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La scoperta di un fenomeno luminoso nell’atmosfera​ di⁣ WASP-76b

Recenti ⁣osservazioni effettuate‍ dal telescopio​ spaziale CHEOPS, gestito dal ‌centro operativo scientifico dell’Università di Ginevra⁣ (UNIGE), hanno ​rivelato l’esistenza di ‍un fenomeno luminoso, denominato “gloria”, nell’atmosfera⁣ dell’esopianeta WASP-76b. Questo gigante ultra-caldo presenta una particolare asimmetria tra la quantità di luce osservata‌ sul suo terminatore orientale, la ⁢linea immaginaria che separa‍ il ​lato notturno​ da quello diurno, e quella osservata sul terminatore occidentale. Si ipotizza che tale peculiarità ⁣sia dovuta alla riflessione della luce della⁢ stella, intorno alla ⁣quale orbita l’esopianeta, da parte di nuvole composte da una sostanza perfettamente uniforme. Se questa ipotesi venisse confermata, ⁤sarebbe la prima rilevazione di una gloria al di ⁢fuori del nostro sistema⁢ solare. ‌Lo studio, ‍realizzato ​in collaborazione con l’Agenzia Spaziale⁤ Europea (ESA) e l’Università di Berna (UNIBE), è ​stato pubblicato‌ su Astronomy & ⁢Astrophysics.

 

Un ​gigante ultra-caldo con caratteristiche‌ uniche

WASP-76b​ è un pianeta gigante ultra-caldo che ⁤orbita attorno alla sua stella a una distanza dodici volte inferiore ⁣a quella ‍di Mercurio dal nostro Sole, ricevendo oltre 4.000 volte la radiazione solare rispetto alla Terra.​ “L’esopianeta è ‘gonfiato’ dalla intensa radiazione della sua stella. Pertanto, nonostante sia il 10% meno massiccio del nostro ‘cugino’‍ Giove, è quasi il doppio più grande”, spiega Monika Lendl,⁤ professoressa assistente presso il Dipartimento di Astronomia della Facoltà di Scienze dell’UNIGE⁣ e coautrice⁤ dello studio.

 

Elementi che sulla Terra formerebbero ‍rocce si sciolgono ed evaporano

Dal suo ritrovamento nel 2013, ⁤WASP-76b è stato oggetto di intensi studi ‌da parte degli astronomi. È emerso ‌un quadro ⁤alquanto infernale: un lato del pianeta è ⁣sempre​ rivolto verso la sua stella, raggiungendo temperature di 2.400 ​gradi Celsius. Gli elementi che sulla Terra⁣ formerebbero rocce si sciolgono ed evaporano, per poi condensarsi sul lato notturno‌ leggermente più ⁤fresco, creando nuvole di‌ ferro che generano piogge⁣ di ferro fuso.

 

Il contributo fondamentale di ⁣CHEOPS

Una delle osservazioni più​ inquietanti per ‍gli astronomi è l’asimmetria tra i due terminatori del‍ pianeta. Per risolvere‌ questo mistero, sono state utilizzate ben⁢ ventitré osservazioni con​ il telescopio spaziale CHEOPS,​ distribuite su tre anni. Il satellite ⁢dell’ESA, gestito dalla‍ Svizzera e con il⁣ centro operativo scientifico presso il ‌Dipartimento di Astronomia dell’UNIGE,‌ ha osservato‍ numerosi eclissi secondarie del pianeta (quando⁣ passa dietro la sua stella) e ⁢diverse curve di fase (osservazione continua durante una rivoluzione completa del⁢ pianeta).

Combinando ‌questi nuovi dati con quelli di ⁣altri telescopi (TESS, Hubble e ⁤Spitzer), gli⁤ astronomi hanno avanzato un’ipotesi sorprendente per spiegare l’eccesso di flusso luminoso sul lato ⁢orientale del pianeta: “Questa inaspettata luminosità ‌potrebbe‍ essere causata da una forte riflessione localizzata e anisotropa, ovvero‌ dipendente dalla direzione, ciò che chiamiamo‍ una gloria”, spiega Olivier Demangeon, ricercatore presso l’Istituto di ⁢Astrofisica‍ e Scienze dello ‍Spazio in Portogallo e autore principale dello ⁣studio.

 

Una prima osservazione al di ⁢fuori del ⁤nostro sistema solare

Le glorie sono fenomeni comuni sulla Terra e sono state osservate anche su ⁣Venere. ‌L’effetto, simile‍ a un arcobaleno,‌ si verifica quando la luce viene riflessa da ‍nuvole composte da goccioline perfettamente uniformi. Nel ⁢caso della Terra, le goccioline ⁢sono costituite⁣ da acqua, ma‌ la natura⁢ di queste goccioline su WASP-76b rimane un mistero.⁤ Potrebbe⁣ trattarsi di ⁣ferro, ⁣poiché questo è ⁣già ‌stato rilevato nell’atmosfera estremamente calda del pianeta. La ⁣rilevazione ‌di questo fenomeno ‍su WASP-76b è⁣ la prima‌ del suo ⁤genere al di fuori del nostro ‍sistema ‌solare.

 

Rilevare fenomeni⁢ così minuti a così grande​ distanza

“Il⁤ motivo per cui una gloria non ‌è mai stata osservata al di fuori del nostro sistema solare ‌è che questo fenomeno ⁢richiede‌ condizioni molto specifiche. ‌Innanzitutto, le particelle atmosferiche ‍devono essere quasi perfettamente sferiche, completamente uniformi e sufficientemente stabili ⁢da essere osservate per ⁢un ‍lungo periodo. Queste goccioline devono essere direttamente illuminate dalla stella ospite del pianeta, e l’osservatore, in questo ​caso CHEOPS, deve trovarsi⁢ nella posizione giusta”, spiega Olivier Demangeon.

Ulteriori dati saranno necessari per ‍confermare con certezza che questo intrigante eccesso ⁤di luce sul terminatore orientale di WASP-76b⁣ sia effettivamente una gloria. Tale conferma attesterebbe la presenza di nuvole composte da goccioline​ perfettamente sferiche che‍ sono esistite per almeno tre anni o che si rinnovano costantemente. Affinché tali nuvole persistano, anche ⁤la temperatura dell’atmosfera dovrebbe⁣ essere ⁤stabile⁣ nel tempo, offrendo uno spaccato affascinante e dettagliato su ciò che potrebbe accadere su‌ WASP-76b.

Rilevare fenomeni‌ così minuti ‍a così grande distanza consentirà⁢ agli scienziati e⁣ agli ingegneri di identificare ​altri ⁤fenomeni altrettanto cruciali, come‌ la ‌riflessione⁤ della luce‍ stellare su laghi e oceani liquidi, ⁢condizione​ necessaria per l’abitabilità.

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