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Ma come. Parlare già di caldo estivo? La risposta è sì. Eppure sembra qualcosa di totalmente fuori luogo. Basta infatti fare un passo fuori dalla propria porta di casa per capire che c’è ancora un’aria pungente. Quanti di voi nelle prime ore del mattino percepiscono sulla pelle il vento teso e freddo che ormai imperversa da giorni.

 

I cappotti pesanti, le sciarpe avvolgenti e i guanti che foderano le nostre mani non sono affatto un ricordo lontano, anzi è qualcosa di molto recente. Senza contare il violento maltempo che c’è stato in alcune regioni d’Italia. Abruzzo in primis, così pure Calabria e Sicilia. Il freddo è vivo, tangibile, capace di penetrare nelle ossa. Inoltre la ventilazione è davvero ostinata. E permettetemi di dire: assolutamente stancante.

 

Il ribaltone

Eppure, proprio dietro questo scenario meteo oramai ostinatamente sotto media, si sta silenziosamente ma inesorabilmente preparando un cambiamento su scala sinottica. Non sarà una toccata e fuga. Non a caso, si tratterà di un’inversione di rotta, tanto rapida quanto sorprendente, capace di stravolgere il pattern meteo a livello europeo. Italia inclusa ovviamente.

 

Le proiezioni dei principali modelli a nostra disposizione sono ormai giunti a un consenso unanime: quella che stiamo vivendo sulla nostra pelle è, a tutti gli effetti, l’ultima vera fase fredda di questa stagione. L’avevamo già scritto in questo nostro articolo. Invitiamo a leggere con cura.

 

Siamo sulla fase morente di un colpo di coda dell’inverno in piena regola, certamente incisivo, ma ormai giunto agli sgoccioli. Stiamo attraversando una parentesi destinata a chiudersi definitivamente nel giro di pochissimo tempo. Stavolta in maniera definitiva. Perché oramai certe temperature non le vedremo più nei prossimi mesi…

 

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Anticiclone che prende vigore. Ma che caldo in arrivo!

 

Contrasto molto netto

Ed è proprio questo contrasto così netto a rendere la situazione attuale particolarmente strana. Una sensazione anomala. Ciò che ci attende dietro l’angolo, infatti, non è affatto una semplice transizione graduale e tranquilla verso la primavera. No, qualcosa di realmente brutale.

 

Perché a questo giro non avremo il privilegio (chiamiamolo pure così) di vivere quel passaggio morbido e progressivo, fatto di giornate via via leggermente più miti. Fatto magari di temperature che crescono di un grado alla volta. Di una natura che ha il tempo di risvegliarsi dal torpore invernale con la dovuta calma. Tutt’altro.

 

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Anomalia rosso fuoco, soprattutto al Settentrione in una prima fase. In una seconda, invece, il caldo arriverà anche al Meridione.

 

Uno shock termico

Prepariamoci quindi ha un vero e proprio ribaltone meteo climatico. Di quelli tosti però. Quello che ha il compito e il potenziale per proiettarci in un contesto termico quasi estivo. Questo tipo di evoluzione, a onor del vero, non è del tutto inedita per il trimestre primaverile.

 

La primavera, per sua stessa definizione. è una stagione di transizione. Potremmo spiegarla, metaforicamente parlando, come se fosse una sorta di ponte tra il buio freddo invernale e la canicola estiva. Essa è storicamente caratterizzata da forti contrasti e repentini cambi di circolazione.

 

Non c’è nulla di anomalo. Ma attenzione. Ciò che colpisce profondamente gli esperti e gli osservatori in questo specifico caso è l’intensità spropositata del cambiamento previsto. Non si tratterà di un banale rialzo termico, ma di un’impennata decisa, brutale e fortemente anomala. Qualcosa che è oramai tipico della nuova normalità meteorologica.

 

Salutiamo il Vortice Polare

Come detto, venerdì 3 aprile è stata l’ultima giornata ufficialmente fredda del periodo. Non che non ce ne possano essere tante altre, ma non saranno mai di questa entità. Potremmo avere sì dei periodi sotto media. Ma nulla a che vedere col freddo appena passato. E anche i cicloni, non potranno mai nascere in estate. Praticamente ce lo vieta la dinamica atmosferica.

 

Ma qual è il motore invisibile che ha generato questa anomalia fredda tardiva? Alla base di questa configurazione c’è una dinamica atmosferica complessa ma ben precisa, che trova molto ma molto lontano da noi. L’abbiamo spiegato in tanti articoli.

 

La fine del freddo

Il Vortice Polare, l’enorme trottola di bassa pressione che staziona sul Polo Nord, pur risultando ormai fisiologicamente indebolito rispetto ai mesi centrali dell’inverno, è stato piuttosto decisivo nelle dinamiche meteo appena occorse.

 

Frammentandosi in lobi secondari, non particolarmente grandi ma comunque ben posizionati, è riuscito a spingere le sue propaggini fredde fin giù nel cuore del Mar Mediterraneo. Non era detto che potevano prendere il nostro paese. E invece l’hanno fatto. Con una traiettoria molto meridiana. Quindi ci sono piombati addosso da nord.

 

Ecco perché abbiamo avuto due pattern meteo completamente diversi tra Nord e Sud. Il Settentrione è stato bersagliato da venti molto forti e clima decisamente asciutto. A parte la nevicata tardiva di Ravenna, per il resto lunga fase di aria secca. Il Meridione, viceversa, è stato invece preda di cicloni e piogge eccezionali. Davvero troppo.

 

Il punto di svolta

Il vero spartiacque, il punto di non ritorno di questa transizione, coinciderà esattamente con la Pasqua. Cari lettori, abbiamo avuto davvero tanti grattacapi per capire come sarà il tempo nel periodo Pasquale. E fortunatamente, proprio in questo fine settimana, la fine del freddo è stata decisamente confermata. Proprio al limite, con un colpo di reni finale.

 

Le correnti settentrionali cesseranno di colpo, bloccate dall’avanzata di un nuovo e imponente attore sul palcoscenico europeo: l’alta pressione. Finora rimasta timidamente defilata nell’Atlantico o confinata a latitudini sub-sahariane, la famosa cupola anticiclonica africana inizierà a espandersi e a gonfiarsi con spiccata decisione verso l’Europa centro-meridionale. Non sarà una cosa da poco. Arriverà sicuramente ad abbracciare direttamente e pesantemente anche l’Italia. E per più giorni.

 

Ma non è normale…

È di fondamentale importanza specificare che non avremo a che fare con una “normale” alta pressione. Ci troveremo invece a fronteggiare un promontorio di matrice spiccatamente subtropicale. Molto caldo e robusto. Si tratta di una figura barica estremamente massiccia, capace di pescare e trasportare dal cuore del deserto masse d’aria roventi, portando i termometri su valori decisamente più alti rispetto a quanto la statistica prevedrebbe per la prima decade di aprile.

 

Quindi prepariamoci a uno sbalzo veramente repentino. Sembrerà di essere catapultati in un’altra stagione. Già dalla giornata di domenica di Pasqua il trend meteo è scritto. Le nubi si dissiperanno, il sole tornerà a regnare incontrastato come protagonista assoluto del cielo. E soprattutto le temperature saliranno in maniera indiscriminata.

 

Escalation termica

L’aria calda, spinta dai venti in quota in arrivo direttamente dalla Penisola Iberica e dal sud della Francia, si sposterà come un’onda invisibile ma potente verso l’Italia. Saremo letteralmente presi in pieno. Stavolta Nessuno escluso. Questa manovra anticiperà, senza mezzi termini, un aumento termico generale che, in alcune aree specifiche della penisola, assumerà proporzioni spiccatamente fuori logica.

 

Le imminenti festività pasquali si preannunciano, alla luce di quanto esposto, sotto il segno di un tempo atmosferico perfetto e di un clima non solo mite, ma a tratti caldo. Sì, proprio così! Le proiezioni indicano che in diverse regioni del Nord Italia, nelle pianure e valli della Toscana e nelle zone interne della Sardegna, i termometri potranno agilmente raggiungere e persino oltrepassare la fatidica soglia dei 25 gradi!

 

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Valori ovunque sopra media nei prossimi giorni, ma in particolare sulle Alpi, dove le temperature sembreranno quasi estive.

 

La nuova normalità

Stiamo parlando di valori che non dovrebbero far parte di questo periodo dell’anno. Chi ha qualche annetto sulle spalle ricorderà che era difficile girare a mezze maniche già a inizio aprile. E invece adesso capita regolarmente ogni anno.

 

È questa una delle numerose conseguenze dei cambiamenti climatici. Sia il fatto che ci sia sempre più caldo, in tutte le stagioni e in qualunque circostanza. Sia il fatto che improvvisi ritorni di freddo, pur sempre possibili anche in un clima che si scalda, fanno molti più danni rispetto a un tempo. Proprio perché le condizioni meteo di stampo estivo oramai si possono verificare da aprile a ottobre.

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization

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