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Il ‌25 marzo 2024, nella parte nord-occidentale della caldera di Askja, in Islanda, si è verificato uno sciame sismico. L’Ufficio Meteorologico Islandese (IMO) ha rilevato circa 30 ​terremoti tra le 08:00 e le 12:00 UTC. Il più forte è stato di ⁢magnitudo 3.5 a una profondità di ‌5 km. Sono stati rilevati anche tre terremoti con magnitudo compresa ​tra 2 e 2.5, mentre il resto dell’attività è stato ⁢caratterizzato‍ da eventi di minore entità. Nel complesso, l’attività sismica ad Askja è stata ⁤piuttosto ⁣stabile nei mesi precedenti e non ha subito variazioni fino al 25 marzo. “Guardando indietro, possiamo vedere che terremoti con magnitudo superiore a ​3 sono stati rilevati nel gennaio 2022 e nell’ottobre 2021”, ha affermato l’IMO.

 

La deformazione ad Askja è continuata con un tasso ‍stabile per due anni dalla fine dell’estate 2021. L’autunno scorso, i dati GNSS hanno indicato una diminuzione dei ​tassi di deformazione, ma⁤ le⁢ più recenti misurazioni della deformazione del suolo basate sui dati GNSS suggeriscono che il tasso è aumentato di nuovo, anche se rimane a livelli inferiori rispetto a quelli osservati prima dell’autunno del 2023. Ulteriori dati, che‌ saranno raccolti nei prossimi giorni, aiuteranno a chiarire e confermare la tendenza del processo di deformazione nell’area, ha affermato l’IMO.

 

Un’immagine satellitare acquisita il⁣ 19 marzo⁣ mostra una tipica ‍vista invernale del lago Askja, dove ⁣la maggior parte del lago è⁣ coperta di ⁤ghiaccio, tranne che per due aree ben note caratterizzate da​ persistente attività geotermica. Nel febbraio dell’anno scorso, il lago Askja era privo di ghiaccio, il che è stato considerato insolito per quel periodo‍ dell’anno.

L’ultimo periodo eruttivo di questo vulcano è durato ⁣da ottobre a dicembre 1961 (VEI 2). Askja è un grande vulcano basaltico centrale che forma il massiccio di Dyngjufjöll. È troncato⁣ da tre caldere sovrapposte, la ‌più grande delle quali è larga 8 km e potrebbe‍ essere stata prodotta principalmente da eruzioni ad ‍anello subglaciali piuttosto che da​ subsidenza.

 

Un’importante eruzione esplosiva (VEI 5) si è verificata ⁣dal 1 gennaio al 17 ottobre 1875 ed è ‌entrata nella storia come una delle più grandi eruzioni dell’Islanda. Questa eruzione ha portato alla formazione di una caldera più piccola,⁤ larga 4,5 km, ora riempita dal lago Öskjuvatn,‌ che tronca ⁤il ⁤bordo ⁣della caldera centrale più grande.

Un’importante eruzione esplosiva riolitica​ di Dyngjufjöll circa 10.000 anni fa è stata in parte associata alla formazione della caldera di Askja. Molte eruzioni postglaciali si⁣ sono verificate anche​ lungo‌ l’anello di frattura. Lo sciame di fessure di ​Askja ‍lungo‍ 100 km, che include il graben di ​Sveinagja, è anche correlato al sistema vulcanico di Askja, così come diversi piccoli vulcani⁤ a scudo come Kollatadyngja. Le ​eruzioni del XX secolo hanno prodotto colate laviche da bocche eruttive situate principalmente vicino⁤ al lago Öskjuvatn.

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