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Da un po’ di tempo si leggono alcuni titoli meteo che incitano all’arrivo di un possibile freddo nella seconda metà del mese di febbraio. Ma quanto c’è di realmente fondato in queste proiezioni? In questo articolo andiamo a scoprire veramente come stanno le cose e se ci sono delle probabilità di avere un periodo al di sotto della media.

 

Facciamo una precisazione

Come spesso accade in campo meteorologico, il problema non risiede negli indici teleconnettivi o nelle mappe stratosferiche in quanto tali, bensì nell’uso che spesso se ne fa. A volte sbagliato. Nel senso che si tende a semplificare troppo la situazione.

 

Il primo aspetto da tenere ben presente è che l’atmosfera è un sistema estremamente caotico. Proprio per questa ragione, qualsiasi previsione, a maggior ragione a distanza di 10 o 20 giorni, è da prendere molto con le pinze perché sono delle tendenze probabilistiche.

 

Ogni proiezione, indipendentemente dal modello utilizzato (anche il più sofisticato), indica una possibilità, una maggiore o minore probabilità che un determinato evento si verifichi. Giova ricordare ai nostri lettori che esso non fornisce mai una certezza assoluta.

 

Entrando nello specifico

Le tendenze meteo del modello europeo ECMWF ENS, riferite alla metà di febbraio, mostrano una discreta probabilità di valori negativi dell’indice AO e anche della NAO. Avevamo trattato le conseguenze in questo nostro articolo. Questo scenario suggerisce la possibilità di un abbassamento del getto polare. Ma questo non vuol dire automaticamente gelo e neve in Italia. Servono tanti tasselli prima che esso si verifichi.

 

Possibile riscaldamento stratosferico attorno a metà mese. È un eventualità da tenere in conto, ma ciò non toglie che sussistono ancora grosse incertezze sul fatto che il gelo possa effettivamente arrivare sul bacino del Mediterraneo. Seguiranno importanti aggiornamenti.

 

Lo stesso dicasi del vortice polare

Le famose mappe del vortice indicano una sua decisa debolezza, proprio a cominciare dai primi di febbraio e per buona parte del mese. Ma, sottolineiamo ancora il concetto che, nonostante certe cartine, la possibilità di avere un’ondata di gelo rimane comunque piuttosto bassa.

 

Qualora si verificasse effettivamente uno split del vortice polare sarebbe poi indispensabile valutare la disposizione dei blocchi anticiclonici e individuare le aree verso cui potrebbe scendere il nocciolo gelido.

 

Vortice polare piuttosto debole per almeno 4 settimane. Ciò però non toglie che le probabilità di gelo e neve in Italia vadano ovviamente confermate nei prossimi periodi.
Vortice polare piuttosto debole per almeno 4 settimane. Ciò però non toglie che le probabilità di gelo e neve in Italia vadano ovviamente confermate nei prossimi periodi.

 

Per concludere…

Come vi abbiamo appena spiegato, cari lettori, siamo di fronte a numerosi elementi che richiedono attente analisi. Tenendo sempre conto che gli indici meteo sono indicativi e potrebbero subire variazioni. È importante promuoverli a livello di cultura per capire se effettivamente la stagione invernale finirà in un modo o nell’altro. Ma non vanno presi come dei mantra assoluti. E soprattutto non ci si deve arrabbiare se, anche con tali indici, l’inverno non finisce nel modo in cui vorremmo.

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

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