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Una nuova classe di antibiotici, denominata macroloni, sta emergendo come una soluzione promettente al crescente problema della resistenza antimicrobica. Questi farmaci mirano contemporaneamente a due processi vitali dei batteri, rendendo estremamente difficile per questi ultimi sviluppare resistenza. I macroloni combinano le proprietà di due tipi di antibiotici ben noti: i macrolidi e i fluorochinoloni.

 

I macrolidi, come l’eritromicina, sono comunemente prescritti per trattare infezioni del torace e alcune infezioni sessualmente trasmissibili, bloccando la capacità dei batteri di produrre proteine essenziali attraverso l’inibizione del ribosoma. I fluorochinoloni, come il ciprofloxacino, sono antibiotici ad ampio spettro utilizzati spesso quando altri farmaci non hanno avuto successo. Questi agiscono su un enzima batterico chiamato DNA girasi, impedendo al DNA di raggiungere la corretta struttura.

 

Il team di ricerca dell’Università dell’Illinois a Chicago e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino ha sintetizzato una serie di macroloni e ha studiato i loro effetti sui batteri. Tra i vari composti testati, uno in particolare si è distinto: alla sua dose minima efficace, colpisce entrambi i processi cellulari in modo equilibrato.

 

La doppia azione dei macroloni complica significativamente la capacità dei batteri di sviluppare meccanismi di difesa genetica semplici, rendendo la probabilità di sviluppare resistenza 100 milioni di volte più difficile. Questo rappresenta un enorme passo avanti nella lotta contro i cosiddetti “superbatteri” resistenti, che minacciano di riportarci a un’epoca in cui anche le infezioni minori possono essere letali.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che la resistenza antimicrobica sia stata direttamente responsabile di circa 1,27 milioni di morti a livello globale nel 2019, e il problema è in crescita. Di fronte a questa minaccia crescente, lo sviluppo di farmaci come i macroloni offre una delle migliori speranze per contrastare quello che è stato descritto come un “apocalisse antibiotica”.

 

I ricercatori, tra cui Yury Polikanov, Nora Vázquez-Laslop e Alexander Mankin dell’Università dell’Illinois a Chicago, hanno sottolineato l’importanza di ottimizzare ulteriormente questi composti per colpire efficacemente entrambi i bersagli batterici. Il loro lavoro, pubblicato sulla rivista Nature Chemical Biology, fornisce indicazioni cruciali per i chimici su come procedere nello sviluppo di questi potenti agenti antimicrobici.

 

In sintesi, i macroloni rappresentano un’avanzata significativa nella ricerca di soluzioni efficaci contro la resistenza ai farmaci, offrendo una strategia innovativa e potenzialmente rivoluzionaria per salvaguardare la salute umana dalle minacce dei patogeni resistenti.

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