
Cari lettori, in questo articolo non voglio parlare di una previsione meteo, ma di un particolare pattern che si è venuto a instaurare ormai da molto tempo. Quante volte, nei nostri articoli, abbiamo trattato dell’ingerenza dell’anticiclone? Senza contare che, ormai da metà Maggio, l’alta pressione sull’Europa occidentale è praticamente la padrona assoluta, salvo brevi periodi di pioggia riassumibili nell’ultima decade di Agosto e a metà Ottobre. A ben vedere, sono state le uniche due fasi con piogge diffuse sul nostro Paese; in tutte le altre occasioni le precipitazioni sono state frutto di autentiche toccate e fuga.
Cosa dovremmo aspettarci
Siamo ormai alla fine di Ottobre e l’ultimo mese dell’autunno meteorologico è praticamente alle porte. In un contesto stagionale normale, ovvero quello della nostra climatologia, dovremmo assistere al progressivo ingresso delle perturbazioni atlantiche, capaci di portare piogge diffuse sulle pianure, le prime abbondanti nevicate sulle Alpi e magari qualche fiocco anche sugli Appennini. Invece, anche stavolta, l’atmosfera ha deciso di avere altri piani.
Che cosa sta succedendo invece
A dominare la circolazione a livello continentale c’è ancora una volta una potente figura anticiclonica a ovest. Abbiamo già scritto in numerosi altri articoli che la sua presenza rappresenta un ostacolo insormontabile per l’avanzata delle perturbazioni atlantiche. Queste ultime, infatti, sono costrette a transitare a latitudini più settentrionali, come se dovessero letteralmente aggirare una barriera particolarmente estesa.
In questa occasione, però, c’è una novità. Per oltre una settimana una configurazione di questo tipo promuoverà una dinamica ancora più singolare, con i ben noti movimenti retrogradi di masse d’aria fredda provenienti dall’Europa orientale e settentrionale. Non è affatto un pattern autunnale: potrebbe essere associato piuttosto a uno da cuore dell’inverno. Non a caso, avremo una fase piuttosto fredda e con precipitazioni relegate alle sole zone esposte al mare, perché la massa d’aria è estremamente secca e, se non sorvola una superficie marina, non produce alcun tipo di precipitazione.

Precipitazioni comunque presenti, ma con alcune particolarità
La presenza di una goccia fredda in quota, originata dall’arrivo di masse d’aria in moto retrogrado, porterà comunque alla formazione di aree depressionarie e ciclogenesi, soprattutto sulle regioni centro-meridionali, con la conseguente possibilità di precipitazioni molto irregolari, ma non per questo deboli.
Si tratterà, come è facile intuire, di un’instabilità differente rispetto a quella associata al classico flusso perturbato atlantico: quest’ultimo produce precipitazioni lente ed estese, magari della durata di interi giorni e su numerose regioni, mentre il flusso balcanico genera temporali solo sulle zone esposte, in particolare lungo le aree costiere. È una pioggia completamente diversa, ma visti i tempi è comunque ben accolta.

Farà comunque freddo
È questa la vera notizia! Basti pensare che, per trovare una settimana di freddo, bisogna addirittura tornare a metà Maggio, perché da lì in poi l’alta pressione africana ha dominato pressoché incontrastata. Voglio però concludere con un discorso relativo alle anomalie climatiche.
Lo abbiamo sottolineato più volte: le parentesi fredde sembrano ormai diventate meno frequenti e meno durature rispetto al passato. Pertanto, anche quando si presenta l’occasione di ritrovare temperature attorno alla media, o addirittura diversi gradi al di sotto, per un’intera settimana, si tratta già di una sorta di conquista. Anche se, in questo periodo, sarebbe stata preferibile una fase nella media o di stampo autunnale, più mite ma ricca di pioggia.

Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

