Il team di astronomi che ha scoperto questo fenomeno è guidato da Dheeraj Pasham del Massachusetts Institute of Technology (MIT). La spiegazione più probabile per questo comportamento è la presenza di un secondo buco nero, un cosiddetto buco nero di massa intermedia, che orbita attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia. Questo buco nero di massa intermedia, con una massa compresa tra cento e diecimila volte quella del Sole, sarebbe responsabile degli spasmi osservati ogni otto giorni e mezzo dagli astronomi, ogni volta che la sua traiettoria interseca il disco d’accrescimento del buco nero centrale.
Francesco Tombesi, astrofisico dell’Università di Roma Tor Vergata e secondo autore dello studio, afferma che questo lavoro dimostra un nuovo metodo per individuare sistemi di buchi neri binari, in particolare quelli immersi nel disco di accrescimento di un buco nero supermassiccio. Questo risultato mette in discussione l’immagine tradizionale del disco di accrescimento di un buco nero supermassiccio, suggerendo che uno scenario con un disco e molti oggetti di massa stellare, come buchi neri e stelle, che lo attraversano potrebbe essere più realistico della semplice immagine di un disco gassoso.
Per approfondire l’argomento, è possibile leggere l’articolo “A case for a binary black hole system revealed via quasi-periodic outflows”, pubblicato su Science Advances, di Dheeraj R. Pasham, Francesco Tombesi e altri autori.