Gli scienziati hanno quindi ipotizzato quale tipo di segnale potrebbe essere inviato da una civiltà più avanzata e il livello tecnologico necessario per farlo. Negli anni ’60, si pensava di concentrarsi su una frequenza ben nota, 1,42 GHz, legata all’emissione di radiazione dell’idrogeno neutro nello spazio interstellare, ipotizzando che una civiltà intelligente potrebbe utilizzare questa frequenza per massimizzare le possibilità di rilevamento. Con l’avanzamento tecnologico, la ricerca radio SETI si è espansa in tutte le direzioni di misurazione.
L’astronomo sovietico Nikolai Kardashev nel 1963 propose una scala per classificare le civiltà ipotetiche basata sulla quantità di energia che sono in grado di sfruttare. Le civiltà di Tipo I utilizzano tutta l’energia disponibile sul loro pianeta, le civiltà di Tipo II sfruttano l’energia della loro stella, ad esempio costruendo una Sfera di Dyson, e le civiltà di Tipo III sono capaci di utilizzare l’energia di un’intera galassia.
Sebbene la produzione energetica delle civiltà di Tipo II e III sia estremamente elevata, Kardashev stimò che l’umanità potrebbe raggiungere questi livelli rispettivamente in 3.200 e 5.800 anni, basandosi su un incremento annuo della produzione energetica del 1%. Una scala estesa proposta nel 2020 introduce il concetto di civiltà di Tipo IV, capaci di sfruttare l’energia dell’intero universo osservabile. Attualmente, si stima che l’umanità sia una civiltà di Tipo 0.72.
La rilevazione di civiltà di Tipo I è improbabile a causa della loro limitata produzione energetica. Tuttavia, i segnali inviati dalle civiltà di Tipo II e III potrebbero essere rilevati da civiltà di Tipo I con telescopi radio non molto più avanzati dei nostri. La scala di Kardashev fornisce quindi un’indicazione su quali tipi di civiltà potrebbero inviare segnali rilevabili e ci offre spunti su altri elementi da cercare, come le megastrutture per l’accumulo di energia.
Esplorare le capacità di una specie aliena avanzata potrebbe anche illuminarci sulle potenziali future direzioni dell’umanità. Se non troviamo segni di civiltà di Tipo III capaci di sfruttare l’energia su scala galattica, potrebbe indicare che esistono barriere che impediscono alle specie intelligenti di raggiungere tali livelli.