Vari esperti sostengono che l’attuale riscaldamento della stratosfera proseguirà ancora e che un ulteriore, improvviso e violento Stratwarming si potrebbe verificare appena dopo l’Immacolata. Questo avrebbe effetti sulla stratosfera molto maggiori rispetto all’evento che si è verificato e che si sta verificando. Ricordo che attualmente c’è stata un’inversione delle correnti in alta quota – parliamo di 60° di latitudine nord e a 10 hPa – per un periodo inferiore a 24 ore. Questo fenomeno non ha avuto ripercussioni sulla troposfera, cioè quella parte dell’atmosfera dove si verificano i fenomeni atmosferici.
Eppure si sta verificando una situazione di ondata di gelo nuovamente sul Nord America, ma queste sono normali fluttuazioni del jet stream che laggiù, con le correnti da nord-ovest, trasportano il grande freddo proveniente dal Canada. Da noi, le stesse correnti da nord-ovest arriverebbero dall’Islanda, attraversando l’Oceano Atlantico mitigato dalla Corrente del Golfo, poi le Isole Britanniche – che di certo non sono gelate – quindi la Francia e infine in Italia. Le medesime correnti provenienti dalle stesse latitudini, dunque, qui non causerebbero grande gelo come succede nel Nord America: abbiamo una geografia assolutamente diversa.
Da noi, per avere grande freddo, l’abbiamo detto più volte, servono altre correnti: magari un’irruzione di aria fredda di origine artico-polare, oppure addirittura un’inversione delle correnti zonali dovuta a un riscaldamento fortissimo della stratosfera che va a influenzare la troposfera – dove si verificano i fenomeni atmosferici – e che a sua volta inverte il flusso da ovest verso est, traghettando il grande freddo della Siberia verso l’Europa. Quest’ultimo evento meteo è molto più raro rispetto ad altri che si possono verificare: infatti, quando arrivano ondate di gelo provenienti dalla Siberia si registrano temperature molto basse e si tratta di episodi che vengono ricordati per l’intensità del freddo.
Pensate che durante il periodo della Piccola Era Glaciale questi fenomeni avevano anche una durata molto ampia ed erano frequenti, più o meno tutti gli anni. Non abbiamo la possibilità di conoscere le cause per cui avvenivano a quei tempi; tuttavia, c’è da dire che fino ai primi dell’Ottocento o attorno al 1850 esistono fotografie disponibili su internet che mostrano, ad esempio, il Tamigi gelato oppure anche la Senna a Parigi. Non c’è però necessità di andare così lontano nel tempo per vedere fiumi gelati in Europa: gelarono anche nel 2017 fiumi dell’Europa centrale, e addirittura il Danubio ghiacciò a causa di un’ondata di gelo proveniente dalla Siberia che interessò anche l’Italia. Non tutto il nostro Paese ne fu coinvolto nella medesima misura: nel 2017 il grande gelo interessò soprattutto il settore adriatico, con tempeste di neve; comunque si ebbe un abbassamento della temperatura notevolissimo in Italia, con valori che toccarono persino picchi record in alcune località, anche senza nevicate.
Ebbene, come avevo detto prima, si prospetta un nuovo riscaldamento della stratosfera e potrebbe essere – ma nessuno è in grado di prevederlo – molto violento, tale da dare luogo a una situazione ideale per un’intrusione di aria fredda proveniente dalla Siberia. Effettivamente, raccontare continuamente la possibilità che questo succeda è a volte snervante anche per noi, ma si tratta di eventualità che possono capitare durante la stagione invernale, soprattutto quando in stratosfera osserviamo condizioni come quelle attuali, che possono evolvere. Tenete conto che ci troviamo in una fase stagionale ancora precoce per questi eventi e che, se già sono accaduti in Novembre, tra Dicembre e soprattutto Gennaio e Febbraio possono verificarsi con maggior irruenza. Ecco perché si attende la possibilità che questo succeda e che dia luogo a un’irruzione di aria fredda dalla Siberia, quest’anno più probabile di altri anni.
La prima data potenzialmente possibile è addirittura il periodo natalizio, cosa che potrebbe portare, in alcune località, un bianco Natale. Ma sapete, il Natale nevoso in Italia è un evento rarissimo – la storia ce lo insegna – tuttavia potrebbe succedere, ora forse più che mai. In epoca di cambiamenti climatici, il meteo estremo potrebbe proporci anche questa situazione, che sotto certi aspetti è perfetta per chi sogna a occhi aperti.
Credit
ECMWF – NOAA – Copernicus Climate Change Service