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Una vasta irruzione di aria artica colpirà l’Europa nel corso della prossima settimana. Possiamo considerarla già una certezza, considerando che tutti i centri di calcolo mostrano questo vasto fiume d’aria fredda proveniente dall’Artico dirigersi sull’Europa centro orientale a partire già da lunedì e martedì prossimi. È ancora invece abbastanza incerta la previsione meteo per la nostra penisola, considerando che non è ancora chiaro se questo fiume d’aria fredda possa quantomeno lambire il Mediterraneo.

 

Al momento tutti i centri di calcolo mostrano questa concreta possibilità che il freddo riesca ad invadere anche la nostra penisola, garantendo un consistente calo delle temperature riportando anche fiocchi di neve a quote di bassa montagna e anche tanti temporali. Tutto questo potrebbe concretizzarsi in Italia tra il 16 e il 19 Aprile.

 

Clamoroso calo delle temperature

Il vero colpo di scena serve proprio il forte calo delle temperature a cui andremo incontro. Basti pensare che tra sabato, domenica e lunedì l’Italia sarà invasa nuovamente dall’alta pressione subtropicale che porterà le temperature su valori estivi anche vicini ai 30 ° nelle zone interne del centro sud e addirittura anche in Val Padana. Fino a martedì pomeriggio avremo ancora a che fare con temperature molto alte su tutta la nostra penisola, dopodiché già da martedì sera, poi soprattutto da mercoledì, avremo a che fare con un vertiginoso calo delle temperature grazie all’avanzata di venti freddi provenienti dai Balcani.

 

Le temperature potrebbero crollare anche di oltre 15 °, portandosi al di sotto delle medie del periodo su tutta la nostra penisola. Il forte calo termico ovviamente potrebbe generare temporali piuttosto forti, con grandinate e occasionali nevicate fino a quote vicine agli 800 m di altitudine lungo l’appennino.

 

Rischio gelo tardivo

Il rischio più grande, tuttavia, riguarda quello di brinate e gelate tardive che potrebbero subentrare sul finire di questa eruzione fredda. Tra il 18 e il 19 Aprile, infatti, potrebbe tornare pian piano l’alta pressione su temperature ancora piuttosto basse e questo potrebbe facilitare un vero e proprio crollo delle temperature nelle ore notturne che poi sfocerebbe in brinate e gelate, molto dannose per il comparto agricolo.

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