Mentre osservavo le proiezioni del ECMWF sono incappato in una mappa che va abbastanza avanti nel tempo, diciamo intorno al 10-12 dicembre, appena dopo l’Immacolata. Insomma, l’esplosione di aria artica rapidamente verso sud e di aria più mite proveniente dalle regioni africane andrebbe a favorire la formazione di una sorta di super uragano oceanico alle medie latitudini – non un uragano tropicale, per intenderci. Tuttavia, queste basse pressioni hanno una forza incredibile e possono procurare danni molto ingenti. Ricordo in passato che alcune di queste hanno attraversato addirittura terre emerse in Europa, procurando danni ingentissimi nell’Europa centrale. Ricordo l’uragano che si abbatte su Parigi, sull’Europa centrale come Germania, Francia; insomma, alcuni toccarono anche alcune aree dell’Italia settentrionale con tempeste sulle Alpi. Queste basse pressioni possono colpire soprattutto in dicembre.
Ebbene, il modello matematico americano (NOAA) intravede uno scenario del genere. Si tratta di una prospettiva, però, di una previsione, non di una certezza, ovviamente. Però, quando i modelli matematici individuano un evento atmosferico, significa che ci sarebbe la possibilità che si possa realizzare, non la certezza.
Non stiamo parlando di previsioni a 24 ore, in questo caso, e poi soprattutto sono sempre previsioni – in questo caso estreme – e quando si parla di previsioni estreme c’è sempre la possibilità che in parte vengano poi rimodellate o totalmente annullate se si tratta di un orizzonte a lungo termine. Però il fatto stesso che vengano previste, in questo caso, è molto interessante, perché significa che l’atmosfera è veramente molto dinamica, produttrice di eventi di meteo estremo.
E quindi dovremmo vigilare, osservare, attenderci la possibilità che si possa verificare un evento meteo ben più violento rispetto alla media. Negli ultimi anni ci siamo abituati ad avere fenomeni di meteo estremo, lo sanno un po’ tutti: ogni volta che c’è maltempo vengono diffuse allerte meteo da parte di enti ufficiali – questo in Italia, ma anche un po’ in tutto il mondo. Il meteo estremo si sa che è cresciuto rispetto al passato come frequenza, in alcuni casi anche come intensità. Infatti, ci sono centri meteo che stanno approfondendo seriamente la cosa con sistemi previsionali ad hoc, quindi con modelli matematici che, a breve termine, fanno previsioni molto precise e affidabili per conoscere le aree che poi saranno colpite dall’estremo del tempo atmosferico.
Insomma, noi non saremmo colpiti da questo uragano che viene dall’Oceano Atlantico: la bassa pressione, secondo il modello matematico, si porterà poi sulle Isole Britanniche. L’Italia sarà interessata dal fiume oceanico, con numerose perturbazioni e un clima che tende a essere praticamente invernale. Questo porterà a temperature basse, ad esempio soprattutto sul Nord Italia, dove comincerà a nevicare anche sotto i mille metri di quota e in Pianura Padana. Le temperature massime si attesteranno sui 5-6°C e di notte intorno ai 3°C, con un tempo piovoso: insomma, condizioni meteo veramente pessime, posso dire, soprattutto per chi deve sostare in queste zone, con tra l’altro un tasso di umidità costantemente molto alto, probabilmente per giornate intere attorno al 100%.
Altrove le condizioni meteorologiche saranno molto più dinamiche: ci saranno schiarite, piogge, temporali, rovesci, grandinate e tanto vento, moltissimo vento. Questo rende il tempo sicuramente molto dinamico e, tutto sommato, un po’ affascinante sotto certi aspetti, molto più probabilmente della staticità, dell’umidità e del freddo padano. Tuttavia, questa situazione atmosferica porterà tanta neve sulle Alpi, in specie nelle stazioni sciistiche, e questo è positivo, molto positivo, soprattutto per Natale e Capodanno, periodo clou, estremamente frequentato da quelle stazioni sciistiche dagli appassionati. E di neve quest’anno ce ne potrebbe essere tanta – non a bassissima quota – e non aspettatevi, al momento, anche se siamo veramente distanti dalla previsione, la neve nei paesi. Ecco: attorno a 1000 metri di quota, grande neve; sostanzialmente tra 1000 e 1300 metri, la neve cadrà a quote superiori, per ora.
Più avanti vedremo, perché il raffreddamento ci sarà e sarà probabilmente addirittura verso Natale. Ora non possiamo spingerci oltre con l’ausilio di questi modelli matematici e abbiamo visto e consultato altri che ci dicono che avremo un abbassamento della temperatura proprio per Natale, con condizioni meteorologiche probabilmente variabili.
Quindi, laddove ci sarà la neve – soprattutto sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale – probabilmente le stazioni sciistiche funzioneranno molto bene e chi si troverà altrove vivrà il clima invernale tipicamente natalizio italiano. Sempre che non vi siano novità da parte di correnti che al momento non possiamo prevedere con certezza, ma il rischio che si possano concretizzare non è escluso. Per ora, insomma, voglio dire, tra Natale e Capodanno e l’Epifania il freddo stavolta potrebbe portare sorprese bianche anche in pianura, in attesa – anche perché appena ieri sembrava estate.
ECMWF – NOAA – WMO – Met Office