
(METEOGIORNALE.IT) Il ciclone Harry, responsabile di gravi devastazioni nelle Isole Maggiori e in Calabria, merita un’analisi molto approfondita. Questo perché non solo se ne è parlato molto poco sui giornali e sulle televisioni, ma perché è stato un evento meteo veramente molto estremo. (VI INVITIAMO A LEGGERE QUESTO APPROFONDIMENTO).
Cosa è successo
Per avere una situazione meteorologica così estrema, il comune denominatore è stato l’impossibilità, da parte di una saccatura atlantica, di proseguire la propria evoluzione verso est. Questo blocco è stato imposto dalla presenza di un robusto campo anticiclonico esteso tra l’Europa centrale e l’area balcanica. Si può notare una mappa appena qui sotto.
Di conseguenza, si è creata una goccia fredda particolarmente vigorosa. Anziché traslare rapidamente verso Oriente, è rimasta letteralmente ferma per più giorni. Una volta isolata, questa struttura di bassa pressione si è trovata ad avere un minimo non tanto profondo in sé e per sé, ma è la differenza di pressione che c’è stata tra il minimo e quella continentale ad aver contribuito a creare il disastro.

Le fasi di blocco
Questo tipo di pattern, pertanto, è stato determinante nel definire una situazione che si è guadagnata un posto di rilievo assoluto, anche se se ne è parlato davvero troppo poco, a causa di notizie sempre di altro livello. Solitamente le configurazioni meteo bloccate vengono associate a condizioni di stabilità atmosferica, tipiche delle Estati anni 2000.
Ed è giusto. Ma in questo caso è successa proprio nel cuore della stagione invernale. L’analisi delle anomalie dell’altezza di geopotenziale a 500 hPa, detta in maniere povere, la pressione in quota, evidenzia infatti un progressivo aumento di tale valore.
Le conseguenze gravi
Come detto, questa non è cosa da poco. Un valore anche solo un pelo più alto rispetto alla media di 50 anni fa produce due conseguenze importanti. La prima è l’incremento delle fasi meteo di stampo subtropicale in tutte le stagioni, ma soprattutto è in estate che diventano insopportabili, con lunghi periodi di stampo africano e caldo intenso.
La seconda è che un blocco deciso a est dell’Europa può far Impedire di traslare verso Oriente le perturbazioni. Harry altro non è che una conseguenza estrema di questi pattern meteo sempre più anomali ma, al tempo stesso, frequenti. È qualcosa con cui dovremmo abituarci a convivere.
Credits
ECMWF Global Forecast System del NOAA, ICON AROME ARPEGE IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) Copernicus Climate Change Service (C3S) NASA Goddard Institute American Meteorological Society
JMA – WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)
