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Credit: NASA/JPL

La rivoluzionaria tecnologia radar di⁢ CloudSat

La missione ⁣CloudSat della NASA, lanciata nel 2006,​ ha segnato un punto di ⁣svolta nella comprensione delle dinamiche⁢ atmosferiche grazie al suo innovativo radar Cloud Profiling Radar, il⁤ primo radar a 94 GHz (banda W) mai⁣ inviato⁢ nello‍ spazio. ⁤Questo strumento, ⁢mille volte più sensibile⁣ dei ⁤radar meteorologici terrestri, ha permesso di osservare le nuvole non più come immagini piatte, ma ‍come sezioni tridimensionali dell’atmosfera ricche di ghiaccio e pioggia.

Per la prima volta, i ricercatori ⁣hanno ‌potuto studiare contemporaneamente nuvole e precipitazioni, aprendo nuove ⁣frontiere nella previsione ⁢del ‌meteo e del clima globale. “Senza‍ le nuvole, l’umanità non esisterebbe, poiché forniscono l’acqua dolce necessaria alla vita ⁢come la conosciamo”, ha affermato Graeme Stephens, investigatore principale della missione presso il‍ Jet Propulsion Laboratory della NASA in California. “Le nuvole sono state​ un enigma in⁤ termini di previsione dei cambiamenti climatici.”

 

La‍ sfida delle tempeste

Nel corso degli anni, ⁢CloudSat⁤ ha sorvolato potenti‍ sistemi tempestosi ‌come gli uragani⁤ Maria, Harvey e Sandy, esplorando sotto le loro ⁣coperture di nuvole cirrose. Il suo radar si⁤ è dimostrato particolarmente‍ efficace nel penetrare⁢ gli‍ strati nuvolosi, aiutando gli scienziati a comprendere i meccanismi ⁣di ⁤intensificazione dei cicloni tropicali.

Nonostante diverse‍ problematiche potenzialmente fatali per la missione,⁤ legate‍ alla ‌batteria e ai meccanismi di controllo dell’orientamento del ⁢satellite, il team ⁤di CloudSat ha ‍sviluppato soluzioni ‍innovative,‌ come l’ibernazione del satellite‌ durante le parti non illuminate dell’orbita per conservare energia, e l’orientamento con un numero ridotto di ruote⁢ di reazione. Queste‌ tecniche hanno permesso⁢ di continuare le‌ operazioni fino allo spegnimento definitivo del radar nel dicembre 2023.

 

Satelliti gemelli⁤ e l’eredità di CloudSat

CloudSat è stato ‍lanciato insieme al satellite CALIPSO, dotato di lidar, e insieme hanno‍ fatto​ parte di una costellazione internazionale di satelliti per il⁣ monitoraggio del meteo​ e del clima. Radar e ⁤lidar, ⁣considerati sensori “attivi”, hanno permesso di studiare​ la struttura verticale ⁤dell’atmosfera e l’influenza delle particelle sospese, ⁤come polvere, sale marino, cenere⁣ e fuliggine, sulla formazione delle nuvole.

La‍ questione dell’influenza degli aerosol sulle nuvole rimane fondamentale per⁤ le proiezioni del riscaldamento globale. Per esplorare⁤ questa e altre questioni, il satellite PACE‌ di recente lancio e le future missioni dell’Earth System Observatory della NASA si baseranno‌ sull’eredità ⁤di CloudSat e CALIPSO ‍per una nuova ⁤generazione di studi.

“La Terra nel 2030 sarà diversa dalla Terra nel⁣ 2000”, ha detto Stephens. “Il mondo è‍ cambiato, e il‌ clima è cambiato. Continuare queste ⁣misurazioni ci fornirà nuove intuizioni⁢ sui cambiamenti​ dei modelli meteorologici.”

 

Il progetto⁢ CloudSat è ​gestito per la NASA dal JPL, ‍che ha sviluppato l’istrumento Cloud Profiling Radar con importanti ⁤contributi hardware ⁣dell’Agenzia Spaziale Canadese.‍ L’Università del Colorado gestisce l’elaborazione e la distribuzione⁤ dei dati scientifici. BAE Systems di Broomfield, Colorado, ha progettato e costruito il satellite. La U.S. Space Force e il⁣ Dipartimento dell’Energia‌ degli Stati‍ Uniti hanno contribuito con risorse. Università ​e centri di ricerca statunitensi e internazionali supportano il team⁢ scientifico della missione. Il Caltech di Pasadena,⁢ California, gestisce ‌il JPL per la NASA.

La missione congiunta NASA-CNES di CALIPSO si⁣ è ⁢conclusa nell’agosto 2023.

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