Una vittima in un sottopasso, in provincia di Udine
Mentre le notizie scorrono e raccontano i numerosi fatti del mondo, è successo qualcosa che ci riguarda tutti: c’è stata una vittima in un comune del Friuli, in provincia di Udine. Una signora, con la sua auto, ha affrontato un sottopasso che apparentemente, probabilmente, non le sembrava un pericolo. Ha proseguito, l’auto è andata in panne, il sottopasso sotto un violento rovescio di pioggia si è ulteriormente allagato e la signora è annegata. Un carabiniere ha provato in tutti i modi a soccorrerla, un carabiniere che tra l’altro anche in passato aveva compiuto un gesto che si può definire eroico. Ma sapete, molto spesso le loro azioni di questo genere passano in secondo piano, si racconta sempre d’altro, anche in questa circostanza.
Ecco, viene tristezza nel sentire che una persona muore ai giorni d’oggi, con tutte le informazioni che ci sono, in un sottopasso. Mi occupo di meteorologia da moltissimi anni, con l’uso di Internet ho la possibilità di acquisire informazioni e di leggere notizie da tutto il mondo, e soprattutto in Italia morire in un sottopasso allagato sta diventando sempre meno frequente, perché l’informazione meteorologica arriva, arriva a tutti: ci sono le allerta della Protezione Civile, che ricordiamo sono molto importanti, ci sono poi tutti gli avvisi, le previsioni meteo anche quelle consultabili dagli smartphone, e poi le notizie che negli anni ci sono giunte di persone che purtroppo, anche in passato, sono decedute proprio lì, in un sottopasso e queste fanno storia, le persone imparano che può essere pericoloso transitare in un sottopasso allagato. Sottopasso, come alcuni che ne ho visto, eccessivamente profondo, di quelli che non ci dovrebbero essere in Italia, perché sempre costituiranno un potenziale luogo di morte se c’è un forte evento piovoso.
La notizia che fa tristezza. Non che sia meno importante quella di un’altra persona deceduta, invece, per una disgrazia.
La tragedia di Siena e la forza del vento
Si parla di una tromba d’aria a Siena, ma si è trattato di una violentissima raffica di vento, un downburst, uno di quei temporali, i tantissimi che ci sono stati in questi giorni, che in questa città, tra l’altro ha scoperchiato il tetto di un palazzetto dello sport. Poi ha infranto un vetro, un vetro che si è rotto è andato addosso ad una signora che ha riportato ferite piuttosto gravi ed è deceduta. Anche in questo caso si è trattato di una disgrazia, molto meno prevedibile rispetto ad un sottopasso, che ci fa capire quanto gli elementi atmosferici possano essere violenti, al punto che persino stare davanti a una finestra durante uno di questi fortissimi temporali può essere pericoloso. Ma i rischi durante simili fenomeni non sono circoscritti allo stare a una finestra o al transito in un sottopasso, sono innumerevoli e casuali. Anche attendere l’autobus o un mezzo pubblico sotto gli alberi, perché la pensilina si trova lì, oppure il classivo vaso di fiori che cade da un balcone e precipita a terra. Ci sono innumerevoli pericoli durante il maltempo con vento forte e raffica, ovvero durante il temporale.
Mettersi al riparo è la scelta più saggia
Soprattutto durante il temporale, la cosa più saggia da fare è mettersi al riparo. Mettersi al riparo significa stare al chiuso, lontano dalle finestre, perché questi temporali, ormai soprattutto all’inizio della stagione autunnale e durante la stagione estiva, come abbiamo visto possono avere una violenza estrema. Sono temporali fuori da quella violenza, da quella intensità che avevano in passato. Sono fenomeni meteo estremi, fenomeni meteorologici di cui tenere conto, che possono procurare danni anche alle persone.
I fulmini, il pericolo che si considera troppo poco
Poi si consideranopoco i fulmini. Tantissimi ne cadono, a migliaia durante queste tempeste elettriche, e anche questi possono procurare danni; a volte non si conoscono tutte le implicazioni che può avere la caduta di un fulmine, e ci si protegge poco. Ricordo sempre una storia reale che mi è stata raccontata, quella di un’abitazione dove un fulmine caduto nell’area ha incendiato il telefono di casa, un telefono che poggiava sul mobile della sala; questo ha dato fuoco al mobile in legno, creando un incendio che si è propagato a tutta la stanza e che, con l’intervento dei vigili del fuoco, per fortuna non ha interessato le altre stanze dell’abitazione. Negli anni ho letto tantissime notizie di case andate a fuoco a causa della caduta di un fulmine, abitazioni colpite direttamente, con il fulmine che ha poi scaricato la sua forza nel contatore dell’elettricità, il quela è esploso, causando un cortocircuito generale che ha provocato un principio di incendio. Insomma, i fulmini sono un pericolo tutt’altro che trascurabile, soprattutto all’aperto, ma restano un rischio anche nelle abitazioni.
Nubifragi e raffiche di vento, grandine
Insomma, i temporali non sono fenomeni innocui, sono fenomeni di cui va sempre considerata la possibile estremizzazione e la capacità di procurare danni. Per non parlare poi delle raffiche di vento, a volte violentissime, che possono toccare i 150 km/h, e di un altro fenomeno, le grandinate. Dobbiamo parlare poi dei nubifragi: nella giornata di ieri, giovedì 10 settembre, ce ne sono stati di violentissimi soprattutto sulla costa tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, con accumuli ben oltre i 100 millimetri di pioggia. Da quele parti, piogge così intense erano previste, complice il caldo mare Adriatico e lo scontro di varie masse d’aria, con il Nord-Est nel mirino insieme al resto del Nord Italia, dove nei giorni scorsi si era già parlato di possibili alluvioni lampo.
Il maltempo è un fenomeno atmosferico di cui vanno sempre considerati i rischi: anche in un Paese come il nostro, dove gli avvisi meteo sono numerosissimi, può capitare che qualcuno si trovi in pericolo e che poi, purtroppo, ne resti vittima, come è successo a queste due persone.