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      Meteo, le nuove Ondate di Freddo

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 17/06/2025
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      14 Min Lettura
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      Sembra un controsenso, ma durante questa fase climatica caratterizzata dal riscaldamento globale, non diffusamente, si possono verificare ondate di freddo intense, improvvise, di eccezionale intensitร , anche di lunga durata o ripetute nel tempo. Questo fenomeno apparentemente paradossale rappresenta una delle manifestazioni piรน controintuitive del cambiamento climatico, ma รจ scientificamente ben documentato e comprensibile attraverso i meccanismi di disturbo del vortice polare.

       

      L’evento storico di New Orleans: quando i tropici incontrano l’Artico

      Qualcosa di simile รจ avvenuto negli Stati Uniti centro-orientali nell’inverno 2024-2025, culminando nella grande tempesta di neve nel nord della Florida, nel Texas, fino alle coste del Golfo del Messico. A New Orleans, cittร  dal clima decisamente non rigido, si รจ verificato un evento meteorologico senza precedenti. New Orleans ha un clima subtropicale umido caratterizzato da estati lunghe, calde e oppressive, mentre gli inverni sono brevi, freschi e ventosi, con temperature che tipicamente variano dai 14ยฐC ai 33ยฐC durante l’anno e raramente scendono sotto i 2ยฐC.

       

      La neve รจ estremamente rara a New Orleans: la Louisiana riceve in media solo 0,2 pollici (5,1 mm) di neve all’anno, una cifra bassa rivale solo con Florida e Hawaii. Secondo i dati storici, eventi nevosi significativi si verificano circa ogni 10 anni, ma quello del gennaio 2025 ha stabilito record assoluti.

      Da queste parti la neve รจ alquanto rara, si รจ parlato di tempi di ritorno di 100 anni. Infatti, il 21 gennaio 2025, New Orleans ha registrato 10 pollici di neve, eguagliando il record stabilito il 15 febbraio 1895 ad Audubon Park. Ebbene, la cittร  non solo รจ stata interessata da una nevicata, ma da un vero blizzard con neve e vento che sono giunti con temperature glaciali, ben -7ยฐC. Baton Rouge ha toccato i -14ยฐC, la temperatura piรน fredda mai registrata dall’aeroporto dal 1930, mentre Lafayette ha raggiunto i -16ยฐC, un record dal 1893.

       

      L’evento di New Orleans nel contesto climatico globale

      Immaginate un evento simile in una cittร  italiana dal clima invernale non mite come quello di New Orleans. Per esempio, Napoli, Palermo. Direi che nell’attuale contesto climatico sia impossibile osservare una nevicata con -7ยฐC in queste cittร  italiane, principalmente per le differenze geografiche e climatiche: l’Italia รจ circondata dal Mar Mediterraneo che ha un effetto mitigatore, mentre in America questo puรฒ succedere perchรฉ il vento gelido che viene dal Canada non viene mitigato da superfici marine. Le ampie pianure nordamericane permettono all’aria artica di mantenere le sue caratteristiche estreme, e gli ampi territori che il vento freddo ha percorso erano ricoperti di neve e avevano subito giร  diverse ondate di gelo.

       

      Il Vortice Polare: quando l’Artico “perde il controllo”

      Insomma, รจ avvenuto un evento meteo storico in piena fase di riscaldamento globale. La spiegazione scientifica risiede nel comportamento del vortice polare, un sistema di bassa pressione che si forma nella stratosfera a circa 50 km sopra l’Artico. Ricerche pubblicate su Geophysical Research Letters hanno dimostrato che il 65% degli eventi di vortice polare debole sono preceduti da riscaldamento degli oceani ad alta latitudine, in particolare nel Pacifico settentrionale e nei mari di Barents-Kara.

      Il meccanismo รจ controintuitivo ma scientificamente solido: il riscaldamento degli oceani ad alta latitudine causa modifiche su larga scala del flusso troposferico che favorisce un rallentamento del vortice stratosferico. Quando il vortice polare si indebolisce o si sposta, l’aria fredda artica che normalmente rimane confinata attorno al Polo Nord puรฒ “fuoriuscire” e raggiungere latitudini molto piรน meridionali.

      Studi pubblicati su Nature Communications hanno confermato il collegamento dinamico tra la perdita di ghiaccio marino artico e gli inverni freddi nelle regioni extra-polari attraverso la stratosfera polare. La diminuzione della copertura di ghiaccio marino durante i primi mesi invernali (novembre-dicembre), specialmente sui mari di Barents-Kara, aumenta la propagazione verso l’alto di onde planetarie, indebolendo successivamente il vortice polare stratosferico a metร  inverno.

       

      Altri casi eclatanti di freddo estremo globale

      Altro caso eclatante: il ghiaccio marino nella Patagonia durante l’inverno australe 2023-2024. L’Antartide ha registrato estensioni di ghiaccio marino record negative: il 19 settembre 2024, l’estensione del ghiaccio marino antartico ha raggiunto probabilmente il suo massimo invernale con 17,16 milioni di chilometri quadrati, il secondo piรน basso mai registrato, solo leggermente superiore al record estremo stabilito nel 2023.

      Paradossalmente, questi record di ghiaccio marino antartico bassissimo si sono verificati in concomitanza con eventi di freddo estremo in altre regioni dell’emisfero australe. L’area di ghiaccio marino era 2,2 milioni di chilometri quadrati sotto la media del record satellitare, una perdita quasi 12 volte la dimensione dello stato di Washington.

      E qui perรฒ c’entra il discorso delle precipitazioni divenute irregolari e piรน intense: le grandi recenti nevicate sui rilievi del Sud Africa. Nel settembre 2024, il Sud Africa ha sperimentato un evento nevoso senza precedenti: il 21 settembre 2024, nevicate insolitamente intense hanno colpito parti dell’Africa meridionale, con alcune aree in Lesotho e Sud Africa che hanno ricevuto fino a due metri di neve. Questo evento รจ stato definito straordinario per la sua intensitร  geografica e la profonditร  della neve, particolarmente inusuale per questo periodo dell’anno.

      La tempesta di neve eccezionale ha colpito il Sud Africa tra il 20 e il 21 settembre 2024, causando caos storico sulle strade e numerosi tamponamenti, con accumuli di neve che hanno raggiunto fino a due metri di altezza sopra i 1.700 metri. Le immagini di leoni, giraffe e zebre che si trovavano in mezzo a paesaggi innevati hanno fatto il giro del mondo, evidenziando la natura estrema dell’evento meteorologico.

      Ma anche quelli della Nuova Zelanda: il 2024 รจ stato il terzo inverno piรน caldo mai registrato in Nuova Zelanda, ma paradossalmente ha anche visto temperature estreme con il punto piรน freddo registrato a -11,8ยฐC al Lago Tekapo il 3 agosto. L’inverno 2024 ha presentato caratteristiche contrastanti, con periodi di caldo eccezionale alternati a episodi di freddo intenso, riflettendo l’instabilitร  crescente dei pattern meteorologici.

       

      La scienza che spiega il paradosso: Artico caldo = inverni freddi

      Di freddo nel contesto mondiale ne succede parecchio, ma prevale il caldo. Questo va rammentato, e soprattutto il freddo cosรฌ estremo รจ dovuto proprio al riscaldamento globale. Cosa difficile da comprendere, ma numerose pubblicazioni scientifiche lo dimostrano.

      Il NOAA Climate.gov spiega che il riscaldamento dell’Artico tre-quattro volte piรน veloce della media globale sta alterando i pattern tradizionali delle correnti a getto. Quando la corrente a getto รจ debole, tende ad avere una forma ondulata che puรฒ portare condizioni di alta pressione nel Nordovest e condizioni di bassa pressione nel Nordest.

      Una ricerca pubblicata su Yale Climate Connections evidenzia che, mentre c’รจ ancora dibattito scientifico sui meccanismi specifici, l’evidenza osservazionale supporta crescentemente il collegamento tra riscaldamento artico e eventi di freddo estremo alle medie latitudini.

      Studi su Wikipedia documentano che dal 2016 al 2024, il riscaldamento nel Circolo Polare Artico รจ stato quasi quattro volte piรน veloce della media globale, e alcuni hotspot nella regione del Mare di Barents si sono riscaldati fino a sette volte piรน velocemente della media globale.

       

      I centri di ricerca climatologica internazionali e la previsione degli estremi

      L’Environmental and Societal Impacts Institute (EESI) documenta che una regione specifica dell’Oceano Artico a nord della Scandinavia sta sperimentando un riscaldamento forte e prolungato, esattamente sotto il vortice polare, e questo riscaldamento porta a piรน disturbi del vortice polare, che dovrebbero causare piรน episodi meteorologici invernali inusuali nell’Emisfero Settentrionale.

      Il Centro Nacional de Supercomputaciรณn (BSC) in Spagna e l’Alfred Wegener Institute in Germania stanno collaborando per sviluppare modelli previsionali che incorporano le complesse interazioni tra riscaldamento artico, perdita di ghiaccio marino e instabilitร  del vortice polare. Questi centri utilizzano supercomputer per simulare scenari climatici che potrebbero sembrare paradossali ma sono fisicamente coerenti.

      Il Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) ha sviluppato la teoria della “Quasi-Resonant Amplification” che spiega come il riscaldamento differenziale tra Artico e medie latitudini possa creare onde stazionarie nell’atmosfera, portando a eventi meteorologici persistenti ed estremi, sia caldi che freddi.

       

      Le prospettive future: verso inverni piรน volatili

      La ricerca climatologica suggerisce che il futuro potrebbe portare inverni sempre piรน “volatili” piuttosto che semplicemente piรน caldi. Studi pubblicati su Geophysical Research Letters mostrano che il vortice polare continuerร  probabilmente a spostarsi verso l’Eurasia a causa del riscaldamento del Pacifico tropicale, avendo una struttura asimmetrica tra Nord America ed Eurasia.

      Questo significa che potremmo vedere piรน frequentemente episodi di freddo estremo alternati a periodi di caldo anomalo, creando una “meteorologia del caos” che sfida le nostre concezioni tradizionali del clima temperato. L’adattamento a questa nuova realtร  richiederร  sistemi di previsione piรน sofisticati e infrastrutture capaci di gestire escursioni termiche estreme.

       

      Dovremo abituarci a questa variabilitร 

      Gli eventi di freddo estremo in aree non preparate hanno conseguenze devastanti. L’evento di New Orleans ha dimostrato come cittร  con clima subtropicale non siano equipaggiate per gestire condizioni artiche, con blackout estesi, interruzioni del trasporto e rischi per la salute pubblica.

      Il costo economico di questi eventi รจ enorme: negli Stati Uniti, il settore energetico รจ particolarmente vulnerabile alle temperature estreme, con le centrali a gas naturale che risultano piรน vulnerabili alle basse temperature rispetto ad altri tipi di generazione energetica. Durante gli eventi di freddo estremo, spesso la produzione di energia di picco, mantenuta principalmente dal gas naturale, viene limitata dalle basse temperature.

       

      Il messaggio climatico: complessitร  oltre la semplificazione

      Il paradosso del freddo estremo durante il riscaldamento globale illustra la complessitร  del sistema climatico terrestre. Non si tratta semplicemente di “tutto diventa piรน caldo”, ma piuttosto di un sistema sempre piรน instabile e imprevedibile dove gli estremi in entrambe le direzioni diventano piรน comuni e piรน intensi.

      La ricerca scientifica internazionale sta convergendo verso una comprensione piรน sofisticata: il riscaldamento globale non elimina il freddo, ma lo rende piรน volatile, piรน intenso quando si manifesta, e piรน difficile da prevedere. Questo richiede strategie di adattamento che considerino non solo il caldo crescente, ma anche la possibilitร  crescente di eventi di freddo estremo e improvviso.

       

      La nuova normalitร  climatica

      Il freddo estremo nell’era del riscaldamento globale non รจ un’anomalia o una contraddizione, ma una conseguenza diretta dei cambiamenti che stiamo inducendo nel sistema climatico planetario. Gli eventi come quello di New Orleans, le nevicate eccezionali in Sud Africa, e gli estremi polari rappresentano la nuova normalitร  di un clima in rapido cambiamento.

      La comprensione di questi meccanismi รจ cruciale per sviluppare sistemi di early warning efficaci, progettare infrastrutture resilienti e preparare le societร  ad affrontare una gamma piรน ampia di estremi climatici. La scienza del clima ci insegna che il futuro sarร  caratterizzato non solo da temperature medie piรน elevate, ma da una variabilitร  climatica senza precedenti che richiederร  adattamento, preparazione e resilienza su scale temporali e geografiche mai sperimentate prima nella storia umana.

      Il paradosso del freddo estremo nel riscaldamento globale รจ, in definitiva, una lezione di umiltร : il sistema climatico terrestre รจ piรน complesso, piรน interconnesso e piรน sensibile alle perturbazioni umane di quanto avessimo immaginato. Ogni evento estremo, sia esso di caldo torrido o freddo glaciale, รจ un promemoria che stiamo vivendo in un’epoca di cambiamenti climatici accelerati che richiede azione immediata, coordinata e scientificamente informata.

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