
Grandi nevicate in pianura: cosa serve per rivederle in Italia
In tanti ci chiedono se la neve cadrà ancora in Italia, soprattutto in pianura. Andiamo a fare un po’ d’ordine: parleremo di Cambiamento Climatico, ma anche di un aspetto estremamente trascurato, ovvero le configurazioni atmosferiche ideali per avere la neve nel nostro Paese. Il Cambiamento Climatico ha sicuramente aumentato le temperature, ma soprattutto sono mancate determinate configurazioni atmosferiche. Sostenere che l’Inverno è molto più mite perché si sono, come dire, bloccate le irruzioni di aria fredda da est e da nord-nord-est, ad esempio dal Mar Glaciale Artico russo, è un segno evidente che sono mancate le ondate di freddo, ma quelle ondate di freddo non hanno una causa diretta nel Cambiamento Climatico. È come dire che El Niño ci porta un Inverno freddo o un Inverno caldo: assolutamente non è così.
Quelle condizioni si vanno a generare per una serie di interferenze tra determinate situazioni atmosferiche. Per semplificare, un attore principale è il Vortice Polare, ma non è l’unico: ci sono ad esempio le alte pressioni che si formano tra le Isole Britanniche e la Scandinavia, che fanno da apripista alle correnti da est. Quando poi da ovest giungono delle perturbazioni attraverso la Penisola Iberica, queste si intensificano sul Mar Mediterraneo, sempre più mite rispetto all’Oceano Atlantico, e formano addensamenti nuvolosi forieri di precipitazioni che transitano sopra lo strato di aria fredda arrivato da est, ed ecco che cade la neve. È sufficiente tornare alla fine di Febbraio 2018 per vedere una nevicata abbondante, per i quantitativi che mediamente cadono, proprio sulla capitale, Roma; la neve ha raggiunto anche Napoli, fenomeno alquanto raro. Pensate, Napoli si trova alla stessa latitudine di New York, ma noi abbiamo un clima molto diverso, con condizioni che ci influenzano parecchio durante la stagione invernale.
Val Padana, perché senza aria fredda da est la neve non arriva
Vediamo in breve cosa è successo. L’ultimo Inverno con una configurazione ideale per avere nevicate in Val Padana è stato quello del 2012-2013: si ebbero abbondanti precipitazioni nevose in pianura a seguito dell’arrivo di aria moderatamente fredda da est, senza vere e proprie ondate di gelo. In Val Padana si crea un raffreddamento dovuto all’irraggiamento notturno e soprattutto un cuscinetto di aria fredda che non viene intaccato dalle masse d’aria più miti al passaggio delle perturbazioni, ma viene sorvolato dai corpi nuvolosi che fanno cadere la neve. Il bacino padano, chiuso tra Alpi e Appennino, favorisce proprio la formazione di questo cuscinetto, uno strato che mediamente ha uno spessore di 500-800 metri.
Quando però mancano gli influssi di aria fredda da est, è ovvio che in Pianura Padana non ci siano le condizioni ideali per le nevicate. Le temperature si abbassano, si portano anche sottozero con delle gelate, ma quando il cielo si copre la colonnina sale sopra lo zero, anche se di poco, come è successo nell’Inverno trascorso. A quel punto abbiamo precipitazioni con 2-3°C in pianura e quindi niente neve, perché manca proprio il freddo, magari dopo giorni con forti gelate, brinate e addirittura la cosiddetta neve chimica, quella che cade nei fittissimi banchi di nebbia, come abbiamo visto attorno all’Epifania.
Adriatico e Centro-Sud, la neve delle irruzioni balcaniche
Altre aree vedono la neve con condizioni diverse, ad esempio il settore Adriatico, soprattutto con le irruzioni fredde da est: l’aria fredda dei Balcani scende sull’Adriatico, si umidifica e porta precipitazioni anche sulle coste. Una gran nevicata si ebbe nel 2017 sulla costa Adriatica, accompagnata da un’ondata di freddo piuttosto importante: Napoli toccò un record di freddo e gelarono le fontane di Roma. Questo significa che anche in un’epoca di ondate di calore estive esagerate, di caldo derivante dal Cambiamento Climatico e di stagioni sconquassate, abbiamo ancora la possibilità di avere eventi di freddo, che però ultimamente non si manifestano in Inverno. Anzi, si manifestano in Autunno, ed è questa la stranezza degli ultimi anni: nei prossimi giorni avremo un bel calo termico con anomalie, eppure succederà in Autunno. Negli ultimi anni li abbiamo visti addirittura a Settembre, nel 2024 a metà mese e nel 2025 alla fine del mese, insomma fuori stagione, mentre i venti da nord-est non si sono visti nel pieno dell’Inverno.
Febbraio 2012, l’ultima grande ondata di gelo
Nel Febbraio 2012 giunse un’ondata di gelo impressionante per i nostri tempi: per circa 18-20 giorni l’Italia fu attanagliata da ripetuti impulsi di aria fredda provenienti dalle pianure siberiane e dalla Russia europea. A contatto con le perturbazioni in transito nel Mediterraneo si ebbero abbondantissime nevicate, anche sulle coste. In Sardegna città che raramente vedono la neve, come Alghero, ebbero una decisa imbiancata, la neve cadde a Olbia, di nuovo su Roma e parecchie volte, mentre ovviamente nevicò a Firenze. Il periodo fu molto ampio e le perturbazioni mediterranee raggiunsero anche il Nord Italia, dove faceva un freddo incredibile, con temperature scese fino a -15°C in alcune località e addirittura a -20°C in aree di pianura del Piemonte.
La regione più colpita al Nord fu l’Emilia-Romagna: a Bologna cadde 1 metro di neve, a Cesena quasi 2 metri e nei paesi di collina 3-4 metri. Così anche nelle Marche, sempre in collina: Urbino apparve nelle fotografie dell’epoca sepolta dalla neve. Descrivere oggi quella gran nevicata fa veramente impressione, sono trascorsi ben 14 anni, ma bisogna dire che quegli eventi erano dovuti alla combinazione di condizioni atmosferiche particolari.
Cosa è cambiato dal 2013 in poi
Dopo quell’Inverno le nevicate sono state rarissime e molto meno intense, spesso solo nevischio, salvo qualche situazione molto isolata. Si parla di un aumento delle temperature in Italia di circa 0,4°C per decennio dal 1981, un dato tangibile e reale che misurano i termometri, eppure basta tornare indietro di uno o due decenni per trovare eventi atmosferici rilevanti. Mancano le irruzioni d’aria fredda da est, dai Balcani e dalla Russia, e queste non le blocca il Riscaldamento Globale: perlomeno, ci sono studi che spiegano come si tratti di condizioni a carattere locale, che però si manifestano ormai da molto tempo e stanno diventando la normalità. C’è un cambiamento della circolazione atmosferica: le finestre ideali per le ondate di freddo si sono ristrette e concentrate soprattutto tra Dicembre e Febbraio, che poi sono anche i mesi in cui in passato si verificavano le maggiori nevicate, in particolare Gennaio e Febbraio.
Alpi, meno neve e stazioni sciistiche in crisi
Vari studi sulle Alpi mostrano che in un secolo la neve media alla quota di 2.000 metri è calata di circa il 30-50%. Ci sono state comunque annate nevose, ed è normale, perché nella media rientrano sia l’assenza totale di neve sia le nevicate eccessive. Ora ciò che possiamo attenderci sono gli eventi meteorologici estremi, fintanto che non si riapra quella finestra da nord-est che ogni Inverno ci regalava le famose nevicate, ripetute anche più volte soprattutto in Pianura Padana, sull’Appennino e ovviamente sulle Alpi. E sulle Alpi c’è anche un grosso problema: le stazioni sciistiche sono in crisi, con costi di gestione altissimi, tanto che andare a sciare costa parecchio, perché devono produrre la neve quando manca e preparare piste sufficientemente sicure per gli amanti dello sci. In alcuni anni la neve si è vista davvero poco e, soprattutto nel periodo di Natale e Capodanno, lo zero termico è salito altissimo, tanto da impedire la produzione di neve artificiale.
L’estremizzazione climatica porta gelo anche negli Stati Uniti
Tutto questo si chiama estremizzazione climatica, che però può esordire anche con eventi di freddo, come negli Stati Uniti. Nella parte orientale erano anni che non si verificavano abbondanti nevicate a New York: nel 2024 c’è stata una discreta serie di nevicate, niente di eccezionale, ma soprattutto tanto gelo, mentre a Gennaio 2025 altri Stati furono investiti da tormente di neve, con fiocchi sino al Golfo del Messico e alla parte settentrionale della Florida, un evento piuttosto eccezionale. Nel 2025 anche New York ha avuto abbondantissime nevicate. Pur avendo un clima molto diverso, gli Stati Uniti sono favoriti dalle irruzioni di aria fredda che da loro arrivano da nord-ovest, mentre da noi il vento deve arrivare da nord-est, insomma contrario ai venti dominanti. Anche loro vivono il Cambiamento Climatico, più modesto rispetto al nostro, ma un’analisi precisa di quanto avviene nel Nord America lo mostra rilevantissimo, soprattutto nella parte occidentale; in quella orientale è intenso, ma il freddo che arriva dal Canada è di forte intensità ed è per questo che si hanno nevicate persino sulle coste del Golfo del Messico, come capitato nel 2024 e 2025.
Credit
- European State of the Climate 2025 – Copernicus Climate Change Service (C3S/ECMWF) e WMO
- Observed snow depth trends in the European Alps: 1971 to 2019 – The Cryosphere
- Snow cover in the Western Alps reaches record-low levels – EU Space / Copernicus
- Historic January 2025 Snowstorm – National Weather Service Mobile/Pensacola
- NOAA Satellites Crucial For Predicting Gulf Coast’s Historic Winter Storm – NOAA NESDIS

