
(METEOGIORNALE.IT) Ultime ore di clima freddo. Questa lunghissima ferita atmosferica, figlia di una circolazione instabile dura a morire, si farà sentire ancora solo per poche ore, condizionando il meteo di oggi, venerdì 3. Insomma, ci sarà ancora bisogno dell’ombrello a portata di mano e di cappotti , soprattutto se ci si trova esposti alle correnti più fredde. Ma adesso si cambia musica. Un cambiamento veramente totale e radicale. Sia del pattern meteorologico a livello europeo, sia del contesto termico.
Una vera e propria transizione
Cosa sta succedendo in Europa? Da una parte abbiamo i residui dell’aria fredda che scivola lungo il fianco orientale della nostra penisola, dall’altra un gigante silenzioso che inizia a scaldare i motori a occidente. Sabato 4 assisteremo alla Svolta, un vero e proprio cambio di guardia nel teatro del Mediterraneo. Arriva un deciso promontorio anticiclonico.
Il quale avrà il merito di riportare il sereno quasi ovunque, spazzando via le nubi con la forza silenziosa della subsidenza atmosferica. L’unica eccezione potrebbero essere le estreme regioni meridionali dovranno pazientare ancora un po’. Le ultime note di instabilità interesseranno in particolar modo la Sicilia e la punta estrema della Calabria, aree dove l’aria fredda tenderà a farsi sentire ancora per qualche ora, prima di abbandonare definitivamente tutto il nostro paese.
Sul resto dell’Italia, invece, il tempo si presenterà finalmente stabile, ampiamente soleggiato e soprattutto molto mite. Al nord, in particolare, l’effetto combinato dell’irraggiamento solare e della compressione dell’aria nei bassi strati garantirà un innalzamento termico rapido. Potremmo avere addirittura valori sopra i 20 gradi per più giorni. Ovviamente nelle ore centrali della giornata.

Il trionfo dell’alta pressione
Ma arriviamo al piatto forte di questa evoluzione, il momento che in molti attendono per organizzare le prime vere gite fuori porta. Il tempo di Pasqua, che quest’anno cade in un momento cruciale della stagione, avrà un solo comune un denominatore.
Alta pressione per tutti e clima stabile e soleggiato. Un vero e proprio risultato positivo all’ultimo minuto, perché fino ai giorni immediatamente precedenti stiamo vivendo e abbiamo vissuto una lunghissima fase di maltempo. Ci mancato davvero un pelo affinché fosse compromessa anche la Pasqua. E invece fortunatamente non è così.
I valori termici attesi sul nostro Paese orari più tiepidi parlano decisamente chiaro. In Pianura Padana, complice l’oramai deciso riscaldamento del suolo e la scarsa ventilazione, sono attese punte massime di ben 23-25 gradi! Un caldo anomalo per l’inizio di Aprile, ma sicuramente gradito, soprattutto dopo giornate di vento freddo e fastidioso.
Valori di assoluto rispetto, intorno ai 22-24, si registreranno anche tra la Toscana, l’Umbria occidentale, l’alto Lazio e le zone interne della Sardegna. Lungo il versante adriatico e al Meridione, per la verità, avremo sì un tempo sereno, ma non così mite. Complici gli ultimi refoli freddi da nord e nord-est.

Ma durerà?
Proprio quando inizieremo ad abituarci al sole caldo e alle maniche corte, la natura ci ricorderà che la primavera è, per definizione, la stagione dei grandi ribaltoni meteo. Dopo la parentesi di tempo tranquillo e mite attesa per il week-end pasquale, la scenografia atmosferica cambierà in modo radicale e repentino. Attenzione però. Non stiamo assolutamente parlando di freddo tardivo. In questo caso il maltempo sarà eventualmente dovuto a un clima nettamente più mite.
In un arco temporale compreso tra mercoledì 8 e venerdì 10 sarà possibile una veloce saccatura. Potrebbero comunque presentarsi dei temporali e e delle precipitazioni diffuse, ma non sarà nulla a che vedere con quello che abbiamo appena passato. E soprattutto farà decisamente meno freddo, anche quando non splenderà il sole.
Diamo qualche esempio
La domanda sorge spontanea. Dove colpirà con maggior forza questa nuova offensiva del tempo? Secondo i calcoli dei supercomputer, la pioggia investirebbe in modo piuttosto rapido (ma non particolarmente debole) il Nord e tutte le regioni tirreniche.
le piogge, spinte da tesi venti meridionali, traslerebbero poi lentamente verso levante, finendo per investire, pur in modo più blando e frammentato, anche il resto del Paese. Poco o nulla stavolta al Sud e soprattutto sulle adriatiche, in totale ombra rispetto ai flussi meridionali.
I termometri calerebbero di di qualche grado, soprattutto al Settentrione e sul versante tirrenico, dove la copertura nuvolosa e le precipitazioni impediranno al sole di scaldare il suolo. Ciò non toglie che comunque ci possano essere 15-16 gradi di massima col cielo coperto. Clima sicuramente fresco ma meno freddo di questi giorni.
Curiosamente, le stesse correnti meridionali di richiamo pre-frontale farebbero aumentare temporaneamente i valori termici al sud e lungo la fascia dell’Adriatico, prima dell’arrivo dell’aria fredda. Si tratterebbe, in ogni caso, di una parentesi di maltempo di durata relativamente breve. Già dal fine settimana successivo, infatti, i modelli intravedono la rimonta di un nuovo promontorio.
Oltre metà mese
Allargando l’orizzonte temporale e spingendo lo sguardo oltre la metà del mese, la situazione diventa piuttosto curiosa. Dopo il passaggio instabile della fine della prima decade di aprile, il tempo cercherà di cambiare nuovamente passo. Le mappe delle anomalie bariche a lungo termine mostrano infatti un segnale molto chiaro, una pressione atmosferica più alta della norma su buona parte dell’Europa centro-meridionale.
Questo è il tipico segnale di una fase più stabile e spesso generosamente soleggiata. In questo contesto, il flusso perturbato atlantico, vero motore del maltempo europeo, tenderà a scorrere molto più a nord, verso le latitudini scandinave, senza riuscire a penetrare con la necessaria decisione all’interno del Mediterraneo centrale. Ne consegue quindi una nuova rimonta dell’alta pressione e un nuovo periodo stabile e più caldo.

Ma ricordiamo che…
Stiamo facendo tendenze a lunghissimo termine. Le dinamiche dell’atmosfera sono un sistema caotico, un continuo divenire. È possibile che nella seconda metà del mese ritornino nuove correnti oceaniche. Si potrebbe aprire un veloce varco dall’oceano verso l’Italia.
Un simile corridoio consentirebbe alle perturbazioni oceaniche di avvicinarsi nuovamente alle coste del Mediterraneo, portando in dote un possibile e netto aumento della piovosità, con effetti che si farebbero sentire in prima battuta sulle regioni del Nord Italia, da sempre le più esposte ai flussi atlantici. Ma il comune denominatore sarà la mancanza di freddo.

Fine definitiva del freddo
Come abbiamo detto, bye bye freddo invernale, ci rivedremo l’anno prossimo. Ovviamente si intende in autunno e in inverno. La stagione delle correnti artiche e continentali è decisamente finita. È vero che potremo avere fasi di maltempo e momenti dove il freddo potrà comunque, anche per qualche ora, farsi sentire.
Ma oramai le masse d’aria sono sempre più tiepide. Il Final Warming c’è stato e non possiamo più contare sul suo appoggio. Ne conseguono due cose importanti. La prima è che le temperature simil invernali oramai sono finite. Anche volendo, non vedremo più la neve a quote di pianura come è successo a Ravenna. Al massimo potrebbe scendere occasionalmente sotto i 1000 metri.
La seconda è che inizia la stagione dove il tempo verrà governato, almeno in parte, dall’anticiclone africano. Quella figura meteo oramai si è instaurata sulle nostre teste e, anche se può latitare per settimane, gira che ti rigira ce lo troviamo tra i piedi per molti mesi durante l’anno. E sarà così anche a fine primavera e per tutta l’estate.

CREDIT
-
European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Ente di ricerca intergovernativo rinomato per lo sviluppo di modelli meteorologici globali a medio raggio.
-
National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – L’agenzia federale statunitense che si occupa di meteorologia, oceani e clima, fornitrice del modello GFS.
-
Met Office (UK) – Il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, sviluppatore dell’accreditato modello previsionale UKMO.
-
Nature Climate Change – Rivista scientifica internazionale peer-reviewed dedicata alla pubblicazione di ricerche avanzate sulle dinamiche climatiche e meteorologiche globali. (METEOGIORNALE.IT)
