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L’Anticiclone Africano, che negli ultimi giorni ha determinato un meteo tipicamente estivo su buona parte dell’Italia, si sta lentamente indebolendo. Questo arretramento, di fatto, apre la strada a un cambiamento significativo delle condizioni del tempo, con l’arrivo di correnti nettamente più fresche e instabili dal Nord Europa. Tale scontro tra masse d’aria dalle caratteristiche così diverse darà origine, già nei prossimi giorni, a fenomeni localmente intensi, con un rischio di grandine di medie dimensioni, nubifragi e raffiche di vento improvvise.

 

Le temperature hanno raggiunto valori tipici di Giugno, creando le premesse ideali per un violento ribaltamento dello scenario atmosferico. Nei giorni che tra poco vi diremo, queste condizioni estreme troveranno ulteriore linfa nella presenza di aria fresca in arrivo da latitudini settentrionali, dando origine a un periodo altamente perturbato per molte regioni della nostra Penisola.

 

Un inizio di settimana tra instabilità e fenomeni estremi

Nel corso della settimana compresa tra Lunedì 5 e Mercoledì 7 Maggio, la situazione sinottica sul bacino del Mediterraneo vedrà l’interazione di due figure opposte: l’Anticiclone, ancora presente sul Sud Italia, e un flusso di correnti più fresche in arrivo dal settentrione europeo. Tale configurazione porrà il Centro-Nord nella cosiddetta “zona di convergenza”, ovvero un’area in cui le condizioni atmosferiche sono favorevoli alla nascita di fenomeni severi.

 

Proprio in questa zona tra l’aria calda stagnante e l’irruzione fresca da nord, si prevede la formazione di temporali a forte sviluppo verticale, capaci di scaricare ingenti quantità di pioggia in tempi brevissimi. In tali condizioni, sarà elevato il rischio di allagamenti improvvisi, smottamenti e caduta di grandine, tutti fenomeni praticamente impossibili da prevedere giorni prima, ma almeno sappiate che sussiste il rischio.

 

I modelli previsionali indicano che la fascia maggiormente coinvolta da questo peggioramento sarà quella che comprende Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli, Toscana e Umbria, con estensione graduale anche verso alcune zone del Sud, soprattutto interne.

 

Evaporazione marina e energia latente

Una delle cause primarie dell’intensificazione dei fenomeni temporaleschi è il progressivo riscaldamento dei mari, particolarmente anomalo per il periodo. Le temperature della superficie marina nel Mar Tirreno e nel Mar Ligure hanno già raggiunto valori vicini ai 20°C, fornendo così una notevole quantità di umidità atmosferica. Tale vapore acqueo viene catturato dalle masse d’aria ascendenti, le quali, incontrando in quota aria più fredda, innescano la formazione di imponenti cumulonembi.

 

Il mese di Maggio si annuncia turbolento

Le proiezioni meteo per il mese di Maggio delineano un quadro a dir poco ingarbugliato: parliamo di sbalzi repentini tra giornate calde, simili a quelle tipiche di Giugno e Luglio, e irruzioni instabili, capaci di generare vere e proprie ondate di maltempo, con tracolli termici. Saranno settimane dominate da continui cambiamenti, che metteranno a dura prova anche i settori agricoli e i sistemi di drenaggio urbano.

 

Nel Nord Italia, dove il suolo è già saturo a causa delle recenti precipitazioni, il rischio di nuove piogge torrenziali potrebbe tradursi in piene improvvise di corsi d’acqua minori e frane nelle aree collinari e montuose. Più a sud, specialmente nelle regioni del Medio Adriatico e nelle zone interne appenniniche, la presenza di aria umida e calda potrà favorire la nascita di supercelle temporalesche, fenomeni particolarmente intensi e difficilmente prevedibili nel dettaglio.

 

Lo zampino del Global Warming

Non è possibile comprendere appieno questi cambiamenti senza fare riferimento al riscaldamento globale. L’intensificarsi degli episodi di caldo fuori stagione e dei fenomeni estremi, come i temporali violenti, sono strettamente collegati all’aumento della temperatura media globale. Gli effetti sulla circolazione atmosferica a larga scala sono evidenti: Anticicloni più duraturi, correnti a getto disturbate, precipitazioni più localizzate ma intense. Una vera e propria escalation.

 

Seconda settimana di Maggio

Nella seconda parte del mese, le attuali simulazioni meteo suggeriscono un possibile ulteriore affondo delle correnti atlantiche. Tali infiltrazioni, se confermate, potrebbero interessare nuovamente il Centro-Nord, con piogge anche persistenti. In questa fase, l’Anticiclone africano potrebbe temporaneamente ritirarsi verso il Nord Africa, lasciando spazio a una maggiore variabilità atmosferica.

 

Nel Sud Italia, invece, il clima potrebbe restare più asciutto e caldo, con temperature che si manterranno su valori superiori alla media stagionale, specie nelle regioni ioniche e in Sicilia. Ma attenzione: non sarà stabilità totale, di fatti anche qui non mancheranno episodi di instabilità, in particolare nelle ore pomeridiane, con sviluppo di cumulonembi termoconvettivi.

 

Possibili scenari per fine Maggio

L’ultima parte del mese potrebbe riservare nuove sorprese. Alcuni modelli a lungo termine ipotizzano un ritorno deciso dell’Alta Pressione subtropicale, in grado di riportare temperature estive su buona parte della Penisola. In tal caso, assisteremmo a una nuova fase calda precoce, con valori oltre i 30°C in pianura padana e nelle vallate interne del Centro-Sud.

 

Queste ondate di calore, se accompagnate da elevata umidità, potrebbero nuovamente predisporre l’atmosfera allo sviluppo di temporali violenti, con effetti distruttivi. Il rischio di danni da grandine si manterrebbe concreto, ma risulta impossibile esporre ulteriori dettagli. Seguite i nostri aggiornamenti meteo!

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