Sovente si parla di grande caldo per la prossima estate come viene confutato dai maggiori modelli matematici, che prevedono una stagione estiva sull’Italia con circa 2 °C sopra la media di riferimento. Tuttavia, ben sappiamo che il rischio è che l’anomalia possa essere molto superiore come avvenuto negli ultimi anni.
L’imprevedibilità climatica e, in quindi del tempo atmosferico ci porta a fare delle riflessioni che in questo articolo cercheremo di sintetizzare. Abbiamo osservato un mese di maggio eccezionalmente piovoso nelle regioni settentrionali, con picchi estremi di precipitazioni, in particolare nel settore nord-occidentale. In queste zone, la primavera 2024 si chiuderà come una delle più piovose degli ultimi decenni, forse addirittura record da quando si registrano le precipitazioni.
Nel frattempo, non piove nel Sud Italia, in Sicilia e gran parte della Sardegna, che sono afflitte da una gravissima siccità. Soprattutto tra Sardegna e Sicilia c’è emergenza idrica, con gravi restrizioni nella distribuzione dell’acqua.
Per quanto riguarda le piogge abbondanti del Nord Italia, è previsto che possa continuare a piovere anche nelle prossime due settimane, secondo quanto indicato dai modelli matematici di previsione. Tutto questo è l’opposto rispetto alle estati 2023 e 2022, afflitte dalla siccità e da precoci onde di calore che accentuarono la siccità per effetto dell’evaporazione.
Ma tutto può succedere: i modelli matematici potrebbero anche non rilevare determinate anomalie meteorologiche. A questo punto, vi parliamo della possibilità che, durante il mese di giugno, forse anche luglio, possa prevalere un flusso di correnti oceaniche sul Nord Italia, che potrebbe marginalmente interessare anche gran parte del resto del Paese.
Nell’estate del 2014 le regioni settentrionali furono interessate da precipitazioni abbondanti e frequenti per tutta la stagione estiva, con solo brevi periodi di sole e temperature spesso sotto la media. Fu, in qualche modo, una stagione estiva senza estate per questa parte d’Italia, anche se le temperature non furono particolarmente sotto la media, fu un’estate molto diversa rispetto alle successive e precedenti.
Nelle grandi città, difficilmente si saliva sopra i 30 °C e molte erano le giornate piovose. La radiazione solare fu molto scarsa a causa della persistente attività temporalesca diurna. In molte città, durante il giorno, a causa dei temporali, le luci notturne furono riaccese per molte ore. Ebbene, come non definire una stagione simile non estate? Ovviamente, questa è una riflessione generalista, poco scientifica, ma il vissuto quotidiano di tutti noi non è dettato dalla scienza, ma dalla sensazione che viviamo.
Chi si occupa di meteorologia spesso sente dire che piove troppo spesso oppure che non fa ancora caldo, quando in realtà ciò che succede è tutto normale. Tuttavia, una stagione estiva come quella del 2014 non rientra nella media climatica delle regioni settentrionali italiane. Cadde molta pioggia e ci fu un eccesso di giorni piovosi. In montagna, spesso il clima era molto fresco e, anche a luglio e ad agosto, anche sotto i 1000 metri di quota, non era raro accendere i termosifoni per riscaldarsi. Proprio in queste zone si registrarono le maggiori anomalie, poiché la radiazione solare non permise il riscaldamento che invece si verificò nelle altre stagioni.
Il ragionamento che voglio esporvi è che se la corrente oceanica dovesse persistere anche nel mese di giugno 2024, come suggerito dalle ultime proiezioni di numerosi modelli matematici di previsione, e addirittura protrarsi nel mese di luglio 2024, la stagione estiva nelle regioni settentrionali sarebbe abbastanza anomala rispetto alle precedenti e sarebbe percepita da molte persone come non estate. Di certo, l’anno senza estate del 1815 fu tutt’altra cosa, e ben peggiore, oltre che causato da una precedente gravissima eruzione vulcanica nell’oceano Pacifico.
Non dobbiamo però dimenticare che il caldo è sempre in agguato ed è anche violento. Recentemente, sono stati battuti i record di temperatura di maggio nelle coste nordafricane, tunisine e libiche. In questi giorni, un’ondata di calore sta interessando la Scandinavia, dove la temperatura è salita a 30 °C nelle regioni meridionali, dopo un autunno e un inverno gelidi come non succedeva da decenni.
Questo significa che in men che non si dica si può passare da un estremo all’altro, ovvero da una fase fresca e piovosa a una calda e secca, o da una fredda e piovosa a una calda e tropicale, con temporali di eccezionale violenza che fanno ipotizzare chissà che tragedie nei mesi seguenti, quando si verificano le più marcate combinazioni di masse d’aria fredda e calda, generando contrasti termici e quindi fenomeni intensi.
Ci siamo accorti che il tempo del passato ha sempre meno rilevanza nel prevedere quello che ci aspetta in futuro. Se in precedenza la media dell’ultimo trentennio ci forniva una linea di riferimento, con i cambiamenti climatici il periodo di riferimento si è ridotto sensibilmente, forse a circa un decennio. Questo è dimostrato anche dai cambiamenti climatici vissuti negli ultimi inverni, dal 2013 in poi, quando ha smesso di nevicare in Pianura Padana come faceva in precedenza. Le giovani generazioni conoscono un clima padano completamente diverso rispetto al passato. Ma non è solo la Pianura Padana a vivere un cambiamento climatico così incisivo; il clima è divenuto molto più mite anche nel resto d’Italia durante la stagione invernale. Ed è per questo che il riferimento al tempo passato osservato negli ultimi 30 anni ha oggi una validità più limitata.
Estate 2024, la stagione del mistero. La previsione meteo climatica più facile da parte dei modelli matematici è quella di una tendenza verso il caldo, essendo una condizione atmosferica che si è consolidata negli ultimi due decenni. Tuttavia, a volte, questa previsione ha tratto in inganno alcune aree del nostro emisfero, così come quello meridionale, anche nelle stagioni invernali. Tutto ciò crea una confusione, un caos meteo non indifferente. Però, non fraintendete, l’estate ci sarà, ma se dovesse presentare in Italia o parte di essa delle anomalie con eccesso di piovosità e di maltempo, per le persone sarà un anno senza estate, che ne dica lo scienziato, questa è la sensazione delle persone, e a volte anche la scienza dovrebbe scendere a compromessi e semplificare le teorie per tutto, e non solo per i pochi addetti ai lavori.