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Ipotetica sala di controllo in una Guerra Nucleare.
Ipotetica sala di controllo in una Guerra Nucleare.

Tutto questo è avvenuto in men che non si dica, in una fase in cui molti Paesi al Mondo stavano abbattendo il disastro procurato dalla Pandemia di Covid-19 iniziato due anni fa.

 

Nel bel mezzo dell’assalto militare della Russia all’Ucraina, il 27 febbraio 2022, Putin ha ordinato ai servizi logistici nucleari della Russia di passare ad uno stato di allerta, pronto al combattimento. Una comunicazione che ha aggravato una situazione già pericolosa creata dalla decisione di invadere un’altra nazione sovrana.

 

Putin ha scelto la via della distruzione piuttosto che della diplomazia, ha lanciato un violento assalto militare che minaccia la sopravvivenza e libertà di milioni di civili nell’Ucraina, che rammentiamo è un Paese indipendente e democratico. Rammentiamo che il 1° dicembre 1991 si è avuto un referendum che ha stabilito l’autonomia definitiva dall’Unione delle Repubbliche Sovietiche (ex URSS).

 

Con tale decisione, Putin ha anche accentuato le tensioni tra la Russia e gli Stati membri dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO). Non solo, ha minacciato l’uso di bombe atomiche su 500 obiettivi di Paesi occidentali.

 

Un’escalation nei rapporti tra Paesi che ha aumentato il rischio di conflitti in altre parti del Continente europeo. Una decisione che ha fatto deragliare in pochi istanti ogni progresso svolto in decine di anni, in materia di non proliferazione nucleare e disarmo. Una condizione che forse metterà in discussione anche per il futuro il disarmo atomico, per rendere il Mondo un luogo più sicuro dove vivere.

 

L’ordine di Putin di mettere in allerta le forze nucleari russe non è stata comunque una sorpresa. L’intelligence aveva già notizie che ci sarebbero state minacce, che poi si sono compiute con una dichiarazione dove ha detto che qualsiasi nazione che cercherà di fermarlo nelle operazioni in Ucraina, diventerà un obiettivo di possibili attacchi nucleari.

 

La situazione ha quindi assunto una condizione dove il dialogo di usare armi nucleari a seguito della guerra in Ucraina è estremamente pericoloso. Per altro, anche ministri russi hanno annunciato questa ipotesi che a questo punto diventa un rischio elevatissimo.

 

In questa fase, pertanto, sarà essenziale che il presidente degli Stati Uniti Biden, assieme alla NATO, operino con estrema moderazione e soprattutto, non rispondano con medesime minacce. Viviamo una condizione molto pericolosa in questa crisi. Tutti leader mondiali, ma in particolare Putin, devono fare un passo indietro e non dare avvio a quello che sarebbe un baratro nucleare.

 

Putin ha indicato varie motivazioni, come la NATO che si sta gradualmente espandendo verso est, e pare anche la richiesta fatta da Kiev di costruire armi nucleari o di ottenerle dagli Stati Uniti. Però tutto questo pare che sia falso, in quanto l’Ucraina non aveva la possibilità di aderire alla NATO in tempi brevi né di avere l’atomica.

 

L’Ucraina non ha rappresentato il tipo di minaccia che Putin ha affermato. Putin, così scrivono numerosi giornali, ha letteralmente preso in giro ogni diplomazia avvenuta.

 

Leggiamo da giornali americani che a dicembre Mosca ha trasmesso agli Stati Uniti e alla NATO una proposta sulle garanzie di sicurezza, che includeva, tra l’altro, il divieto di consentire all’Ucraina di aderire alla NATO.

 

La proposta russa veniva considerata negoziabile, in un’ottica del nuovo trattato di riduzione delle armi strategiche sottoscritto anche dalla Russia nel 2010.

 

L’invasione dell’Ucraina, le parole di minaccia e disprezzo di Putin hanno reso impossibile, almeno per il momento, qualsiasi ulteriore progresso sul controllo degli armamenti e sulla riduzione del rischio di una guerra nucleare.

 

Attualmente, il regime di Putin sta subendo un durissimo isolamento internazionale, ma ciò non deve interrompere il dialogo, al fine di porre fine ad un massacro che rischia di scoppiarci addosso.

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