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Chi aspetta le grandi piogge d’autunno dovrà avere pazienza, ma stanno arrivando, ed in ottobre, secondo i gli ultimi dati, sentiremo molte lamentele per la troppa pioggia, sempre che tutto sarà confermato. Le carte elaborate sull’ultima corsa dei modelli matematici americani descrivono in tre atti, e il primo atto è quello meno movimentato, nessun segnale di precipitazione degno di nota sulla Penisola. L’anticiclone resta attivo, con una influenza evidente, non lasciando passare se non una fase instabile a metà settimana.

 

Il primo assaggio di piogge arriva dal Canale di Sicilia

Attenzione, a metà settimana avremo una marcata instabilità derivante dal transito di un fronte perturbato da Nord Ovest, ma qualcosa e ben più sicuramente sarà da definire meglio con l’ausilio dei modelli matematici. In specie per il 16 e 17 settembre.

Inoltre, nei giorni iniziali della settimana un’area interessata da precipitazioni è marittima, e si trova ben a Sud della Sicilia. Le mappe mostrano un nucleo compatto sul mar Mediterraneo, in corrispondenza del braccio di mare che separa l’isola dalle coste africane, con qualche sconfinamento verso la Sicilia orientale e la punta della Calabria. È il tassello che si incastra con l’ipotesi, discussa in questi giorni, di un ciclone simil-tropicale nel Mediterraneo: acque calde, poca ventilazione in quota e un vortice che gira su sé stesso.

Per il resto, sulla terraferma, nulla o quasi. Le aree esposte sono poche e circoscritte: il versante ionico meridionale e i rilievi dell’estremo Sud, dove non si può escludere qualche rovescio isolato.

 

Piogge previste da ICON con validità 5 giorni. Valori complessivi. Elaborazione Meteo Giornale.

 

Il fronte del 18 Settembre è il vero spartiacque

Qui la musica cambia. Attorno a Mercoledì 16 una perturbazione atlantica scavalca la Francia e si appoggia all’arco alpino: la fascia di precipitazioni, netta e continua, taglia in diagonale Svizzera e Germania meridionale e comincia a lambire il Nord-Ovest italiano. Il giorno dopo il 17 e poi venerdì 18 Settembre, è la giornata su cui puntare l’attenzione.

Le mappe non lasciano molti dubbi sulle zone più bersagliate. Il massimo delle piogge si dispone lungo tutto l’arco alpino e prealpino, dal Piemonte occidentale al Friuli-Venezia Giulia, con i colori più intensi – nelle mappe – che si accendono tra i settori di confine e la fascia pedemontana. Ma il fronte non si ferma lì: scivola verso Sud e coinvolge la pianura, la Liguria, la Toscana e buona parte del Centro Italia, fino alle Marche e all’Umbria. Insomma, una perturbazione di quelle che si fanno sentire, e che conferma l’ipotesi dei temporali attesi tra Mercoledì 16 e Venerdì 18.

Le città più esposte? Tutta la fascia settentrionale, con Torino, Milano e Trieste in prima fila, ma anche Firenze e l’Appennino centrale entrano nel raggio d’azione. Sulle Isole Maggiori e sul Sud la carta resta invece molto più scarica di pioggia.

Piogge previste da GFS con validità 15 giorni. Valori complessivi. Elaborazione Meteo Giornale.

Il fine settimana vede un miglioramento

Sabato 19 il fronte si allontana verso i Balcani. Restano precipitazioni lungo il versante adriatico, sulle Alpi orientali e a macchia di leopardo sull’Appennino meridionale, ma l’impressione è quella di una coda, non di un secondo affondo. Le mappe successive, dal 20 al 22 Settembre, mostrano un’Italia quasi completamente asciutta: qualche pennellata azzurra sul basso Adriatico (piogge), poco altro. Una parentesi anticiclonica breve, però reale.

 

Dal 24 il maltempo cambia indirizzo e punta al Mediterraneo

Terzo atto, il più interessante. A partire da Giovedì 24 Settembre una nuova saccatura si affaccia sull’arco alpino e scarica precipitazioni sul Nord-Est, sulle Alpi centro-orientali e a tratti sull’Appennino centrale. Ma attenzione, siamo distanti sulla rotta, quindi questa è solo una ipotesi.

Venerdì 25 e nei giorni seguenti il baricentro delle piogge scende decisamente di latitudine. Le aree con la maggiore probabilità di precipitazioni si concentrano sul Canale di Sicilia, sul mar Tirreno meridionale, sullo Ionio e sulla Sardegna meridionale, con i nuclei più vivaci proprio a ridosso delle coste siciliane. Chi si trova tra Cagliari e la costa meridionale sarda potrebbe vedere fenomeni di un certo rilievo, così come il settore ionico. Il Mediterraneo resta un’area vulnerabile, lo sappiamo, no?

Tra il 26 e il 28 Settembre le carte insistono sullo stesso schema: precipitazioni diffuse sul bacino centrale del Mediterraneo, coinvolgimento marginale della Penisola, Nord e gran parte del Centro ai margini. Il 29 la situazione appare in attenuazione quasi ovunque, con i residui confinati tra Ionio e Grecia.

 

Quanto ci si può fidare di mappe così lontane

Domanda legittima: fino a Sabato 19 l’affidabilità è buona e le aree indicate hanno tutte le carte in regola per essere confermate. Oltre, il discorso si fa più delicato: a otto, dieci, dodici giorni di distanza i modelli matematici individuano la tendenza, non il dettaglio. Significa che la fase perturbata di fine mese sul Mediterraneo centrale è credibile nell’impianto generale, molto meno nella collocazione precisa dei nuclei più intensi.

L’esperienza insegna a diffidare delle mappe che, a due settimane, disegnano un temporale su una provincia. Quello che conta, adesso, è il messaggio di fondo: un intermezzo asciutto, una perturbazione ben definita a metà periodo e un finale di Settembre che sposta l’azione verso Sud, con le Isole Maggiori e i mari meridionali nel mirino. Il resto lo diranno i prossimi aggiornamenti dei modelli matematici.

 

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