del Piemonte, la Liguria, la Lombardia, il Piacentino, il Triveneto e la Toscana. Pochissime le piogge nelle regioni meridionali.
Il modello GFS
Il modello americano propone invece un’evoluzione più meridionale. In questa simulazione la saccatura affonderebbe maggiormente verso il Tirreno, permettendo ai fenomeni di estendersi dalla parte settentrionale della penisola fino alle regioni centrali e meridionali tirreniche, con forti temporali tra le due Isole Maggiori. Una traiettoria che ricorda da vicino quella descritta nell’analisi della nuova perturbazione in arrivo, sebbene non priva di incertezze.
Come già detto a inizio articolo, il settentrione sarebbe comunque coinvolto in maniera piuttosto decisa dal maltempo. Ma in questo caso le piogge e i temporali abbraccerebbero Piemonte, Lombardia, Triveneto, Liguria, Toscana e Lazio, con un possibile interessamento anche della Campania, così come lasciano intendere anche le ultime indicazioni per il periodo 14-20 settembre. Sembra proprio che, alla stregua dei due modelli, sia sicuro il brutto tempo nelle regioni settentrionali, mentre solo nella visione di GFS ci sarebbero intensi temporali tra Sardegna e Sicilia.
Che cosa emerge
Andando a vedere tutti gli scenari possibili, appare già condiviso un importante elemento tecnico. Lombardia e Triveneto rappresentano le aree con la maggiore probabilità di precipitazioni, mentre resta da stabilire quanto il peggioramento riuscirà a spingersi verso Piemonte, Liguria, Toscana e, soprattutto, Centro-Sud, area in cui le condizioni meteo potrebbero risultare davvero incerte fino all’ultimo. E il quadro non si esaurisce qui, perché entro fine mese sono attesi altri scossoni, con novità in arrivo. Continuate a seguirci.
Credit
ECMWF – Medium-range forecasts
NOAA NCEI – Global Forecast System (GFS)
Deutscher Wetterdienst – ICON model description
Copernicus Climate Change Service – Climate bulletins