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Uno studio recente ha evidenziato l’importanza del mantenimento di vasi sanguigni sani per la salute cerebrale, sottolineando il ruolo cruciale che questi giocano nel contrastare malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. La ricerca, condotta da un team dell’Università di Penn State e pubblicata su Nature Communications, si è concentrata sullo studio delle regioni del cervello del topo, particolarmente suscettibili alla degenerazione vascolare.

 

Utilizzando tecniche di imaging avanzate, i ricercatori hanno creato mappe dettagliate che mostrano come le cellule vascolari e le strutture come i vasi sanguigni cambiano con l’invecchiamento. Hanno identificato aree vulnerabili al deterioramento, dove la degradazione dei vasi porta a una riduzione dell’apporto energetico ai neuroni, causando malfunzionamenti o morte cellulare. Questo processo può sfociare in una condizione nota come demenza vascolare, seconda causa principale di deficit cognitivo negli anziani.

 

Il professor Yongsoo Kim, autore senior dello studio e professore associato di scienze neurali e comportamentali presso il College of Medicine della Penn State University, ha enfatizzato la necessità di comprendere queste modifiche prima che avvengano catastrofi maggiori. L’intento è quello di fornire segnali precoci delle malattie neurodegenerative per guidare diagnosi più tempestive e sviluppare strategie per rallentare i cambiamenti legati all’invecchiamento cognitivo.

 

L’invecchiamento è considerato uno dei fattori primari nelle malattie neurodegenerative. Tuttavia, secondo Kim, manca una comprensione adeguata su come l’invecchiamento normale modifichi il cervello umano e in particolare la sua rete vascolare.

 

I ricercatori hanno utilizzato due tecniche avanzate: la tomografia a due fotoni seriali — che crea serie di immagini 2D sovrapposte — e la microscopia a foglio luminoso — che visualizza campioni 3D integri permettendo visualizzazioni ad alta risoluzione dell’intero cervello a livello cellulare singolo. Queste tecniche hanno permesso loro di osservare le modificazioni della vascolatura nei topi giovani ed anziani attraverso tutto il cervello.

 

Le immagini ottenute dimostrano che i cambiamenti nella rete vascolare non sono uniformemente distribuiti nel cervello ma si concentrano principalmente nella base del prosencefalo, negli strati corticali profondi e nella rete ippocampale; regioni cruciali per attenzione, sonno, elaborazione della memoria ed altre funzioni cognitive.

 

Con l’avanzamento dell’età si verifica una diminuzione circa del 10% nella lunghezza dei vasi sanguigni e nella densità dei rami capillari; ciò indica una rete meno estesa disponibile per distribuire sangue al tessuto cerebrale. Inoltre gli studii hanno rivelato un aumento nell’entortigliarsi delle arterie nei cervelli più vecchi rispetto a quelli giovani – fenomeno che può ostacolare il flusso sanguigno soprattutto nelle zone distanti dalle arterie principali.

 

Queste scoperte aprono nuove direzioni future nello studio delle malattie neurodegenerative: comprendere meglio come le alterazioni indotte dall’Alzheimer influenzino sia la salute vascolare sia quella neuronale potrebbe portarci verso lo sviluppo efficace di trattamenti mirati contro tali disturbi.

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