Il FIT, che prevede la raccolta di un campione di feci a casa e la successiva analisi in laboratorio, si è rivelato particolarmente efficace anche nella riduzione del rischio di tumori situati nella parte sinistra del colon, inclusi i tumori rettali, con una diminuzione del rischio del 42%. L’analisi ha incluso pazienti di età compresa tra i 52 e gli 85 anni, provenienti da diversi centri medici nel periodo tra il 2002 e il 2017.
Il dottor Chyke Doubeni, autore principale dello studio e direttore dell’equità al Wexner Medical Center, ha sottolineato l’importanza di rendere gli screening più accessibili, specialmente attraverso metodi non invasivi come il FIT. Ha inoltre evidenziato come alcune persone possano evitare la colonscopia a causa di paura o imbarazzo, portando a diagnosi in stadi più avanzati e meno trattabili della malattia.
Il Wexner Medical Center e l’OSUCCC – James hanno avviato un programma pilota per fornire test di screening del cancro colorettale a casa, ora disponibili anche nelle cliniche di assistenza primaria. Questo rappresenta un primo passo verso una più ampia implementazione per aumentare la partecipazione allo screening.
In conclusione, lo studio conferma che lo screening regolare e annuale tramite FIT può ridurre significativamente il rischio di morte per cancro colorettale e sottolinea l’efficacia di questa metodologia come strumento di prevenzione accessibile e non invasivo, con potenziali benefici ancora maggiori se utilizzato regolarmente.