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La domanda del titolo sorge spontanea. Che fine ha fatto lo split del vortice polare? Arriveranno condizioni meteo invernali dopo metà mese? In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza a riguardo. Cercando inoltre di rispondere alle principali vostre domande.

 

Un’introduzione

L’analisi meteo a livello europeo mostra la presenza di più strutture anticicloniche alle alte latitudini. Sono assimilabili a dei blocchi, i quali son disposti in modo irregolare ma persistente e contribuiscono a favorire una dinamica di tipo parallelo anziché meridiano. In tale contesto, viviamo da tempo flusso zonale particolarmente intenso, ma ovviamente non ondate di freddo.

 

Stiamo vivendo un periodo estremamente dinamico, con tantissime piogge ma mancanza di freddo prettamente invernale.

 

Guardiamo lassù…

Al fantomatico vortice polare. Certo che c’è una notevole debolezza, ma analizzando tale disturbo non appare sufficiente a determinare una vera e propria scissione del vortice stesso. I più recenti aggiornamenti meteo indicano infatti che, dopo una fase iniziale di maggiore sollecitazione, il vortice tenderebbe a rimanere confinato in un regime allungamento.

 

Senza però giungere a una separazione (o rottura) netta e organizzata in due lobi distinti. Questo vuol dire che rimarrà molto fiacco, ci potranno essere dei lobi piuttosto lunghi, ma non la vera e propria distruzione in più cocci.

 

Vortice polare debole per tutto febbraio e buona parte di marzo. Non dovrebbero esserci lunghi periodi di alta pressione. Ma non è sciuro che ci sia il freddo tardivo.

 

Che cosa succede?

L’assenza di un controllo stratosferico implica che l’evoluzione meteo europea rimanga in gran parte affidata ai meccanismi troposferici. Forse è un po’ complicato ma cerchiamo di fare chiarezza. La stratosfera si trova oltre i 15 km di quota e può creare sconquasso nei bassi strati (quelli dove viviamo noi) solo se c’è una rottura piuttosto intensa del vortice.

 

La troposfera invece è la zona dove vivono gli esseri umani e sta mediamente al di sotto dei 10-15 km (a seconda delle latitudini). In questo scenario, più che il vortice stratosferico dobbiamo analizzare la corrente a getto, l’oscillazione nord-atlantica, la disposizione delle masse d’aria eccetera.

 

Ci sono degli scenari improntati al freddo, ma non dovuti a una destabilizzazione del vortice polare. In questo caso sarebbe normale dinamica atmosferica di stampo troposferico.

 

Le conclusioni

Come vedete, cari lettori, ci troviamo davanti a un vortice polare che risulta certamente perturbato, ma che non riesce a imporre un regime atmosferico dominante. Ne consegue che non possiamo dare con certezza la possibilità di gelo alle medie latitudini.

 

Sicuramente avremo uno scenario meteo piuttosto interessante. Non dovremmo certo annoiarci nelle prossime settimane. I periodi di stabilità potrebbero risultare pochi e quelli perturbati in abbondanza. Ma è difficile parlare di vere e proprie ondate di gelo. Continuate a seguirci!

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

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