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Il Vortice Polare dopo essersi formato nella Stratosfera sopra il Polo Nord e aver preso forza, è atteso  con l’inizio dell’inverno meteorologico 2023/2024 collassare. Ma cos’è il Vortice Polare e perché dovremmo preoccuparci della sua formazione e del potenziale crollo?

In termini semplici, il Vortice Polare è una grande area di bassa pressione e aria fredda che circonda i poli. Esiste sempre, ma diventa più forte e più definito durante i mesi invernali. La stratosfera, dove esiste questo vortice, si trova sopra la Troposfera, che è dove si verifica il nostro tempo atmosferico quotidiano.

 

Il vortice tipicamente mantiene l’aria più fredda vicino ai poli, agendo in qualche modo come una porta di frigorifero che mantiene il freddo contenuto. Tuttavia, a volte il Vortice Polare può indebolirsi o addirittura collassare, permettendo all’aria artica gelida di riversarsi verso sud, influenzando parti degli Stati Uniti, del Canada e dell’Europa.

 

Minacce del Vortice Polare

Storicamente, un Vortice Polare in collasso o indebolimento ha portato a intense e prolungate ondate di freddo. Gli impatti di queste intrusioni di aria fredda possono essere gravi, dalle tempeste di neve paralizzanti a temperature fredde mortali. Lo scorso inverno, Boston, negli USA ha sperimentato un ciclone bomba, con tempeste di neve e gelo siderale che hanno causato numerose vittime per il freddo estremo, oltre che per la neve.

Anche l’Europa, seppur in minor misura negli ultimi anni ne viene coinvolta. Possiamo citare l’evento nevoso della Spagna, quanto il 9 gennaio 2021 una nevicata eccezionale che ha letteralmente paralizzato la grande area metropolitana di Madrid e gran parte della Spagna, a cui hanno fatto seguito gelate record. Tra il 24 e 25 gennaio è stata la volta di Atene, con una tempesta di neve che ha paralizzato la città e gli ha fatto seguito una serie di gelate con temperature record in Grecia.

 

Nel 2014 gli Stati Uniti hanno sperimentato un inverno estremo a causa di un Vortice Polare debole. In alcune aree, le temperature sono scese a 30-40 gradi sotto la media. E’ come se a Roma si andasse a gennaio a -35°C. Insomma, un freddo che da noi, quantomeno a Roma sarebbe impossibile se non per eventi calamitosi globali.

 

Nel 2019, parti del Midwest sono state colpite da temperature che rivalizzavano con quelle dell’Antartide. Chicago, ad esempio, ha visto temperature scendere a quasi -38°C. Nel frattempo, il fattore wind chill nel sud del Minnesota ha portato le letture a meno -60°C il 30 gennaio.

 

Tali incidenti eventi comportano rischi per la salute. L’esposizione prolungata al freddo estremo può portare a congelamenti, ipotermia e persino morte. Inoltre, queste condizioni estreme mettono sotto pressione le risorse energetiche poiché le persone alzano il riscaldamento e mettono pressione su infrastrutture non progettate per un freddo così intenso. In Italia, rammentiamo l’evento meteo estremo del gennaio 1985, quando si ebbe il super Buran,

 

Come collassa il vortice?

Oscillazioni o onde di aria calda possono occasionalmente spingersi nella stratosfera, interrompendo il flusso normalmente circolare del vortice. Quando ciò accade, può dividersi in più piccoli vortici o essere spostato dal polo. Questo spostamento consente quindi all’aria fredda contenuta di muoversi verso sud.

 

Stratwarming

L’evento di Riscaldamento Stratosferico Improvviso (SSW), che è quello previsto a breve, caratterizzato da un brusco aumento della temperatura nella stratosfera polare, è un altro meccanismo che può causare il crollo del Vortice Polare. Infatti, gli SSW sono più comuni durante gli anni di El Niño, in cui ci troviamo attualmente. E quando il Vortice Polare collassa, può generare un’alterazione delle correnti che soffiano generalmente da ovest verso est, e invertirle. E’ in queste circostanze che non abbiamo il solo freddo dall’Artico, ma quello ancor peggiore che viene direttamente dalla Siberia: il Buran.

 

Mentre il Vortice Polare attuale sul Polo Nord quest’anno presenta notevoli incertezze, è fondamentale essere consapevoli dei suoi potenziali impatti. Comprendere il fenomeno può aiutarci a prepararci per potenziali interruzioni e a conoscere il rischio di avere in Europa ondate di gelo che in successiva rotta forse anche in Italia. E sono queste le situazioni che danno neve e gelo diffusi nel nostro Paese.

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