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Tornerà davvero la neve a bassa quota nei prossimi giorni? Mentre registriamo già le prime temperature di 20 °C e oltre su diverse regioni del Sud Italia, puntiamo lo sguardo oltre la metà di febbraio, poiché emergono aggiornamenti molto interessanti. I venti di scirocco e le perturbazioni atlantiche potrebbero improvvisamente allentare la presa dopo settimane e settimane di dominio pressoché totale nel Mediterraneo. In questo modo potrebbe toccare alle correnti più fredde di origine artica riportare condizioni meteo più invernali e addirittura fiocchi di neve a quote basse.

 

Ritorno della neve, si può fare

A confermare questa tendenza ci pensa il Centro Meteo americano GFS, che nel recente aggiornamento mostra una maggiore vivacità tra l’Atlantico e l’Europa. Questa vivacità, al momento, è dettata essenzialmente dalle perturbazioni atlantiche che, una dopo l’altra, raggiungono l’Europa e l’Italia con estrema facilità. Mancano scambi meridiani degni di nota, ragion per cui il freddo artico o il freddo continentale da est non sono in grado di raggiungere le basse latitudini, tra cui quelle italiane.

Le correnti predominanti restano infatti quelle da ovest verso est, capaci al più di innescare forti sciroccate sul Meridione, con temperature decisamente elevate per il periodo.

 

Perché il freddo fatica ad arrivare in Italia

Affinché il freddo artico raggiunga l’Italia sono necessari scambi meridiani, ovvero movimenti dell’aria da sud verso nord e viceversa. Questo meccanismo è possibile solo in presenza di anticicloni vigorosi, predisposti a spingersi verso latitudini settentrionali o addirittura sulle regioni subpolari, come Groenlandia e Islanda.

In queste ultime settimane, però, l’Alta pressione delle Azzorre è rimasta piuttosto dormiente. Proprio per questo motivo le perturbazioni fanno il bello e il cattivo tempo su gran parte d’Europa, impedendo al freddo intenso di raggiungere le nostre regioni.

 

La svolta dopo metà febbraio

Tutto potrebbe cambiare subito dopo metà mese. Come anticipato, il Centro Meteo americano mostra una graduale ripresa dell’Alta pressione delle Azzorre sull’Atlantico settentrionale, condizione che permetterebbe una maggiore ondulazione della corrente a getto. Ondulando, la corrente a getto può smuovere masse d’aria molto più fredde di stampo artico e dirigerle verso l’Europa e anche verso l’Italia.

 

Le regioni nel mirino della neve il 16 febbraio

Questa ghiotta occasione per tornare in pieno inverno potrebbe arrivare attorno al 16 febbraio. Stop alle perturbazioni più tiepide e umide provenienti da ovest e spazio a correnti più fredde da nord, che potrebbero comunque dar luogo a cicloni sul Mar Tirreno, ma con una differenza sostanziale rispetto alle precedenti fasi di maltempo: temperature decisamente più basse.

Ipotesi neve Lunedì 16 Febbraio – GFS

In questo scenario la neve potrebbe scendere fino a bassissima quota o in pianura su alcune regioni, in particolare:

  • Piemonte, Lombardia occidentale ed Emilia
  • Marche, Umbria e Abruzzo, soprattutto nella giornata del 16 febbraio

 

Insomma, subito dopo metà febbraio l’Italia potrebbe improvvisamente ripiombare in pieno inverno, dopo aver assaporato temperature massime quasi primaverili, soprattutto al Sud.

 

Fonti e credits

L’analisi è stata elaborata consultando i principali centri di calcolo meteorologico globale, utili per valutare l’evoluzione delle correnti atlantiche e il possibile ritorno della neve in pianura:

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