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      Home » L’Atlantico si arrende dopo metà Febbraio, si ritorna nel freezer
      A Scelta dalla RedazioneMeteo News

      L’Atlantico si arrende dopo metà Febbraio, si ritorna nel freezer

      Fine delle perturbazioni atlantiche dopo metà Febbraio, ritorna il freddo vero? Ultimi aggiornamenti meteo.

      Raffaele Laricchia
      Raffaele Laricchia
      Pubblicato: 07/02/2026
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      5 Min Lettura
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      Contents
      • Perché il freddo non riesce ad arrivare
      • Pioggia sì, ma neve solo per pochi
      • Quando finirà il maltempo
      • Dopo metà Febbraio cambia tutto
        • Il ritorno del freddo e della neve
        • Fonti e credits

      Ma quando smetterà di piovere? Ci sono regioni, come ad esempio quelle tirreniche, dove piove quasi ininterrottamente da settimane; poi ce ne sono altre dove piove meno, ma nel complesso il nostro stivale è letteralmente bersagliato dalle perturbazioni atlantiche praticamente dall’autunno. Escludendo qualche settimana un po’ più tranquilla, come ad esempio ad inizio dicembre, il maltempo è stato sempre protagonista della scena meteo nel Mediterraneo.

       

      Perché il freddo non riesce ad arrivare

      Questa insistenza delle perturbazioni e dei vortici provenienti da ovest ha inevitabilmente impedito l’arrivo del freddo artico e anche del freddo continentale, che più volte negli ultimi mesi sono arrivati a ridosso del Mediterraneo ma non sono riusciti ad andare oltre. Affinché il freddo e il gelo dell’est irrompano sul nostro stivale, favorendo la neve in pianura, è necessario uno schema barico abbastanza differente.

      Innanzitutto è necessaria un’alta pressione ingombrante sull’Atlantico settentrionale o sull’Europa occidentale, una sorta di barriera capace di bloccare le perturbazioni atlantiche. Solo in questo modo le correnti fredde artiche, provenienti dal Nord Europa o dall’est, possono pian piano compiere passi verso il Mediterraneo o l’Europa centrale.

      Considerando che ormai da svariate settimane la corrente a getto nord-atlantica, ovvero il nastro trasportatore che traghetta le perturbazioni sul Vecchio Continente, risulta tesa e solida, viene impedito il sollevamento dell’alta pressione verso le latitudini subpolari. Proprio per questo motivo il freddo intenso non è in grado di raggiungere l’Italia, trovando davanti a sé la strada sbarrata dalle correnti più umide e instabili provenienti dall’Atlantico.

       

      Pioggia sì, ma neve solo per pochi

      Insomma, piove su gran parte d’Italia, ma con temperature poco consone alla neve a bassa quota. L’unica eccezione la troviamo sul Nord-Ovest, specie sul Piemonte, dove in qualche circostanza la neve si è spinta fino a bassissima quota: in questo caso si tratta però solo di una particolarità legata all’orografia e al microclima piemontese. Sul resto della Penisola la neve si è mantenuta a quote piuttosto elevate.

       

      Quando finirà il maltempo

      Ordunque, quando finirà il maltempo? Domanda da un milione di euro, considerando che il treno perturbato proveniente da ovest non rallenterà almeno per un’altra settimana. In effetti, almeno fino al 15 febbraio, l’Italia sarà in balia delle correnti atlantiche che porteranno ancora tanta pioggia, rovesci e temporali, soprattutto al Centro-Sud.

       

      Dopo metà Febbraio cambia tutto

      Tuttavia qualcosa bolle in pentola nella seconda metà di febbraio. A partire dal 15 del mese, le carte in tavola potrebbero improvvisamente mutare su buona parte d’Europa: i recenti aggiornamenti dei principali centri di calcolo, in particolar modo del Centro Meteo americano, ipotizzano la graduale ripresa dei moti caldi subtropicali verso nord.

      In particolare, l’anticiclone delle Azzorre potrebbe pian piano conquistare chilometri verso il Nord Atlantico e l’Islanda, permettendo una ondulazione più marcata della corrente a getto. Questo movimento sarebbe essenziale per la discesa di aria più fredda dal Nord Europa verso il Mediterraneo, l’unico modo – come detto – per ricevere la visita della neve a bassa quota in Italia.

      Il ritorno del freddo e della neve

      GFS parla chiaro: il recente aggiornamento mostra una palese ondata di freddo artico attorno al 16 febbraio, capace di regalare neve a bassa quota o in pianura su molte città del Nord e a bassa quota anche sulle regioni centrali. L’ondata di freddo farebbe crollare le temperature da Nord a Sud nel periodo compreso fra il 16 e il 18 febbraio.

      In sintesi:

      • Fine delle perturbazioni atlantiche dopo metà febbraio
      • Possibile ritorno del freddo intenso e della neve a bassa quota

      Insomma, occhi puntati su queste date, perché potrebbero arrivare sorprese di chiaro stampo invernale dopo una lunga parentesi prettamente autunnale.

       

      Fonti e credits

      Per questa analisi sono stati consultati i principali modelli meteorologici globali, utili per valutare l’evoluzione delle correnti atlantiche e il possibile ritorno del freezer invernale:

      • GFS – NOAA: https://www.ncei.noaa.gov/products/weather-climate-models/global-forecast
      • ECMWF: https://www.ecmwf.int
      • NOAA: https://www.noaa.gov
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      TAG:freddomaltempometeo
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