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Abbiamo avuto un gennaio dal meteo estremamente piovoso e anche febbraio continua a seguire più o meno questa falsariga. In alcune occasioni, come ad esempio su talune zone della Sicilia e della Calabria tirrenica, stiamo vivendo un bimestre assolutamente eccezionale. Ma allora, che cosa c’entrano i cambiamenti climatici e il clima del Mediterraneo?

 

Una precisazione importante

Il cambiamento climatico non è un attore che crea le perturbazioni o che fa solo danni. Ci pare doveroso evidenziare questo fatto. I sistemi perturbati esistono da sempre e, nel contesto del clima mediterraneo insulare, gennaio e febbraio risultano piuttosto piovosi.

 

Anzi, sarebbe molto problematico se risultassero secchi e caldi. Questo perché l’estate è lunghissima e secca e quindi è necessario arrivare pronti con le dovute quantità di scorte idriche. Ma qui sorge un problema di fondo, molto più complesso. Piove troppo. E di chi è la colpa? Scopriamolo insieme.

 

Mar Mediterraneo ostinatamente più caldo rispetto alle medie tipiche di riferimento. Queste anomalie, protratte nel tempo, amplificano la potenza e gli effetti delle varie perturbazioni.

 

I colpevoli

Un’atmosfera più calda e un mare con temperature più elevate sono in grado di contenere una quantità maggiore di vapore acqueo e di energia. Ce lo dice la termodinamica. Questo nuovo equilibrio aumenta la probabilità che, in presenza di determinate configurazioni meteo piuttosto insidiose, si verifichino precipitazioni molto intense, eventi concentrati nel tempo, raffiche di vento più forti e accumuli di pioggia talvolta anche estremi, quindi con rischio di frane e smottamenti.

 

Non da ultimo oppure cicloni, come il famigerato Harry. Allo stesso tempo, lo stesso contesto estremizzato favorisce anche periodi siccitosi più lunghi e severi, accompagnati da temperature spesso sopra la media e da processi di evapotraspirazione più marcati. È quello che accade nel periodo caldo. Dove una siccità estiva è più facile che accada rispetto a qualche decennio fa.

 

Mar Mediterraneo sempre più caldo. Anche se è difficile dare con precisione tutte le anomalie presenti in un intero mare perché si fanno delle Stime, da questo grafico pare evidente il Trend al riscaldamento.
Fonte: https://www.ceam.es/ceamet/SST/SST-trend.html

 

Approfondiamo ulteriormente la questione

Il clima che cambia non determina in sé e per sé l’evento, ma ne modifica la frequenza, la probabilità e, soprattutto, l’intensità. E allora ecco che ci si nasconde dietro un dito. E’ sempre successo! Sì è vero, ma è solo parzialmente corretto: è innegabile che in passato si siano verificati eventi estremi di pioggia o di siccità, ma oggi alcune configurazioni producono effetti maggiori proprio perché si inseriscono in un sistema più caldo e più umido.

 

Allo stesso modo, le misurazioni satellitari e oceanografiche mostrano in modo inequivocabile un progressivo riscaldamento del Mediterraneo negli ultimi decenni, come evidenziato anche dalle recenti mappe delle anomalie termiche. È tutta una questione di fisica. Lei non mente mai. Stiamo subendo una evidente estremizzazione meteo climatica e ci pare dire che risulta davvero sotto gli occhi di tutti.

 

Anche il ciclone Harry sarebbe stato difficilmente contemplabile In un clima più freddo e con una temperatura superficiale inferiore. Soprattutto, pare assurdo registrarlo nel periodo più freddo dell’anno.
ID 6485196 ©
Forestpath | Dreamstime.com

 

Credits

ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICONAROMEARPEGE, Copernicus

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